A quanto pare gli schermi degli smartphone iniziano a diventare stretti. La tecnologia touchscreen spinge ad usarli come dei tablet, quindi l’obiettivo è fare in modo che ci sia sempre più spazio usabile per l’interazione con i programmi.
Qualche giorno fa abbiamo visto un brevetto di Motorola per gli schermi comunicanti. In pratica prevede l’avvicinamento di più schermi tra di loro per formare uno schermo unico più ampio. Qualcomm, invece, brevetta lo schermo pieghevole. Uno schermo grande può essere piegato in più sezioni per un’integrazione nei dispositivi mobili.
Al momento è solo un progetto, ma speriamo di vederlo applicato presto.
[via slashgear]
Due nuovi telefoni concept Nokia si mostrano e sembrano essere piuttosto interessanti: il Nokia Stealth e il Nokia 82 Dragonfly.
Il Nokia Stealth dovrebbe essere un telefono mid-end, con un design ispirato all’aereo stealth e ricorda abbastanza il Vertu Boucheron 150. Il designer del Nokia Stealth ha dichiarato che il terminale ha una tastiera “scolpita” ergonomicamente, rendendo semplice la navigazione tramite il tocco. La superficie del telefono “assorbe la luce” regalando un effetto luminescente.
Il Nokia 82 Dragonfly vuole essere invece un telefono entry-level, con un design leggermente migliore. Cosa ne pensate? Credete che Nokia realizzerà mai qualcosa di simile?
Quando viene ferito Wolverine rigenera le proprie ferite in pochi istanti. Ecco cosa faranno le batterie per cellulari del futuro, in grado di ricaricarsi quando scariche grazie allo stesso sistema cinetico degli orologi da polso senza pile.
Grazie ai mille movimenti che facciamo fare ogni giorno al cellulare, infatti, questo sistema potrebbe creare energia utile per aumentare l’autonomia.
Il sistema, però, richiede componenti dal peso maggiore e un progetto ben più complesso di quello degli orologi dato che, tra schermi touchscreen e processori di ultima generazione, l’energia da generare è di gran lunga più alta.
[via engadget]
Parlare senza farsi udire dagli altri? Tra 5 anni potrebbe essere possibile grazie a una nuova tecnologia chiamata Soundless Language, o labiolettura. La stanno perfezionando alcuni ricercatori presso il Karlsruhe Institute of Technology. In futuro, infatti, un software potrà riconoscere il movimento delle labbra e tradurlo in suono nel telefono del destinatario.
In questo modo sarà possibile parlare in posti molto silenziosi senza farsi udire, oppure comunicare informazioni riservate senza aver paura di comunicarle alle persone circostanti. I ricercatori affermano che il software sarà in grado di sbagliare al massimo una parola ogni 100.
[via kit]
Gli schermi dei cellulari touchscreen sono molto comodi perchè permettono di utilizzare una superficie maggiore rispetto ai vecchi cellulari con tastiera alfa/numerica. Alcune volte, però, anche uno schermo per smartphone potrebbe non bastare. Motorola ha brevettato la soluzione a questo problema.
La casa alata propone di avvicinare due o più schermi per vedere l’immagine suddivisa sulle varie superfici e creare l’effetto di un display unico. Il sistema funziona con una comunicazione di input e output che, in teoria, in futuro potrebbe diventare un nuovo standard. Al momento non sappiamo quando sarà disponibile.
[via gorumors]
Davvero affascinante questo concept di progetto sviluppato congiuntamente nei laboratori di Microsoft e della Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Ormai sembra proprio che qualsiasi superficie possa essere trasformata in uno display interattivo.
In questo caso, è addirittura la pelle umana a trasformarsi in un touchscreen. Skinput, questo il nome del progetto, consiste in un sistema in grado di trasformare in un display touch mani e braccia, grazie ad un hardware particolare, in grado di rilevare i suoni a frequenza ultrabassa prodotti dal contatto le diverse parti della pelle e di una serie di proiettore piccolissimi che visualizzano su di essa gli elementi necessari all’interazione con il sistema operativo.
Date un’occhiata al sito del concept ed al saggio prodotto dai suoi ideatori. Più portatile di così!
Continua a leggere: Skinput. Quando la pelle diventa un touchscreen

Di solito diamo per scontato che i moderni smartphone siano destinati a tutti. In realtà, però, esistono delle fasce non raggiungibili come quelle dei non vedenti. Lo Shanghai Research Institute della China Telecom si è messo in moto per trovare un possibile modello adatto alle persone diversamente abili.
Il risultato è il concept del 9 Spots Phone. 9 sta per i punti in rilievo che è possibile toccare per richiamare i numeri e le varie funzioni del telefono. Con un meccanismo slide, inoltre, sono utilizzabili i tasti QWERTY anch’essi in rilievo. Al momento non si conoscono i tempi di realizzo.
Guarda le immagini del 9 Spots Phone


[via Yankodesign]
Con il rilascio di Symbian ^3, con licenza open source, avvenuto nelle settimane scorse, sono già partiti i lavoro sulla release successiva del sistema operativo, la ^4 che, secondo la roadmap resa disponibile, dovrebbe essere completata entro la fine di settembre 2010 e disponibile su device a partire dalla metà del 2011.
Ed è proprio relativamente a questa nuova release che si riferiscono i due filmati che accompagnano questo post, apparsi online nelle ultime ore, che mostrano la futura interfaccia utente multipannello, con tanto di widget posizionabili a piacere su ciascuno di essi. Che ne pensate? A me ricorda molto Android…
Continua a leggere: Symbian ^4. Online i primi filmati dell'interfaccia utente
Abbiamo già avuto modo, in passato, di parlare di The Astonishing Tribe (TAT, per gli aficionados), azienda svedese all’avanguardia nella progettazione e realizzazione di software ed interfaccie utente per dispositivi mobili. Torniamo oggi a scrivere di questi geniali sviluppatori/designer in occasione del lancio di un video relativo a Recongnizr, un nuovo prototipo che gli scandinavi hanno realizzato su smartphone con sistema operativo Android.
Che ha di così speciale Recongnizr? Be’, consente di utilizzare il telefono per “vedere” una persona, riconoscerla e accedere, dopo averli precedentemente associati, a tutta una serie di servizi web e/o social network ad essa connessi. Non solo. Ovviamente è infatti anche possibile collegare ad una persona dati più tradizionali, quali il loro nome e cognome, l’indirizzo ed eventuali numeri di telefono o email.
Al momento l’applicazione funziona, ahimè (o per fortuna), solo se entrambi gli utenti hanno implementato il software sul proprio smartphone. Ma ci pensate, se in futuro il programma fosse in grado di cercare in rete tra le foto pubblicate e rintracciabili nei motori di ricerca e accoppiasse automaticamente una persona ai propri dati? Non so se sia meglio essere contento, di una tale eventualità, o temerla…
[Via Phandroid]
Davvero affascinante l’ultima demo proveniente dal Nokia Research Center di Helsinki. Explore and Share, questo il nome della demo, mostra gli utilizzi pratici di una tecnologia basata su onde radio di cui Nokia si sta occupando già dallo scorso anno.
In sostanza, ponendo il proprio device vicino ad un’altra apparecchiatura appositamente realizzata, questa viene immediatamente riconosciuta ed è poi possibile effettuare trasferimenti di qualsiasi tipo di dato in pochi, pochissimi secondi. Nel video che accompagna questo post, viene mostrato come basti in effetti davvero poco tempo per trasferire un intero album musicale.
Non male eh?
[Via Nokia Conversations]