
Sulla scia dell’annuncio, giunto la scorsa settimana, che Jon Rubinstein stava lasciando HP, pare che anche il responsabile di WebOS Brian Hernacki stia per lasciare l’azienda. Questo esodo di rappresentanti avrà un impatto sul futuro, già poco luminoso, di webOS?
È importante contestualizzare anche i retroscena: poco dopo che HP ha acquistato Palm, c’è stata una sorta di fuga tra dipendenti, alcuni dei quali sono approdati ad Android. Tra gli altri disertori, si enumera anche il vicepresidente senior Michael Abbott.
WebOS è in una fase di transizione verso l’open source e rischia di perdere il supporto degli sviluppatori e dei produttori di telefoni cellulari, sprofondando letteralmente nell’abisso sul quale è stato a lungo in bilico. Se anche i responsabili non dimostrano il proprio appoggio al sistema operativo, che impatto ne avrà la sua immagine?
Via | TheVerge

Hp il mese scorso ha annunciato che avrebbe reso open source il suo sistema WebOS, dando cosi forma ed un futuro all’investimento di 1,2 miliardi di dollari spesi per l’acquisizione di Palm. Ora l’azienda entra più in dettaglio, dichiarando che il sofware sarà completamente open source per la fine di settembre, in concomitanza con il cambio del suo nome che sarà Open WebOS 1.0. Il primo tassello di questo puzzle è il rilascio della seconda generazione di Enyo framework, uno strumento gratuito che consente agli sviluppatori di scrivere applicazioni webOS. Molto similare al framework originale (WebKit), ma questa seconda versione espande la compatibilità per i browser desktop più moderni come Firefox, Chrome e Safari.
Inoltre ha dichiarato che lo sviluppo sarà su una base di Kernel Linux standard, un chiaro intento per avere più compatibilità hardware possibile, sopratutto per invogliare i produttori che ancora non hanno provato WebOS. Anche la stessa HP ha deciso di non abbandonare WebOS del tutto ed ha dichiarato che continuerà a svilupparlo ed in cantiere sarebbe previsto per il prossimo anno un nuovo Tablet Pc.
La roadmap esprime un percorso che dovrebbe vedere webOS completamente open source entro la fine di settembre 2012. Hp dice che hanno lavorato a stretto contatto con il capo di webOS Internals, Rod Whitby, per perfezionare il piano del suo ingresso nel mondo open source.
Continua a leggere: HP: Open WebOS 1.0 in arrivo per settembre

Clamoroso cambio di rotta per HP. L’azienda, che pochi mesi fa annunciò di voler abbandonare il business legato al mondo dei pc per puntare tutto sul cloud, ha deciso di tenere in vita lo sfortunatissimo WebOS: uno tra i primi sistemi operativi per dispositivi mobili giunto in commercio. Basato su Kernel Linux, non è riuscito ad affermarsi nel mercato mobile di nuova generazione (smartphone e tablet).
Hewlett-Packard acquistò Palm nel 2010 per l’astronomica cifra di 1,2 miliardi di dollari e produsse un tablet (HP Touchpad) che, ancora prima della commercializzazione, venne cancellato da parte dell’azienda dI Palo Alto. I pochi pezzi consegnati ai negozi americani vennero svenduti a 100 dollari l’uno.
Ci eravamo recentemente interrogati su quale fosse il futuro di WebOS e HP sembra ora aver fatto chiarezza su cosa intende fare. In un comunicato apparso sul suo sito l’azienda, a sorpresa, spiega che non abbandonerà WebOS, ma combinerà la piattaforma con l’enorme potenziale della community open source in modo da rendere lo sviluppo dell’s.o. molto più rapido e trasparente. Google è avvisato: a breve Android non sarà più l’unica alternativa open sul mercato.
Ora non resta che vedere se la futura versione di WebOS riuscirà a trovare lo spazio che merita tra Android, IOS, RIM, Windows phone, Symbian, Bada e attendere qualche mese per scoprire il destino di un s.o. che vanta ancora una nutrita comunità di affezionati.

Dopo aver riportato la possibilità che HP venda webOS al miglior offerente, oggi arrivano nuovi dettagli sulla situazione. The Verge ha annunciato, in via esclusiva, che Meg Whitman, CEO di HP, ha ammesso ai dipendenti della società e di Palm che non era sicura di quello che il futuro avrebbe riservato a webOS. A quanto pare, l’ammissione è stata fatta durante una riunione dei dipendenti dell’azienda e sembra che una decisione debba ancora esser presa, perché HP vuole concentrarsi sul destino del business PC.
Si riferisce che la Whitman ha detto ai dipendenti che una decisione sul destino di webOS arriverà nelle prossime tre o quattro settimane, in quanto impegnata a prendere “la decisione giusta, non la decisione più veloce”. Whitman ha aggiunto che le cifre dell’affare con Palm hanno giocato un ruolo importante nella decisione, perché se HP si impegna con webOS, secondo la Whitman ne deriverebbe un investimento “significativo” per un certo numero di anni. Inoltre, se HP si impegna a sviluppare webOS, sarebbe dedicandosi ai tablet, perché “le cose si fanno più complicate se si aggiungono ai cellulari”.
WebOS è un sistema valido, ha sicuramente un valore ed è un peccato vedere come venga buttato via in questo modo. La speranza è che venga riconsiderato almeno per i tablet, dovendo purtroppo rinunciarvi nel settore degli smartphone, con grande dispiacere degli utenti affezionati a Palm. Attendiamo di scoprire cosa succederà a questo punto.
Via | The Verge

Palm, un brand che un tempo era amato da molti che ha reso il Personal Digital Assistant della società deliziosamente semplice e facile da utilizzare come parte essenziale della vita degli utenti, è stata ripetutamente presa a calci in faccia nel corso degli ultimi anni. Sull’orlo della morte, ha ottenuto degli investimenti da parte di un venture capitalist chiamato Roger McNamee, che ha poi ottenuto ricavi dai chip, vendendo il produttore di smartphone and una grossa realtà americana: HP.
Purtroppo Palm non ha ottenuto alcuna attenzione mentre si trovava nel ventre della bestia, tanto che dopo alcuni progetti iniziali HP ha deciso di smettere di produrre hardware, decretando la morte di una piattaforma incredibilmente innovativa: webOS.
Oltre 500 dipendenti sono stati licenziati e molti di quelli validi sono stati assunti dai concorrenti. Degna di nota sono Peter Skillman, che era il padre del linguaggio di design webOS, ma ora lavora per Nokia, e Matias Duarte, responsabile di gran parte dell”esperienza utenteì di webOS, che sta ora lavorando per Google con lo scopo di rendere Android sempre più attraente anche all’utente meno geek.

HTC è nella top five come produttori di smartophones con diversi dispositivi dotati sia di sistema Android che di Windows Phone OS, ma sembra che la compagnia voglia seguire le orme di Samsung ed avere un proprio OS sul quale poter sviluppare. Il sito “Next Web” riporta la conferma della volontà di investire in un mobile OS da parte di HTC da parte della co-fondatrice e direttore Cher Wang.
Wang ha infatti affermato che la compagnia ha preso in considerazione l’idea di acquistare un mobile OS, ma questo non avverrà comunque in tempi troppo brevi. Inoltre Wang ha sottolineato come gli sforzi di HTC siano, per ciò che riguarda un eventuale OS acquisito, incentrati nella comprensione (reverse engineering) e nello sviluppo del secondo o terzo layer dell’OS (quindi più vicino all’utente finale) e non nel ricreare una piattaforma a partire dalle fondamenta.
Continua a leggere: HTC pronta a comprare un OS mobile, ma non subito

Dopo aver annunciato di lasciare il settore PC e di mettere da parte anche lo sviluppo di webOS, HP ha svenduto il proprio tablet TouchPad sottocosto. Oggi, grazie ad una segnalazione di Ice, scopriamo che HP mette in vendita online anche gli smartphone a prezzi stracciatissimi: i modelli HP Veer, Palm Pre 2 sbloccato, il Veer in versione bianca e il Pre 2 per Verizon a 99.99 dollari sono andati a ruba, tanto che non sono più disponibili.
Resta disponibile online l’HP iPAQ Glisten a 199.99 dollari invece che 380 dollari. Insomma, gli ultimi nostalgici si affrettino perché HP svende tutto.
[Via Store HP]

HP, meglio conosciuta come Hewlett Packard, è stata una delle aziende informatiche più rivoluzionarie degli ultimi 20 anni che ha contribuito allo sviluppo tecnologico nel settore consumer e non solo. La compagnia americana di recente aveva fatto sua anche la piccola Palm, società un tempo leader nei dispositivi mobili (PDA e poi smartphone).
Proprio l’acquisizione di Palm e del suo ottimo sistema operativo WebOS, è stato per la stessa HP di fondamentale importanza per il lancio – con non pochi problemi e ritardi - di una serie di nuovi dispositivi mobili tablet e smartphone. L’adozione di WebOS, non era limitata ai soli device mobili ma prevedeva una strategia lungimirante con l’adozione di questo OS anche nel campo PC.
Tramite una serie di rumors prima e di comunicati stampa ufficiali dopo, HP ha dichiarato di esser intenzionata a cedere la propria divisione PC (che include anche tablet e smartphone) a favore di un cambiamento delle strategie aziendali con l’acquisizione entro l’anno di Autonomy, una società che si occupa di gestione software e flussi di informazione. La conseguenza della cessione della divisione Personal Systems Group (PSG) è presto detta: sospensione di tutti i progetti WebOS riservandosi, in futuro, di continuare lo sviluppo del progetto o, ad esempio, la vendita del le licenze.
Lo spinoff del gruppo non sarà immediato ma in un arco di tempo variabile tra i 12 ed i 18 mesi. La sospensione di WebOS e del progetto TouchPad, invece, sembrerebbero avere effetto immediato. Le parole chiave della nuova strategia si HP sono, dunque: cluod, enterprise e software. Per il mercato della telefonia mobile, invece, si tratta di una grossa perdita.

Grazie ad alcuni screenshot scopriamo che WebOS integrerà profondamente nella propria interfaccia Skype, a partire dalla versione 2.2. Il credito di Skype sarà verificabile direttamente da un menù integrato, sarà possibile distinguere tra telefonate locali ed internazionali (ove quest’ultime verranno instradate al client VoIP in modo automatico), si potranno effettuare chiamate e videochiamate anche dalla rubrica del telefono, oltre che dall’elenco contatti del client, utilizzando la fotocamera frontale VGA.
La qualità audio promessa è pari a quella delle tradizionali linee telefoniche ed è possibile attivare la fotocamera in qualsiasi momento della conversazione.
[Via WebOSblog]

Ci sono buone notizie per tutti i fan di WebOS, lasciati un po’ nel dimenticatoio almeno per quanto riguarda l’Europa. Il nuovo HP Pre 3 in versione Europea è stato approvato dall’FCC. Il terminale era già stato visto nella sua versione globale per reti CDMA e GSM (non per l’Europa). Da oggi una terza versione del terminale, abilitata alle reti GSM Europee, è giunto all’FCC per essere analizzato.
L’FCC ha certificato la sicurezza del terminale per utilizzo umano (ovvero il livello di radiazioni non è nocivo). Altre novità al momento non sembrano esserci, ma attendiamo novità sulla diffusione prevista per i vari paesi.
[Via FCC]