Davvero affascinante l’ultima demo proveniente dal Nokia Research Center di Helsinki. Explore and Share, questo il nome della demo, mostra gli utilizzi pratici di una tecnologia basata su onde radio di cui Nokia si sta occupando già dallo scorso anno.
In sostanza, ponendo il proprio device vicino ad un’altra apparecchiatura appositamente realizzata, questa viene immediatamente riconosciuta ed è poi possibile effettuare trasferimenti di qualsiasi tipo di dato in pochi, pochissimi secondi. Nel video che accompagna questo post, viene mostrato come basti in effetti davvero poco tempo per trasferire un intero album musicale.
Non male eh?
[Via Nokia Conversations]

Se ne discute in queste ore su tutti i media, telegiornali compresi, sui nuovi dati rilasciati dall’ISTAT circa i dettagli sul paniere degli italiani. Grazie allo studio, è possibile determinare quali siano i beni di consumo più importanti per le famiglie italiane, corrispondenti alle reali necessità di acquisto e consumo.
Negli ultimi dati rilasciati data odierna, distribuiti solo poche ore fa, entrano in elenco i voli low cost, le badanti e gli Smartphone. Quest’ultimo dato è molto interessante e, ancora una volta, dimostra l’importanza di uno tra i settori più tecnologici più proficui di sempre, il quale non conosce, come dimostra la sua continua crescita.
Noi di Mobileblog ci occupiamo quotidianamente degli Smartphone e delle applicazioni mobili, fenomeno in grande crescita e punto di riferimento per il futuro di tale mercato. Ci piacerebbe sapere il rapporto che lega i nostri lettori con i propri Smartphone, e vi proponiamo il seguente sondaggio.
[foto by jontintinjordan]
Penso che tutti più o meno avrete presenti le foto panoramiche, create a partire dalla fusione di più immagini, a partire dalle quali ne viene poi generata una singola, in grado di fornire una vista ‘ampliata’ rispetto a quella normalmente possibile.
Ebbene, alcuni ricercatori egiziani di Microsoft stanno lavorando ad un concetto molto simile, applicato però non alle immagini statiche, bensì a quelle in movimento. In sostanza, i ricercatori hanno sviluppato un sistema, chiamato Mobicast, che consente loro di combinare più sorgenti video, provenienti da videocamere e/o telefoni differenti, ovviamente puntati sulla stessa scena, per realizzarne una più grande e più ricca di dettagli e contenuti.
Un esempio vale più di mille parole. Date un’occhiata al video che accompagna questo post. Non male come idea, chissà se verrà mai sfruttata per qualche servizio utile, una volta perfezionata…
[Via New Scientist]
Quando si parla di cellulari, una delle controversie più spinose spesso riguarda la bontà della fotocamera presente sul dispositivo.
Se quel che si propone I3A (International Imaging Industry Association) andrà a buon fine, tuttavia, potrebbe presto esserci uno standard comune condiviso che consenta di valutare in maniera oggettiva la qualità delle immagini scattate per mezzo delle fotocamere dei telefonini. A I3A appartengono aziende quali Aptina Imaging, CDM Optics, Inc., DxO Labs, Eastman Kodak Company, FUJIFILM Corporation, Google, Microsoft, Motorola, Inc, Nokia Corporation, OmniVision Technologies, Inc., Sony Ericsson Mobile Communications, STMicroelectronics, ST Ericsson e VistaPoint Technologies.
Che sia la volta buona che finalmente saremo in grado di capire se la fotocamera del nostro cellulare è buona o è una ciofeca?
[Via WMPowerUser]
HTC aveva promesso un aggiornamento firmware per l’HTC Hero basato su Android 2.0; sembra che in realtà HTC abbia fatto anche di meglio.
Il rumor sarebbe stato diffuso oggi grazie ad alcuni screenshot di un Hero sul quale gira Android 2.1, il che sarebbe una conferma dell’annunio di Google riguardo ad un “minor update” al 2.0 prima della fine del 2009.
Dall’immagine notiamo una interfaccia quasi del tutto identica a quella dell’ 1.5. Si attendono maggiori conferme.
[Via Engadget]

Parola d’ordine application store, fenomeno App Store, occasione d’affari per sviluppatori. Ormai le tendenze le conosciamo tutti, non stupiamoci di fronte all’ultimo nato in questo campo: Symbian Horizon.
Nasce il primo negozio di software, contenente sia giochi che applicazioni per la piattaforma Open Source più diffusa al mondo tra gli Smartphone. Differente, quindi, da Ovi Store e tutte le altre mosse compiute dalle singole case produttrici di dispositivi (leggi Samsung, eccetera)…differente per un motivo: più dispositivi di marche diverse potranno accedervi in completa mobilità, analogamente ad Android Market per intenderci.
I vantaggi per gli sviluppatori si traducono in un risparmio economico sulla pubblicazione dei propri prodotti fino al 75% considerando che pubblicare un contenuto su Horizon equivale alla pubblicazione su differenti Store. Il tutto si basa, dapprima sul programma Symbian Signed per la certificazione dei software, poi sulla pubblicazione parallela sugli application store partner della fondazione.
Il portale è stato appena lanciato e al momento vede la partecipazione di 7 store, quali: Ovi Store, Samsung Applications Store , AT&T’s MEdia Mall, China Mobile Mobile Market, Sony Ericsson PlayNow Arena, Orange e il celebre Handango. Il programma di adesione per gli sviluppatori è disponibile al seguente indirizzo. Al momento non sono chiari i costi finali anche se la fondazione è di tipo no profit, c’è da aspettarsi qualche servizio premium a pagamento (tipo SS o altre modalità di pubblicazione). Maggiori informazioni alla pagina delle FAQ.
[via Symbian’s official blog]

Una nuova ricerca di mercato, stilata dalla società Strategy Analytics, ha dimostrato come gli utilizzatori di Smartphone, i telefoni intelligenti che si contendono un mercato che non conosce crisi, siano soliti utilizzarli nei minimi delle loro capacità.
Chi possiede uno Smartphone, secondo i dati raccolti in UK ed USA, utilizza regolarmente dalle 4 alle 6 applicazioni scaricate sullo stesso, nonostante se ne scarichino molte di più e la maggior parte di queste non vengano neppure mai aperte. Oggetto di studio sono gli utenti di iPhone OS, di Android e di RIM Blackberry: gli inglesi scaricano più applicazioni delle controparti statunitensi. All’appello mancano gli altri OS Mobili, come Symbian e WinMo ma il risultato della ricerca di Stategy Analytics, siamo certi che non avrebbe subito molte variazioni.
Soprattutto nei terminali iPhone, la tendenza è quella di scaricare molte applicazioni e per la maggior parte di queste, dopo una prima apertura, non sarà riutilizzata. Differente il discorso su Android dove circa un terzo delle applicazioni scaricate e non utilizzate vengono disinstallate; mentre, su Blackberry gli utenti sono soliti mantenere pressoché la totalità dei software scaricati. I nostri lettori che abitudini hanno? Fatecelo sapere nei commenti…
[foto choking sun]
Continua la corsa alla miniaturizzazione delle memorie flash per dispositivi elettronici. Non ci stupisce, dato che il produttore numero uno al mondo, Sandisk, aveva già lanciato la sfida: entro il 2011 microSD da 128GB. Con tutta probabilità il produttore rispetterà i tempi o, addirittura, li anticiperà grazie ad una nuova tecnologia.
Si chiama X4, è stata sviluppata in collaborazione con l’Università di Tel Aviv, consiste nella presenza di 4 bit per ogni cella fisica di memoria, grazie ad un processo produttivo a 43 nanometri. Di fatto, vi è un raddoppiamento dell’attuale tecnologia nelle memorie di tipo NAND a multi livello, che, attualmente, sono progettate con celle di memoria dotate della metà di bit. Queste tecnologia, dà vita ad un singolo chip da 64Gb (8GB) che taglia il traguardo della memoria con la più alta densità di bit al mondo.
Le prime memorie con questa tecnologia, sono state prodotte nei tagli da 8 e 16GB nei formati comuni SDHC e Memory Stick PRO Duo e sono già in pronta consegna. Sandisk con questa mossa sarà il primo produttore a ridurre notevolmente i costi di produzione, e di conseguenza quelli di vendita, delle memorie standard. Inoltre, continuerà ad aumentare la capacità delle memorie (si suppone dai 32GB, 64GB ai 128GB) grazie al singolo chip da 64 Giga bit.
La tecnologia X4, in realtà è stata sviluppata insieme a Toshiba la quale però non possiede il controller per la correzione degli errori sviluppato da SanDisk con la TAU (Tel Aviv University). Quest’ultimo garantisce sicurezza e affidabilità in fase di lettura/scrittura. La velocità di scrittura attuale delle memorie con tecnologia X4, si aggira intorno agli 8MB/s, non proprio velocissime ma più che sufficienti in campo mobile.
[via Press Relase]
[si ringrazia SanDisk per la segnalazione sui refusi]

Curioso caso in America, dove un sondaggio effettuato dall’Associazione Dentisti di Chicago evidenzia come la tecnologia mobile stia cambiando, in peggio, i nostri comportamenti e la nostra vita, creando situazioni estreme e discutibili.
Quattro dentisti su cinque, ovvero l’80% degli intervistati, dichiara di avere seri problemi con i pazienti che, durante le cure mediche ricevute, utilizzano il proprio cellulare per mandare messaggi o altri utilizzi.
Sembra assurdo, ma addirittura il 46% dei medici in questione non riese ad effettuare un buon lavoro durante l’operazione di cura. La questione mette in imbarazzo e crea stupore tra i medici intervistati, specialmente nei pazienti adulti. E voi come vi comportate dal vostro dentista?
[via Cellular-News]
[foto | Conor Lawless]

E’ molto interessante vedere come molte aziende, operanti nei più svariati settori, possano beneficiare delle tecnologie mobili per aumentare la propria produttività. Il tutto, ovviamente, è unicamente a vantaggio dell’azienda che può così massimizzare i profitti anche al di fuori dell’orario lavorativo.
In uno studio condotto nel Regno Unito, in un’azienda operante nei Servizi Legali, è emerso come la produttività lavorativa possa essere resa davvero efficiente. I 600 dipendenti di Peninsula, l’azienda in questione, dedicano al proprio lavoro ben 15 ore extra settimanali fuori dall’ufficio e dal regolare orario di contratto aiutate dal proprio BlackBerry.
Nell’articolo che riporta questa notizia, viene specificato che queste ore vengono usate per motivare e spronare i lavoratori all’interno dei vari team: sfruttando al meglio l’organizzazione delle giornate successive e tenendo in ordine la corrispondenza e le scadenze. In tutto questo processo, quindi, acquista un ruolo fondamentale la posta elttronica in mobilità.
Come spiega Peter Bone, amministratore delegato dell’azienda in questione, la recessione mondiale ha gravato su tutti i settori e per uscirne fuori, può essere un’ottima soluzione ottimizzare al massimo la produttività del lavoratore, in modo che questo possa gestire al meglio anche il proprio riposo/stress. Ovviamente, tutto questo potrebbe far storcere il naso a molti dipendenti qualora si trattasse (come parrebbe) di ore non pagate. Tuttavia, questa filosofia potrebbe valere molto più di quanto realmente costerebbe: sia per le aziende che per i lavoratori.
[via IntoMobile]
[foto | Esthr]