
Gli sviluppatori preferiscono creare app per iPhone piuttosto che per Android. E’ quanto emerge da una ricerca di Flurry Analytics, azienda specializzata nella realizzazione di studi ed analisi del mercato smartphone. Secondo i dati che si riferiscono allo scorso mese di gennaio, per ogni app Android sviluppata ne sono state realizzate tre per iPhone. Tornando indietro fino al gennaio dello scorso anno, la situazione per il sistema operativo di Google sembra peggiorata, dato che 12 mesi fa per ogni tre app iPhone ne venivano sviluppate due per Android.
Nonostante il fatto che Android abbia la quota di mercato più grande in assoluto nel settore degli smartphone, gli sviluppatori preferiscono ancora iOS della Apple, per tutta una serie di motivi.
Prima di tutto parliamo di una motivazione economica, nel senso che è più facile vendere app sull’App Store rispetto a quanto è possibile fare con l’Android Market. Avendo provato entrambe i mercati virtuali, infatti, ho visto le differenze ed effettivamente riesco a muovermi più facilmente nell’App Store rispetto a quanto faccio nel Market di Android.
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Un altro market di applicazioni sbarca nativamente su Android. Dopo Amazon, è la volta di GetJar a tentare l’approdo all’OS di Google, grazie ad una propria applicazioni appositamente concepita.
GetJar vanta di essere il più grande app store di programmi gratuiti, con oltre 2 miliardi di download, sino ad oggi. Al di là della veridicità o meno di tale dichiarazione, non c’è dubbio che si tratta di un altro contendente ‘di peso’ che è che la società, con quartier generale nella Silicon Valley ed uffici in Gran Bretagna e Lituania, con il suo avvento non potrà che giovare alle tasche degli utenti, grazie alla maggiore concorrenza che si instaurerà nel mercato degli store.
Ironia della sorte, per utilizzare il programma, occorre scaricarlo da Android Market…

Un market dedicato a chi vuole giocare con il proprio smartphone? Pare proprio di sì, se si presta orecchio a quanto pubblicato da PocketNow qualche ora fa, secondo cui HTC avrebbe richiesto di registrare il marchio HTC Play.
Decisamente chiara la descrizione fatta di quelle che sono le intenzioni del produttore taiwanese. HTC Play dovrebbe essere infatti un market in cui “scaricare, caricare, acquistare, programmare, trasmettere, ricevere, modificare, codificare, decodificare, estrarre, utilizzare, visualizzare, accedere, cercare, condividere, immagazzinare ed organizzare videogiochi e relativi contenuti“.
Nonostante i riferimenti all’hardware, è molto probabile che HTC Play vada ad inserirsi in maniera perfetta in quella che è la serie di portali online dedicati ai più svariati tipi di contenuti, affiancandosi ad altri già esistenti quali HTC Read, HTC Listen e HTC Watch. Non appena ne sapremo di più non mancheremo di comunicarlo su queste pagine.
[Via PocketNow]

La scorsa settimana ha preso ufficialmente vita l’Amazon Appstore, ovvero lo store di applicazioni Android con sconti ed esclusive. Tra le tante novità positive che questo ennesimo store porta vi è il Test Drive: attualmente disponibile per gli utenti statunitensi, permette di testare una applicazione tramite una virtual machine Android.
Quindi quando proviamo l’applicazione, abbiamo un intero smartphone Android virtuale con controlli e funzionalità utilizzabili: è possibile vedere le gallery, ascoltare alcune tracce, navigare su Internet tramite il browser. Come spiega Amazon:
Cliccando sull’opzione “Test drive now” viene lanciata una copia di questa applicazione sull’Amazon Elastic Compute Cloud (EC2), un servizio web che offre capacità di computazione on demand su cloud per gli sviluppatori. Quando clicchiamo sul simulatore del telefono utilizzando il mouse, gli input vengono inviati all’applicazione che gira su Amazon EC2
Il tutto avviene in tempo reale. Una mossa interessante da parte di Amazon: la possibilità di provare ciò che si sta acquistando troverà il favore di tutti gli utenti.
[Via Amazon]

Non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma insistenti rumor (provenienti da Wired) affermano che Amazon pianifica il lancio dell’Android App Store per domani 22 Marzo. Lo store alternativo di applicazioni Android è al centro di speculazioni a partire da Settembre scorso ed ora sarebbe pronto per il pubblico. Un fan Android ha fatto in tempo a vedere il sito online per qualche istante, riuscendo a scattare alcuni screenshot prima che venisse tolto.
Amazon vuole imporsi come concreto avversario dell’Android Market, ottenendo l’esclusiva per diverse applicazioni come Angry Birds Rio, oltre a prezzi convenienti. Per l’accettazione delle applicazioni nello store viene applicata una selezione molto simile a quella adottata da Apple. L’idea è inoltre quella di raggiungere un pubblico globale. Cosa vi aspettate da questo store?
[Via Wired]

Come anticipato già nel corso del Mobile World Congress, non si è fatta attendere a lungo la decisione di Opera, produttrice di uno dei più famosi browser mobili, di scendere nell’arena degli store per applicazioni mobili.
L’Opera Mobile Store, la cui apertura è stata annunciata oggi in oltre 200 differenti nazioni del globo, è accessibile all’indirizzo mobilestore.opera.com e comparirà, presto, in tutte le pagine di Speed Dial dei prodotti della software house norvegese, quali Opera Mini e Opera Mobile, utilizzati da un pubblico di oltre 100 milioni di utenti in tutto il pianeta.
Sullo store di Opera sono disponibili sia applicazioni gratuite che a pagamento, per qualunque piattaforma e terminale, iPhone escluso, visto che nel catalogo compaiono, come piattaforme, Java, Symbian, BlackBerry, Android, Palm e Windows Mobile.
Di sicuro si tratta di un’idea coraggiosa. Ora bisognerà vedere se sarà premiata o meno. Personalmente, ritengo che se ne potesse fare tranquillamente a meno. Voi che ne pensate?
[Via Choose Opera]

Anche se l’associazione tra un produttore ed un’app store non è proprio immediata da comprendere, è da poche ore disponibile su Android Market Tegra Zone, un programma realizzato da Nvidia come vetrina per le migliori applicazioni ottimizzate per la propria piattaforma Tegra 2, utilizzata da molti dei prossimi modelli di smartphone di alta gamma prossimi a raggiungere il mercato.
Ogni titolo presentato sullo ’store’ di Nvidia è fornito di recensioni, trailer, video e commenti da parte degli utenti dell’applicazione stessa. Tuttavia, ed è questo che fa del programma più una vetrina, come dicevamo, che uno store vero e proprio, quando si decide di scaricare il titolo, si viene automaticamente reindirizzati su Android Market, dove avviene l’acquisto vero e prorpio.
Tra i giochi presenti, le versioni ottimizzate di Fruit Ninja e Backbreaker Football, come pure Samurai II, di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa, Dungeon Defenders, Galaxy on Fire 2, Vendetta Online, Monster Madness, Hardwood Solitaire IV.
Interessante, ma speriamo di non trovarci, nei mesi a venire, ad assistere ad un nuovo tipo di ‘frammentazione’ dell’ecosistema di Android, con la comparsa di titoli funzionanti solo su determinati chip. La cosa, ahimè, sembra alquanto probabile, a giudicare da un’altra notizia secondo cui Gameloft produrrà versioni HD dei propri giochi per chip Qualcomm quali l’MSM(R)8×55 ed il dual-core MSM8×60. Che ne pensate?
[Via Nvidia]

Notizie incoraggianti, quelle apparse online relativamente alle diffusione di Android Market nel mercato degli app store. Secondo i dati pubblicati da IHS, una società di ricerche operante a livello globale, l’utilizzo del Market è cresciuto infatti dell’861,5%, dal 2009.
Nonostante la crescita, tuttavia, lo store di Google rappresenterebbe ancora solo il 4,75% dell’intero mercato mondiale, superato da Ovi Store di Nokia, con il 4,9%, e da App Store di Apple che, con l’82,7%, è ancora l’incontrastato leader del settore, oltre ad essere il market che genera il maggior numero di profitti (1,7 miliardi di dollari, nel solo 2010).
Secondo il report, il settore che genera più profitti è quello dei videogiochi e del contenuto entertainment ed è forse per questo che Google ha iniziato a strutturare il proprio market per ospitare anche nuovi contenuti, quali libri, musica e film, a giudicare dalla presenza, riscontrata nella versione web, di alcune URL ‘dormienti’ quali: https://market.android.com/movies/, https://market.android.com/apps/ e https://market.android.com/books. Nelle aspettative di Google, la presenza di tali contenuti dovrebbe fare aumentare i ricavi generati dal proprio market che, sebbene cresciuti, rimangono ancora relativamente bassi (102 milioni di dollari, nel 2010).
[Via Know Your Mobile]

Research In Motion, la compagnia produttrice degli smartphone BlackBerry, credeva in passato che le applicazioni mobile non fossero altro che una moda passeggera. Affermazione che col tempo si è rivelata estremamente errata, in quanto le vendite e i download di applicazioni stato superando cifre mai immaginate. Per fare un esempio ancora più azzeccato del trend, Apple ha recentemente premiato con $10.000 in credito iTunes Gail Davis, il cui account iTunes ha avuto l’onore di scaricare la 10miliardesima applicazione.
La scorsa settimana la GSM Association, o GSMA, ha preso in considerazione uno studio in cui veniva comparato l’uso delle app con lo scambio di messaggi, di voce e di navigazione web. Analizzando i minuti passati ad utilizzare ciascuna funzionalità, la messaggistica vince ancora, ma è subito seguita dall’utilizzo di applicazioni e dalle chiamate vocali, con la navigazione web al quarto posto.
Sebbene a livello complessivo le applicazioni stiano superando la navigazione Web in termini di tempo di utilizzo, esistono categorie che utilizzano il web mobile ancora in modo massiccio: le ricerche e le categorie commerciali in particolare. Ciò dimostra semplicemente che l’utilizzo di applicazioni continua a crescere e che lo sviluppo di una buona offerta determina la fortuna di una piattaforma.
[Via RWW]

Che il 2010 sia stato un’annata favolosa per quel che riguarda il successo degli smartphone è cosa abbastanza evidente a tutti, appassionati di telefonia mobile e non solo. L’utilizzo di telefoni evoluti è cresciuto sempre più, prendendo piede anche tra utenti tecnicamente meno smaliziati rispetto ai cosidetti ‘early adopters’.
Motivo di tale successo, in gran parte, la facilità con cui è ora possibile cercare e scaricare nuove applicazioni, gravie al progressivo diffondersi di store realizzati dalla maggior parte dei produttori. A confermare ancora di più l’importanza delle applicazioni, ed il loro successo non solo come fenomeno tecnologica, ma anche ‘mediatico’ e ’sociale’, arriva oggi la decisione dell’American Dialect Society di eleggere ‘app’ parola dell’anno 2010, nel corso di una votazione che ha avuto luogo a Pittsburgh.
La motivazione della scelta è stata che:
Il termine app è diffuso ormai da molto tempo, ma l’arrivo degli store online, il marketing e la diffusione di un’ampia gamma di sistemi operativi per telefoni e computer, hanno fatto esplodere l’utilizzo del termine negli ultimi 12 mesi. Una delle argomentazioni più convincenti per la scelta del termine? Tra la giuria votante c’era chi diceva che adddirittura la propria nonna conosceva il significato della parola”.
L’anno precedente, le parole dell’anno erano state Tweet e Google.
[Via American Dialect Society]