Tre nomi poco conosciuti ma le cui invenzioni sono utilizzate da tutti noi quasi quotidianamente: Philippe Kahn, inventore della fotocamera sugli smartphone, Kevin Systrom, il fondatore di Instagram, Ray Kurzweil, inventore del text to speach. E’ questo il trittico messo in campo dalla catena americana Best Buy nella pubblicità trasmessa in occasione del Super Bowl. Best Buy: inventore del miglior modo per acquistare uno smartphone? Lo spot in se offre una carta regalo del valore di 50$ a tutti quelli che decideranno di aggiornare il proprio telefono entro la fine del 2012 presso uno dei quattro operatori nazionali.
Una scelta particolare, che sembra copiare il marketing e la filosofia vincente di Apple. Steve Jobs per anni ha insegnato che il cuore del business sono i prodotti: oggi, questo nuovo modello di marketing incentrato sulla tecnologia e i suoi pionieri sta sempre più diffondendosi, costringendo attori famosi e modelle mozzafiato a farsi da parte lasciando che siano i prodotti stessi a presentarsi al mondo. Chi meglio di loro conosce ciò che in realtà sono?
Dal mio punto di vista, l’azione di marketing utilizzata da Best Buy, dove è il prodotto stesso a presentarsi al pubblico, porta il consumatore ad affascinarsi allo stesso, a comprendere meglio la novità presentata e come esso può essere utilizzato nella vita di tutti i giorni. I brand che utilizzano questa nuova tecnica di marketing devono porre estrema attenzione e tenere sempre presente che, questo nuovo modo di fare marketing, porta inevitabilmente l’utente a confrontare lo spot con lo stile di Steve Jobs che da sempre ha fatto parlare i propri prodotti, restando lui sul palco in secondo piano come presentatore e pioniere affascinato nel presentare la propria invenzione. Vedremo nei prossimi mesi se l’idea di Best Buy avrà successo e, chissà, qualche tentativo di imitazione.
Via | Electronicista.com

Intel è intenzionata seriamente ad aggredire il mercato degli smartphone ed affini, dopo la presentazione al CES 2012 del chip Atom Z2460, etichettato Medfield. Il processore sulla carta impressiona per la sua potenza, infatti è superiore a qualsiasi prodotto ora in commercio, cosa che potremmo valutare sul campo non appena Motorola e Lenovo rilasceranno i loro prodotti basati su questo chip.
Sono stati eseguiti dei benchmark sul Lenovo K800, mostrando che il processore Medfield è uno tra i più veloci in commercio. Per fare un esempio, con il test SunSpider Javascript il punteggio del Lenovo era 1330, il concorrente più vicino è il Galaxy Nexus con 2000 (il punteggio minore indica prestazioni migliori). Anche nei test di durata della batteria, il processore Intel si è avvicinato ai migliori. Grazie alla grande esperienza di Intel, sicuramente riusciranno a ridurre notevolmente i consumi.
Uno degli aspetti più sorprendenti di questo nuovo chip è che tutta questa potenza viene fornita da un processore single core, a differenza dei concorrenti con cui sono state effettuate le comparazioni che sono dual core. Unico fronte in cui questo processore perde leggermente è sul comparto grafico, ma presto probabilmente vedremo una versione dual core del medfield che integra anche una GPU. In questo modo potrà entrare in diretta concorrenza con i chip SoC di Qualcomm, Nvidia e Texas Instrument.
Via | Mobilebloom.com

Per RIM è tempo di cambiamenti. Dopo il crollo della popolarità dei sistemi BlackBerry, alla RIM hanno pensato di riorganizzare le alte sfere. I co-fondatori ed amministratori delegati Jim Balsillie e Mike Lazaridis lasciano il posto di comando al giovane Thorsten Heins. Questa mossa spinta anche dagli investitori si spera possa portare ad una rivoluzione completa delle politiche di RIM. Sia Balsillie che Lazaridis ricopriranno cariche di rilievo: il primo sarà un comune Direttore mentre il secondo Vice Presidente del consiglio di amministrazione con incarichi speciali per esaminare l’innovazione.
Il nuovo CEO ha dichiarato durane un intervista che le prospettive di RIM sono di continuare il lavoro di innovazione che ha perseguito negli anni passati, soprattutto si dice soddisfatto dell’interesse attorno al Playbook 2.0. Prosegue dichiarando l’intenzione di rendere disponibile agli altri costruttori il loro prossimo BlackBerry 10, quindi concentrarsi anche su un altro tipo di marketing. Purtroppo alcune di queste dichiarazioni e cambiamenti non vengono ben viste: ad esempio il fatto che uno degli ex amministratori che hanno portato alla crisi l’azienda ricopra una carica così importante nel settore innovazioni, altro invece è proprio la figura di Thorsten Heins.
Il giovane Heins prima di questa carica ha ricoperto, sempre in RIM, dei ruoli in settori molto importanti come Chief Operating Officer, Product Engineering, supervisionando anche il portafoglio di smartphone BlackBerry nel mondo. Eppure l’azienda è entrata in crisi, con tutto il potere a sua disposizione le sorti non sono cambiate.
Un ultima dichiarazione dell’ex co-CEO Lazaridis:
Penso sia riluttante sacrificare il nostro valore a lungo termine per un guadagno a breve termine. E’ per questo che non abbiamo scelto Android, ed ecco perchè abbiamo deciso di costruire il nostro futuro su QNX.
Chissà se invece avessero scelto Android, probabilmente il successo commerciale sarebbe stato maggiore?
Via | Engadget.com

Anche Acer entra nel mondo del Cloud dopo l’acquisizione di iGware questa scorsa estate. Tra poco inizierà il CES 2012 ed Acer presenterà il suo AcerCloud, la medesima soluzione offerta ad esempio da Apple con ICloud. Sarà possibile caricare e condividere foto, video e tutti i dati come documenti o file compressi sul proprio spazio cloud e renderli disponibili sul proprio Pc, tablet o netbook. Supporterà Android ed in futuro anche Microsoft per Windows Phone. Inoltre verrà offerto in bundle su tutti i prodotti venduti dal secondo trimestre 2012 e sarà disponibile in America, Europa ed Asia.
Il colosso di Taiwan punterà molto su questo servizio soprattutto vista la gamma di prodotti che offre.
Via | Pocket-lint.com

Il reparto di ricerca e sviluppo di Nokia sta studiando la possibilità di utilizzare il sole come fonte di energia per ricaricare il cellulare. Questo studio serve soprattutto a valutare l’effettiva fattibilità in condizioni diverse e potrà servire, ad esempio, nei casi in cui non abbiamo a disposizione prese di corrente o problemi di alimentazione elettrica.
Per questo progetto, partito nel periodo estivo, Nokia ha dotato cinque persone di paesi con climi diversi di un telefono denominato Lokki, una versione modificata del C1-02 dotato di pannello solare sulla cover posteriore. Le zone di test vanno dal circolo polare Artico al Kenya e si chiede a questi utenti di farne un utilizzo normale, così da testarne l’efficienza. Dopo quattro mesi di studi, risulta che ricaricare un cellulare tramite pannelli solari è possibile ma difficoltoso, tutti quanti se ben posizionati permettono di tenere il telefono in stand-by, ma il problema nasce nella conversazione.
Continua a leggere: Nokia: Per ora nessun cellulare ad energia solare

Sharp la scorsa settimana ha presentato il suo nuovo modulo camera RJ63YC100 con stabilizzatore ottico di immagine spesso soltanto 5,47 mm capace di una risoluzione di 12,1 Megapixel, sensore CMOS da 1/3.2 e la possibilità di registrare video in FullHD a 1080p. Questo nuovo gioiello è già disponibile sui terminali Android Sharp Aquos SH-01D in vendita in Giappone. La qualità principale di questo nuovo modulo camera è soprattutto lo stabilizzatore di immagine, grazie ad un sistema di lenti decentrate all’interno capace di lavorare sia a basse luminosità sia in condizioni di estremo movimento. Sharp è pronta alla produzione di massa di questa camera e speriamo di poterla testare presto su qualche smartphone Europeo.
Continua a leggere: Sharp: nuova fotocamera per dispositivi mobile

Quando fu lanciato il bluetooth, o dente blu come lo chiamavano alcuni giornali italiani, non si conosceva molto su questa tecnologia. Eppure, a distanza di anni, ora non c’è telefono che non lo abbia. Lo stesso destino è stato predetto per l’NFC: un nuovo strumento di scambio dati a corto raggio che non necessità di procedure particolari per il riconoscimento dei dispositivi.
Secondo un recente studio, infatti, l’NFC sarà presente in metà dei cellulari entro il 2013. Al momento un grande impulso alla tecnologia è stato impartito da Google con Android, mediante i recenti smartphone che fanno uso di Google Wallet: un sistema di pagamenti messo a punto da Big G.
Mentre Paypal si prepara con il suo sistema NFC, alcune imprese si sono riunite sotto il tetto di ISIS, un consorzio che comprende American Express, MasterCard, Visa, Discover e altri. Pagare i biglietti, i piccoli acquisti, il parcheggio e altro con il telefono diventerà sempre più facile.
via | bgr

Cosa c’entra il porno con il Vivid? Lo smartphone di HTC non è stato costruito di certo per favorire il trastullamento di cuori solitari, ma a quanto pare il mercato della pornografia ne reclama i diritti. Per l’esattezza la società Vivid Entertainment ha fatto causa ad HTC chiedendole di cambiare nome al suo smartphone.
La Vivid Entertainment è tra le società americane più grandi nella produzione di contenuti multimediali destinati agli adulti. Secondo i suoi legali, il nome Vivid associato ad un terminale potrebbe causare confusione tra i clienti, che potrebbero pensare a una partnership e acquistare il telefono pensando di trovarvi tette e culi.
Ma basterà questa affermazione per convincere HTC a fare un passo indietro? Ai posteriori…ops…posteri l’ardua sentenza.
via | androidcommunity
La durata della batteria del vostro smartphone, così come quella di ogni batteria che equipaggia i vostri dispositivi, purtroppo non è infinita. Spesso ci si pone il problema di come farla durare nel tempo, ma le soluzioni adottate a volte creano più danno che beneficio. Un concetto importante è che le moderne batterie non hanno effetto memoria, è inutile farle scaricare completamente e poi caricarle al massimo, anzi è un’abitudine che dovete cercare di abbandonare perché porta a due conseguenze negative: l’accumulo di cicli completi della batteria e il rischio di rottura della batteria stessa, vediamo di analizzare meglio questi concetti.
Ogni accumulatore al litio è garantito dal produttore per un certo numero di cicli, mediamente intorno ai 300-500 anche se grazie alle tecnologie più recenti questo numero sta leggermente aumentando. Questo significa che dopo 500 cicli di carica-scarica completa la capacità della batteria del vostro telefonino sarà molto limitata rispetto a quella che aveva in origine. Un ciclo completo si può ottenere anche attraverso scariche parziali, se ad esempio arrivate a sera con il 75% di batteria (avendone consumato il 25%) ci vogliono 4 giorni per effettuare un ciclo completo. Viceversa scaricare completamente la batteria ogni giorno vuol dire accorciare la sua vita di un ciclo ogni volta.
Portare la carica a zero ha anche un altro effetto potenzialmente letale per l’accumulatore, si rischia infatti la rottura della batteria. Gli accumulatori sono progettati per operare a determinati voltaggi, questi voltaggi oscillano leggermente in funzione della carica della batteria, e portare la batteria a zero significa avvicinarsi al limite inferiore di tolleranza, superato il quale la batteria diventa inservibile.
Continua a leggere: Guida: prolungare la vita della batteria del vostro smartphone

L’industria delle batterie non riesce ancora a fornire modelli abbastanza potenti da aumentare considerevolmente l’autonomia degli smartphone. Purtroppo schermi sempre più ampi, processori più potenti e sensori sempre più numerosi asciugano la batteria a volte anche prima delle 24 ore.
Dal Giappone, però, stanno provando un approccio differente: caricare le batterie nel minor tempo possibile. Per arrivare a questo risultato hanno unito le forze NEC e NTT DoCoMo con la collaborazione di CEATEC. Il risultato è una batteria che si ricarica tutta in 10 minuti.
Pensate alle soste in aeroporto, ufficio o alla visione della prima presa elettrica a disposizione. In futuro ricaricare il telefono richiederà il tempo di un caffè e una chiacchiera con un amico.
via | engadget