Applicazioni per Windows Phone, il VP Nokia non è soddisfatto

Nonostante il successo attuale, la simbiosi tra Nokia e Microsoft ha avuto la sua giusta quota di alti e bassi nel corso degli ultimi due anni. Le due aziende si sono comunque sempre supportate e difese a vicenda anche in caso di maretta, fino ad oggi.

Un colloquio con il VP di Nokia e responsabile dello sviluppo di applicazioni, Bryan Biniak, dipinge un quadro meno roseo di quanto previsto rispetto al rapporto con Microsoft: Biniak solleva numerose questioni sulle difficoltà che Windows Phone incontra come OS.

Una carenza di app


Biniak spiega:

Stiamo lanciando nuovi dispositivi con una certa frequenza e, per ogni nuovo dispositivo, se manca per l'OS un'app a cui l'utente è affezionato ci troviamo di fronte ad una mancata occasione di vendita.

Nonostante Windows Phone sia ora ufficialmente nella top 3 dei sistemi operativi mobili, il suo App Store continua a mancare di una discreta quantità di applicazioni legate ai grandi nomi.

Senza applicazioni non si vende più


Biniak identifica questa mancanza di app importanti come un grave problema:

Non si può vendere un telefono senza le applicazioni, non si può. Le persone fanno affidamento sulle applicazioni per la gestione della vita quotidiana e se non si dispone di qualcosa che viene normalmente usato giorno per giorno nessuno avrà intenzione di passare [ad altri sistemi operativi], perché si vuole compromettere il modo in cui si vive la propria vita solo per passare ad un altro telefono.

Una buona partenership, nonostante tutto


Nonostante le critiche di Biniak per quanto riguarda le app, il VP è molto positivo sul futuro dell'unione Nokia-Microsoft. Entrambe stanno lavorando duramente per attrarre ogni sviluppatore che vale la pena arrivi a Windows Phone. Egli sostiene inoltre che entro la fine del 2013, il sistema operativo avrà raggiunto un punto in cui

La gente farà fatica a dire 'Windows Phone non ha questa app' e ciò fa una differenza sostanziale. Non credo che ci saranno sviluppatori con cui non avremo accordi commerciali.

Via International Business Times

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