Ecco cosa Apple e Google possono imparare dalla cinese Xiaomi

Recentemente abbiamo avuto modo di parlare molto della cinese Xiaomi, una delle aziende più in vista nel panorama degli smartphone nel paese orientale, un’azienda che ha un CEO, Lei Jun, che non teme di imitare le mimiche di Steve Jobs.

Xiaomi è venuta alla ribalta prima per aver “soffiato” a Google Hugo Barra, poi per il suo nuovo smartphone, Mi3, poi ancora è stata usata come parametro di paragone per l’indiana Micromax.

Xiaomi, un’azienda giovane

Nata solo 3 anni fa, Xiaomi è cresciuta molto in popolarità ed è oggi una delle più belle realtà orientali. L’azienda crea smartphone partendo da Google Android, software open source sviluppato dalla ben più famosa azienda con sede a Mountain View. Tra i punti di forza dei suoi telefoni vediamo sicuramente il costo (130 dollari) e poi l’interfaccia personalizzata, MIUI, disponibile liberamente anche per altri smartphone Android.

Cosa possono imparare, Apple e Google, dalla “piccola” Xiaomi?

Ascoltare gli utenti. L’obiettivo principale dell’azienda è aggiornare costantemente l’interfaccia MIUI, vero punto di forza per attirare utenti, i quali, secondo Jun, sono il tuo vero venditore e il tuo miglior rappresentante. Un mondo lontano dal comportamento di Apple, ad esempio. Tornando indietro all’antennagate dell’iPhone 4, che perdeva ricezione se tenuto in un certo modo, alle lamentele di un utente il compianto Steve Jobs rispose con un secco “allora non tenerlo in quel modo”.

Funzioni innovative. I telefoni Xiaomi, inoltre, hanno delle funzioni che altri più popolari telefoni non hanno, come la possibilità di prendere appunti vocali anche se si riceve una chiamata e la possibilità di mettere in telefono in modalità silenziose mentre si registra.

Prezzi bassi. La cosa più importante di tutte è il prezzo: uno smartphone da 4,7 pollici con risoluzione da 720p venduto a soli 130 dollari. Un prezzo che permette in ogni caso di fare cassa, considerando che le entrate del primo semestre di Xiaomi sono state di oltre 2 miliardi di dollari.

Via | venturebeat.com

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: