BlackBerry nella bufera, 4500 licenziamenti e titolo in picchiata

Per usare un eufemismo le cose non vanno bene per BlackBerry anche se, a dire il vero, lo sappiamo da tempo. Le vendite non vanno più come ai bei vecchi tempi quando la mora era leader mondiale nella telefonia mobile legata alla messaggistica email per i business men.

I telefoni sono evoluti nel frattempo, le bombe iOS e Android sono esplose, il touch screen ha preso il controllo dei device più appetibili e BlackBerry ha perso tempo, troppo tempo. La serie 10 non è bastata ad arginare la diaspora dalla mora canadese, né i nuovi modelli Z10 e Q10, con vendite al di sotto delle aspettative.

Il numero 10 non ha portato bene


Finalmente a pieno regime nel mondo touch screen, il nuovo sistema operativo è apparso troppo macchinoso, con poco appeal per gli utenti e non sappiamo se il nuovo Z30 potrà fare il miracolo. Per questo weekend si parla anche di BBM che arriverà sulle piattaforme Android e iOS ma restano dati molto preoccupanti.

4500 licenziamenti e 1 miliardo di rosso


Il primo è l’annuncio del prossimo licenziamento di 4500 dipendenti, su un totale di 12500 nell’organico del brand nordamericano. Il secondo parla di una perdita vicina al miliardo di dollari, esattamente 995 milioni, nel corso del secondo trimestre del 2013.

Il Nasdaq non perdona


Segnali sconfortanti, tanto che il CEO Thorsten Heins - ma si parlava anche di un clamoroso ritorno di Lazaridis, storico CEO di BlackBerry - ha affermato che l’offerta verrà ridimensionata per tornare ad essere rivolta alle aziende, molto meno al mondo consumer che pare aver preso ormai altre strade. Impietoso, di conseguenza, l’indice borsistico Nasdaq che ha visto il titolo BlackBerry in caduta libera con oltre il 17% di perdita alla chiusura.

Microsoft è alla finestra


La longa manus di Microsoft è in attesa di sviluppi, possibilmente per rilevare l’azienda e gettarsi all’inseguimento ancor più serrato dei binomio leader mondiale, al momento inattaccabile. Basti pensare che BlackBerry aveva il 50% del mercato USA e le sue azioni valevano 200 dollari. Ora le quote di mercato sono scese al 3% e le azioni a 10 dollari.

Via | Nasdaq

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