Samsung Galaxy Note 3, il test di caduta

Ogni nuovo smartphone o phablet di fascia alta che conquista il mercato deve essere sottoposto al macabro rituale del "drop test", ovvero il test di resistenza del dispositivo in caso di caduta. Non poteva sfuggire a questa logica il nuovo phablet Samsung Galaxy Note 3, dispositivo caratterizzato da un display davvero grande.

La resistenza alle cadute


Con i suoi 5,7 pollici di diagonale, è logico che il nuovo phablet Samsung Galaxy Note 3 sia più incline alla rottura in caso di rovinosa caduta. È proprio ciò che il test dimostra in tre fasi. Durante la prima caduta, dove il telefono viene buttato con il lato posteriore rivolto all'asfalto dall'altezza delle spalle, i danni riportati alla scocca sono minimi. Con un secondo lancio, effettuato di taglio con la cornice inferiore rivolta all'asfalto, i danni alla scocca sono molto più evidenti, ma non invalidanti. Il terzo lancio prevede che atterri direttamente il display del dispositivo, che si rompe "a ragnatela".

Schermo rotto, ma funzionante


Nonostante il display si sia rotto durante l'ultimo lancio a terra, è rimasto comunque funzionante. C'è però da ricordarvi che Samsung ha il monopolio sui display Super AMOLED di ricambio e sostituirli costa parecchio. Meglio quindi prevenire qualsiasi danno con la giusta custodia che protegga il vostro phablet nello sfortunato caso in cui vi scappi di mano.

Via YouTube

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 19 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE TECNOLOGIA DI BLOGO