Google: la cattiva gestione dell'Android Market

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CNET ha recentemente pubblicato un articolo piuttosto critico nei confronti dei permessi applicati in Android Market. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, uno studio svolto dalla SMobile Security ha segnalato un aanomalia nel sistema di controllo per la pubblicazione di applicazioni sullo store Android, permettendo al 20% delle applicazioni in catalogo di ledere la privacy degli utenti.

Google ha ovviamente risposto alle critiche, dichiarando che:

ogni applicazione Android deve ricevere il permesso dell'utente per accedere alle informazioni sensibili.

Tecnicamente è vero, ma è sempre necessario considerare la reale consapevolezza dell'utente. Quanti utenti realmente percepiscono il rischio dietro al permesso che viene concesso alle app. Google dimostra poco interesse nei confronti dell'Android Market? Questa è l'ipotesi di molte fonti. A differenza dell'App Store Apple, sembrano essere state rilevate sul Market molte meno applicazioni di alta qualità. Uno studio condotto da Larva Labs (sviluppatori dell'applicazione Slidescreen) stima che Apple ha pagato gli sviluppatori cifre 50 volte più consistenti rispetto a Google.

Mentre l'Android Market è disponibile in 46 Paesi, gli sviluppatori possono offrire applicazioni a pagamento solo in 13 Paesi (il Canada, ad esempio, consente la vendita di applicazioni a pagamento solo da Marzo 2010). Inoltre, il prezzo per le applicazioni di sviluppatori straniere non viene mostrato con il cambio locale e non vi è la possibilità di personalizzare il prezzo a seconda del mercato in cui viene offerta l'applicazione.

Tra le altre lacune lamentate vi è la mancanza dei pagamenti in-app e dei changelog che elenchino i cambiamenti effettuati alle applicazioni. Un esempio della situazione: 144 applicazioni spam che offrono suonerie (che infrangono il copyright) sono al top della categoria Multimedia (e sono monetizzate con Google Ads, per altro).

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