Facebook compra WhatsApp, i dubbi e le ipotesi dopo il colpo di Zuckerberg

Dopo l'acquisizione miliardaria di WhatsApp, gli analisti si interrogano sulla strategia di Facebook e sulle conseguenze dell'operazione per la compagnia.

Il giorno dopo l'acquisizione miliardaria di WhatsApp da parte di Facebook, è stato quello delle analisi e delle previsioni sul futuro delle due società e - vista la dimensione dei protagonisti in campo - anche sul futuro di Internet come la conosciamo oggi. "Scioccante" è uno dei commenti letti ieri a proposito dei 19 miliardi di dollari complessivi - di cui 4 in contanti - messi sul piatto da Zuckerberg per assicurarsi una compagnia con soli 55 dipendenti, tra cui una trentina di ingegneri. Come ha fatto notare il Wall Street Journal, si tratta di 345 milioni di dollari a dipendente.

È evidente però che i numeri che contano, e che danno valore a WhatsApp, sono quelli dei suoi utenti attivi: 450 milioni, che si scambiano ogni giorno circa 53 miliardi tra messaggi testuali (stanno per superare gli SMS), foto e video. È qui il senso di un'operazione che, come ha fatto notare il Financial Times, è costata a Facebook poco più di 40 dollari per utente. Un valore molto più basso dei circa 140 dollari di valore per utente attribuiti allo stesso Facebook o a Twitter.

I dubbi: nuova bolla tecnologica o rischio privacy?

Le perplessità sull'operazione sono arrivate per la strategia, opposta a quella di Facebook, che la compagnia di Jan Koum e Brian Acton ha seguito dalla nascita. In cinque anni è cresciuta esponenzialmente puntando sulla semplicità d'uso, senza ricavare denaro dalla pubblicità ma soltanto dalla quota di iscrizione annuale da 99 cent. In che modo Facebook potrà monetizzare gli utenti che ha appena acquisito, se da WhatsApp sostengono che non cambieranno modello di business e anche Zuckerberg per ora assicura che le attività delle due compagnie resteranno distinte?

Alcuni analisti temono che operazioni come questa possano portare a una nuova bolla speculativa come quella di inizio millennio. E già ieri i timori hanno influenzato l'andamento del titolo Facebook a Wall Street. Altri vedono un possibile impiego dei dati di WhatsApp da parte di Facebook per monitorare gli utenti in chiave pubblicitaria, ma questo comporterebbe dei cambiamenti negli accordi di privacy sui quali WhatsApp (che conserva solo i numeri telefonici e le rubriche mentre cancella i messaggi inviati) ha basato il suo successo.

Facebook come una holding, si assicura il futuro

L'opinione prevalente però, soprattutto tra gli americani, è quella che vede Zuckerberg acquisire startup di successo per consolidare la sua compagnia e metterla al riparo dal declino. Come è noto, negli ultimi anni Facebook è cresciuto meno che nei precedenti e si prevede che tra non molto raggiungerà il picco. Allo stesso tempo l'età media degli utenti è aumentata, mentre nuovi servizi come Snapchat (a cui Zuckerberg aveva offerto 3 miliardi di dollari, senza successo) hanno raccolto il consenso di milioni di giovani. Già l'acquisto di Instagram lo scorso anno andava visto in quest'ottica. Ora, con WhatsApp, Facebook diventa una sorta di Disney - per dirla con Kara Swisher di Re/code - della condivisione.

L'acquisizione quindi non avrebbe tanto lo scopo di acquisire tecnologia e dati personali, quanto quello di diversificare il business. Se lo può permettere, Zuckerberg. Tantopiù che secondo lui i numeri di WhatsApp sono destinati a salire inesorabilmente nei prossimi anni: "WhatsApp è l'unica app che abbiamo mai visto crescere più di Facebook", ha dichiarato ieri.

C'è poi un altro aspetto fondamentale, che è il particolare "effetto moltiplicatore" di Wall Street. Per il mercato, i 450 milioni (senza considerare i nuovi) di utenti WhatsApp si sommeranno a quelli di Facebook, saranno una cosa sola. I 42 dollari di valore per ciascun utente potrebbero ipoteticamente diventare 100. E il valore complessivo delle azioni potrebbe aumentare di 45 miliardi di dollari. Non è detto che succeda, ma nel mondo di Wall Street la sola ipotesi può essere stata sufficiente per far partire l'offerta. Facebook dovrà dimostrare nel tempo di aver fatto un buon affare, ma per il momento sembra che l'acquisto "scioccante" sia in realtà convenuto a tutti.

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