Google Project Ara, in corso a Mountain View la Ara Developers Conference

Google Project Ara, in corso a Mountain View il primo incontro aperto agli sviluppatori. Ce ne saranno altri due nel corso dell'anno.

Prosegue il lavoro di Google sul Project Ara, il progetto di smartphone modulare. Dopo la consegna del primo Developer Kit per la creazione e la composizione dei moduli, in questi giorni - il 15 e 16 aprile - si tiene a Mountain View la Ara Developers Conference, il primo di tre incontri previsti nel corso del 2014 per mettere a diretto confronto progettisti e sviluppatori.

A curare il progetto il gruppo di ingegneri riuniti nel team ATAP (Advanced Technologies and Products), lo stesso che si occupa del Project Tango, precedentemente parte di Motorola e rimasto in Google dopo la cessione della compagnia a Lenovo. Il gruppo è guidato da Paul Eremenko, che del progetto Ara dice: "sarà il prodotto di massa più personalizzabile mai creato dall'uomo".

Del dispositivo ormai conosciamo la filosofia e alcuni dettagli: è un telefono modulare, basato cioè su uno scheletro centrale, base di appoggio sul quale vengono fisicamente innestati tutti i moduli aggiuntivi di cui possiamo aver bisogno: schermo, fotocamera, altoparlanti o addirittura batteria, processore o jack per la ricarica.

Dall'integrazione ai moduli: il percorso inverso


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Il concetto alla base del progetto va nella direzione opposta a quella, verso l'integrazione, che l'industria ha seguito negli ultimi anni. Aver inserito più componenti possibili in un singolo chip ha portato indubbiamente a grandi vantaggi nella riduzione di dimensioni, peso e costi. Con lo svantaggio però di dover sostituire l'intera macchina nel momento in cui anche uno solo di essi non è più al passo con i tempi.

Nell'approccio ad Ara il team ha dovuto aggirare diversi ostacoli progettuali, relativi soprattutto alla comunicazione tra i moduli. Il nuovo standard "UniPro" assicura una velocità di comunicazione fino a 10 gigabits, e le interconnessioni capacitive in luogo dei pin fisici permettono una maggiore affidabilità ed occupano poco spazio. Il sistema di tenuta dei moduli dopo l'incastro è affidato a magneti "elettropermanenti" disattivabili tramite un'app del telefono quando è necessaria la sostituzione.

Costruire l'ecosistema: chi produrrà i moduli?

C'è ancora molto da lavorare soprattutto sulle dimensioni, sul peso e sulla durata della batteria ma Emerenko e i suoi stanno bruciando le tappe. Entro quest'anno dovrebbe arrivare un prototipo, e per il prossimo il primo telefono "vero" insieme ai moduli base. Google ospiterà il negozio per la vendita dei moduli aggiuntivi, e la sfida è quella di coinvolgere gli altri produttori o anche gli stessi sviluppatori, che potrebbero realizzare i moduli su richiesta tramite speciali stampanti 3D.

"Uno dei nostri obiettivi è quello di democraticizzare l'ecosistema - dice Emerenko - in modo che gli sviluppatori possano interagire direttamente con gli utenti". Se un produttore può vendere il componente richiesto direttamente al cliente finale, potrebbe ridursi il potere dei giganti della tecnologia - Foxconn, Pegatron o Samsung - nel mondo Android. Vedremo nei prossimi mesi se Project Ara sarà davvero in grado di rivoluzionare l'industria tecnologica mondiale.

Via | The Verge

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