Meglio di Siri? È possibile, grazie a GoogolPlex

GoogolPlex è un hack che consente a Siri di interagire con le app di terze parti. Arriva da quattro studenti dell'Università della Pennsylvania.

Apple è al lavoro per introdurre in Siri, l'assistente vocale di iOS, l'integrazione con le app di terze parti. Questa volta però a battere sul tempo gli ingegneri di Cupertino sono quattro matricole universitarie. Alex Sands, Ajay Patel, Ben Hsu e Gagan Gupta - riuniti nella sigla The Four Loop - con il loro hack per Siri battezzato non a caso GoogolPlex hanno avuto un riconoscimento al PennApps, la gara tra programmatori organizzata dall'Università della Pennsylvania.

Ora, dopo una ulteriore messa a punto, GoogolPlex è a disposizione di tutti. L'installazione - o meglio la configurazione visto che non c'è alcun software da installare - è semplice: nelle impostazioni di iOS basta cambiare il setting del server Proxy nel modo indicato dalle istruzioni del sito, e il "nuovo" Siri è pronto all'uso.

Cosa si può chiedere a Siri-GoogolPlex? Di riprodurre una canzone tramite Spotify o di scattare un selfie con Instagram, ad esempio. Oppure di accendere e spegnere le luci di casa (funziona già con le lampadine Philips Hue), di variare la temperatura del riscaldamento o di avviare un'auto elettrica. Le possibilità sono infinite, e qualsiasi app di terze parti potrà aggiungersi alla lista.

GoogolPlex, il segreto sta nel nome


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Oltre a simbolizzarne l'espandibilità infinita, il nome dell'hack è strategico per il suo funzionamento. Quando l'utente impartisce il comando preceduto dalla parola "GoogolPlex" (che nella pronuncia inglese somiglia a "Google, Plex"), Siri lo interpreta come se fosse diretto a Google e interroga il motore di ricerca. È qui che l'hack, sfruttando abilmente il sistema, intercetta la richiesta e grazie al proxy connette il telefono al suo server.

A questo punto, in base al tipo di comando dettato dall'utente, la richiesta si trasforma in azione grazie alle API fornite delle terze parti. Certo, l'uso di un server proxy per dirottare la richiesta può far temere dal punto di vista della privacy. Gli autori però assicurano che solo i comandi preceduti dalle parole "Google Plex" arrivano al loro server. Si può quindi continuare ad usare Siri in modalità classica senza che l'hack intervenga.

GoogolPlex non è il primo progetto del genere a vedere la luce, ma sembra che funzioni meglio dei suoi predecessori. Non è perfetto, soprattutto per la non elevatissima velocità di esecuzione. Permette però di fare cose altrimenti impossibili, e può essere una soluzione in attesa che Apple - magari con il nuovo iOS 8 - integri queste funzioni nel suo sistema.

Via | Engadget

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