Project Ara, gli smartphone multimediali prendono forma al Google I/O

Google mette sul palcoscenico della conferenza annuale Google I/O il team dedicato allo sviluppo del Project Ara. I primi prototipi degli smartphone modulari sono molto vicini al funzionamento ed il progetto acquisisce sempre più solidità.


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Sì è da poco concluso il convegno annuale per gli sviluppatori ospitato da Google, dedicato alla crescita delle sue piattaforme ed alla presentazione di nuovi progetti che costituiranno il futuro dell'azienda.
La parte introduttiva della conferenza Google I/O, il keynote, è stato terreno di gioco per le tecnologie software che ormai sono già praticamente una realtà. Sul palco si sono avvicendati la nuova versione della piattaforma mobile, Android “L”, i suoi derivati quali Android Wear e Android Auto e naturalmente l'ambiente Chrome.

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Google I/O però non è solamente software e la compagnia di Mountain View ha ovviamente dato dimostrazione anche di ciò che sa fare meglio: proiettare la mente nel futuro della tecnologia con i suoi progetti più innovativi.

Tra le varie novità in via di sviluppo troviamo il Project Tango, un tablet con capacità derivate da sensori spaziali simili a quelle del kinect e che ormai pare in uno stadio avanzato di incubazione. Come contraltare abbiamo invece il Project Ara, un programma di cui si sente parlare da diverso tempo e che, ancora in fase di progettazione, offre un mare di possibilità.

Il team che si occupa di Project Ara ha portato di fronte agli sviluppatori un prototipo QUASI funzionante del primo smartphone modulare. Il dispositivo fa uso di standard UniPro e M-PHY per la connessione dei moduli che, come abbiamo visto nei primi MDK, sono tenuti insieme da uno scheletro che sarà disponibile in vari formati.

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Nella dimostrazione il telefono fa fatica a completare la fase di boot e non riesce nell'intento. Nonostante ciò c'è da sottolineare come sei mesi – a partire dai primi render – siano un periodo veramente ridotto per la creazione di un prototipo funzionante e si tratta indubbiamente di una pietra miliare.

Nelle fasi successive gli sviluppatori si concentreranno nel ridurre lo spazio occupato dalle componenti indispensabili dei moduli, che ora prendono il 70% delle dimensioni totali, per lasciare più spazio a quelle opzionali. Allo stesso modo anche il software “Ara” dovrà essere in grado di supportare diversi tipi di hardware a differenza di Android che invece può contare su una standardizzazione nelle dotazioni degli smartphone.

Google ha offerto 100.000 dollari a qualunque team di sviluppo sia in grado di creare un modulo Ara funzionante che sia in grado di "fare qualcosa che gli altri smartphone non fanno".

Via | Arstechnica.com

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