Tile, la targhetta per ritrovare gli oggetti perduti è arrivata su Android

Tile è rimasta a lungo indietro con i suoi ordini, ma ha anche ottenuto 13 milioni di dollari di finanziamento: li ha usati per sviluppare la versione Android.

Tile arriva su Android

Dopo mesi, anzi, anni di attesa, Tile diventa finalmente compatibile con i device Android. Il 2 ottobre la piccola e agguerrita azienda aveva annunciato di aver creato un team per lavorare al sistema operativo di Google, ma si trattava di un gruppo di persone alquanto striminzito. A distanza di più di due mesi, il risultato è arrivato. Ora anche chi ha uno smartphone senza melette di sorta potrà connettersi a queste utile targhette Bluetooth, che ti consentono di rintracciare le chiavi di casa, la bicicletta o l'automobile infilata a caso in un parcheggio gigante di un centro commerciale.

I problemi iniziali di questa startup sono stati significativi, e per una volta coincidono con un successo decisamente superiore alle aspettative. Tile ha zoppicato proprio perché consegnare la magica targhetta a tutti quelli che l’avevano prenotata è stata un’impresa durissima.

Ora che esiste anche un’app per dispositivi Android, il numero di potenziali clienti da far aspettare si è moltiplicato esponenzialmente, ma la compagnia sostiene che tutti i problemi produttivi sono stati risolti. L’app dialoga con tutti i dispositivi Tile ad oggi consegnati, ma va d’accordo solo con KitKat e Lollipop, e si attiva solo se il telefono da voi usato è predisposto con un modulo Bluetooth 4.0. Se anche avete tutti questi pre-requisiti, allora sappiate che solo i Samsung Galaxy S5, Nexus 4, Nexus 5, HTC One/M8 sono davvero perfettamente compatibili con il software, che con altri apparecchi potrebbe fare le bizze.

L’app consente la connettività con fino a 6 Tile, 4 nel caso in cui la gestione del Bluetooth del vostro telefono non sia stata ottimizzata dal software dello startup. Manca anche una feature chiave, quella di poter contrassegnare una targhetta Tile come dispersa, e questo significa che non ci sono notifiche di ritrovamento nel caso un altro utente Tile la ritrovi per noi.

L’update che porterà l’app di Tile per Android allo stesso livello di quella di iOS è atteso per i prossimi 3 mesi - e gli utenti iPhone possono connettere 8 Tile e hanno la notifica di smarrimento.

Tile ha molta concorrenza, ma vanta un primato: le targhette comunicano tra di loro e non solo con i device. Per questo motivo un Tile può avvisare tutti gli altri utenti del servizio della vicinanza di un bene rubato o perduto.

Tile annuncia di essere diretta verso l'ecosistema Android


Contenuti 2 ottobre 2014
Tile

è una sorta di targhetta tecnologica, piccola come un plettro e dotata di un foro, che si può appendere ai nostri oggetti importanti come le chiavi di casa, le borse o le bici per impedirci di perderle o di vedercele sottratte da qualche malintenzionato. Finanziato principescamente grazie al crowdfunding, Tile ha avuto la capacità di elevarsi da mero progetto a ottimo prodotto, al punto da interessare dei potenti finanziatori che hanno hanno arricchito di fondi la startup. Con 13 milioni di dollari in mano, ora Tile potrà passare allo stadio successivo dello sviluppo e finalmente rilasciare il proprio prodotto anche su Android.

Tile è una grossa storia di successo per il crowdfunding. Gli sviluppatori si sono tenuti lontani da Kickstarter e hanno deciso di ottenere i fondi dai backer privati con un crowdfunding indipendente, raggranellando ben 2,6 milioni. L’idea di una targhetta che impedisce furti e smarrimenti ha subito appassionato centinaia di sbadati in tutto il mondo, ma come spesso accade con le idee di impresa che non sono sviluppate sotto l’occhio attento di qualche mentore già esperto in questo procedimento complesso, i problemi hanno rallentato la consegna in modo sostanziale, e spianato la via a qualche competitor.

Ritardi e problemi di personale


Tile arriva su Android

Sono molti i backer che se la sono presa a morte contro Tile, e per darvi un’idea, dopo un anno hanno consegnato solo 300.000 device al milione di piccoli finanziatori e stanno ancora lavorando per raggiungere tutti. Il CEO Nick Evans ha comunque le idee molto chiare per il futuro e sostiene con forza di essere in grado di finire questa prima, importantissima infornata per il Black Friday, il venerdì successivo rispetto al giorno del ringraziamento che in america coincide con i super saldi tecnologici che segna l’inizio delle preparazioni per il Natale.

Uno dei più grossi problemi di fondo del Tile originale è il fatto che fosse limitato agli iPhone. Una versione per Android è sempre stata la richiesta n°1 degli utenti potenziali, e con 13 milioni di dollari Evans afferma che finalmente il sogno potrà diventare realtà. In ogni caso non serve avere una carriola piena di soldi se hai un team di sviluppo sottodimensionato, e Tile vanta ben UNO sviluppatore Android. Pensate che bellezza… Il primo device con il sistema operativo Google a essere compatibile sarà il Samsung Galaxy S5. Il fatto che la targhetta sia così “choosy” nel proprio supporto non dipende certo da complicazioni hardware, ma dalla carenza di personale.

Via | Techcrunch

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