Ignite, il software che consente ai gestori di installare app sugli smartphone dei clienti (senza consenso)

Occhio agli update: se il vostro gestore telefonico dovesse mai farvi installare un'app chiamata DT Ignite, allora si tratta di una sorta di backdoor per il bloatware.

Ignite, Ignite, il software che consente ai gestori di installare quello che vogliono sul vostro telefono

Tutti coloro che abbiano mai comprato uno smartphone assieme a un contratto telefonico si saranno resi conto che la versione di Android installata è appesantita da app spesso inutili e fastidiose, che esistono al solo scopo di fare pubblicità al gestore oppure generare traffico per esso. In altri casi, invece, ci sono degli accordi commerciali tra app e gestore, che preinstalla questo “bloatware” facendosi pagare.

La maggior parte delle persone ignora questo problema, e non sa di avere alternative. Suite di software come Ignite, invece, rendono difficile anche ai più smaliziati di mantenere il controllo del proprio terminale. Con una strategia chiamata “post-loading”, i gestori di telefonia mobile possono installare app sui terminali dei propri utenti senza chiedere il permesso.

Ignite esiste proprio per attuare questa operazione, ed è il frutto del lavoro di una software house chiamata Digital Turbine, che lavora per i due carrier americani Verizon e T-Mobile. Non sappiamo se queste due telecom sfruttino Ignite, ma c’è un rischio che sia così. E se lo fanno loro, potrebbe farlo chiunque altro venda smartphone e piani dati mobile.


Fortunatamente Android impedisce che vengano installate delle app che violano il suo sistema di permessi e autorizzazioni, e questo è sempre e comunque un ottimo meccanismo di difesa. Questo non vale per le app installate da Ignite, ma vale per Ignite stesso. Infatti alcuni utenti si sono lamentati sui social media di aver ricevuto una notifica di aggiornamento dal proprio gestore telefonico che chiedeva di concedere dei permessi estremamente importanti per installare un update a qualcosa chiamato “DT_Ignite”. Vedete qui sotto il tweet di un utente che ha subito un simile update, e ha trovato Ignite sul suo terminale. Inutile dire che se anche voi ricevete una simile richiesta di update, sarebbe il caso di negare l’autorizzazione a procedere nell’operazione.

Gli utenti che hanno fatto il root oppure bloccato gli update del gestore sono comunque e sempre al sicuro.

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