Samsung nega la questione di soldi dietro il ritardo di Froyo sui Galaxy S

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Nei giorni scorsi vi ho raccontato come Samsung stesse ritardando l'update ad Android 2.2 Froyo per alcuni possessori degli smartphone Galaxy S nel mondo a causa di un conflitto con gli operatori telefonici. Il tutto nasce per questioni di soldi: Samsung è stata accusata di chiedere una tassa sull'aggiornamento con la quale gli operatori telefonici non si trovano d'accordo, lasciando l'update in un limbo. Alcuni utenti si sono così arrabbiati da organizzare una class action legale contro Samsung e uno degli operatori, con una serie di controversie che si sono scatenate nei giorni successivi.

Samsung ha infatti creato un nuovo smartphone con Google, il Nexus S, che porta di default Android 2.3 Gingerbread. Se quindi un produttore realizza nuovi smartphone con versioni sempre più aggiornate del sistema operativo, potrebbe anche prendersi cura degli aggiornamenti delle serie precedenti di telefoni; questo è ciò la logica suggerirebbe, ma non è sempre così semplice.

Samsung ha dichiarato ad inizio Gennaio di essere al lavoro su un aggiornamento ad Android 2.2 Froyo e che desidera "che i possessori di Galaxy S abbiano un aggiornamento semplice ed affidabile. Sono in corso i test a causa della complessità/unicità delle funzionalità."

In merito alla questione economica, ovvero alla richiesta di soldi per gli aggiornamenti, Samsung ha dichiarato:

No. Samsung non chiede soldi agli operatori per gli aggiornamenti dei Galaxy S a Froyo. Speriamo di avere nuovi dettagli sullo status (dell'update) a breve. Promesso!

La compagnia ha anche rivelato via Twitter di avere delle problematiche tecniche da risolvere per quanto riguarda la compatibilità tra hardware e interfaccia utente.

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