iCarte di Visa e il pagamento elettronico tramite iPhone

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Il settore dei pagamenti tramite cellulari è sicuramente in fermento grazie all’NFC ma sarebbe un errore considerare questo sistema il primo a fare la sua comparsa nel mondo mobile.

Chi frequenta gli ambienti universitari, infatti, sa che molti sistemi sono stati studiati negli ultimi anni e che il settore è stato popolato di tentativi più o meno pratici e più o meno falliti.

Qualche giorno fa mi era saltata all’occhio la soluzione di Visa Europe e Wireless Dynamics che hanno sviluppato un sistema per pagare in tutta Europa tramite iPhone.

Si tratta di iCarte, un dispositivo hardware che si collega alla porta dell’iPhone e si interfaccia con la banca o il proprio gestore telefonico tramite un’applicazione.

iCarte è, fondamentalmente, una carta di credito che contiene un chip e si utilizza sfiorando un terminale POS abilitato senza la necessità di utilizzare il proprio codice PIN.

La prima applicazione pratica del sistema è stata lanciata con Yapi Kredi e Turkcell in Turchia, dove sono già stati installati 40.000 POS abilitati.

I piani di Visa sono quelli di diffondere il sistema anche in Italia, UK, Francia, Polonia, Spagna e Svizzera, dove gli accordi sono in corso.

Secondo alcune ricerche effettuate in Italia, Polonia, UK e Turchia, infatti, sembra alta la richiesta di pagamenti “contactless” tramite cellulare, con il 47% delle risposte che rientra nella sfera del “probabilmente” o “certamente” utilizzerei un servizio del genere.

La scelta di iPhone non è stata casuale. Oltre alla maggiore diffusione di questo modello rispetto agli altri, la percentuale di “volontà di utilizzo” del sistema è infatti del 57% se si prende come campione del sondaggio solo i possessori del melafonino.

Parlando di sicurezza, il chip di iCarte deve essere abilitato e può essere associato a strumenti di pagamento Visa già esistenti. L’assenza del PIN può essere un baco nella sicurezza ma per limitare i datti viene stabilito un tetto massimo di spesa che si rigenera inserendo il PIN solo quando lo si raggiunge.

Periodicamente, inoltre, bisogna comunque inserire il PIN per accertare il possesso della carta hardware da parte del titolare. Un’altra opzione, infine, è quella di attivare la richiesta del PIN per gli acquisti di alto importo.

Come tutti gli stumenti di pagamento, infine, iCarte va richiesto alla propria banca e quindi non sarà un accessorio da acquistare ma uno strumento offerto gratis, con abbonamento o sotto forma di “benefit” con l’apertura di un conto.

In attesa di nuove informazioni sulla diffusione di questo metodo di pagamento, come avete preso questa nuova ondata di entusiasmo per il pagamento tramite cellulare? Siete pronti a fare il salto e lasciare il portafoglio a casa?

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