Recensione Sony Ericsson Xperia Play: Android 2.3 incontra il pad PlayStation

Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni

Il Sony Ericsson Xperia Play è la realizzazione del tanto rumoreggiato "PlayStation Phone" di cui in questi ultimi anni si sono inseguiti i rumor. Dopo averci giocato un po', e nel senso letterale, eccovi le nostre conclusioni in questa recensione. Partendo dalle caratteristiche costruttive e dal design, l'Xperia Play si fa notare non solo per il colore bianco, non così diffuso nel mondo degli smartphone, ma anche per le dimensioni, importanti. Affiancandolo a un Xperia Arc la differenza è importante ma, prendendoli in mano entrambi, si nota un punto forte del Play: i materiali e l'assemblaggio.

A differenza dell'Arc, l'Xperia Play sfoggia materiali solidi e robusti e un assemblaggio di ottimo livello con le plastiche prive di scricchiolii e un meccanismo per lo slide in grado di trasmettere la sicurezza che non si romperà mai e sopporterà molto sessioni di gioco. Lo slide scopre il pad PlayStation con tutti i tasti tradizionali inclusi gli stick analogici (trasformati in cursori touch) e i trigger posteriori L e R.

Tenendolo in mano in posizione da gioco il Play non fa sentire troppo il suo peso e i pulsanti sono tutti comodi e facilmente raggiungibili a parte quelli posteriori. A causa della minore lunghezza del cellulare rispetto a una PSP bisogna arcuare di più gli indici per premerli e nelle lunghe sessioni di gioco (si parla di almeno un'oretta) la posizione potrebbe risultare scomoda e dare leggermente fastidio.

Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni

Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
Sony Ericsson Xperia Play: unboxing e prime impressioni
In mezzo ai tasti L e R troviamo il classico controllo volume e sotto lo schermo ci sono i quattro tasti di Android (menu, back, cerca e opzioni) che, parere personale, rovinano la linea del cellulare e sarebbero da preferire in versione touch invisibile come altri modelli (per rendere l'idea il Nexus S ad esempio). Il jack per le cuffie è sul lato sinistro del Play (con lo slide chiuso) e quando lo si apre per giocare risulta scomodo avere il cavetto delle cuffie proprio dove si va a impugnare il telefono.

Accendendo il telefono la schermata che appare è diversa da quella classica di Android 2.3; il tema, infatti, è stato curato da Sony Ericsson per renderlo in linea con i prodotti PlayStation e richiamarne il design. Diverso anche il menu applicazioni che non è più un unico flusso in verticale ma si divide in varie pagine da sfogliare in orizzontale.

La fluidità del sistema è ottima e dimostra ancora una volta che Android 2.3 è l'unica versione - almeno per il momento - che riesce a sfruttare la potenza dell'hardware messo a disposizione. Sia il Play che il Nexus S (entrambi con processore da 1 GHz e Android 2.3), infatti, sono più fluidi dell'LG Optimus Dual (processore dual core da 1 GHz e Android 2.2) che dovrà aspettare l'aggiornamento a Gingerbread previsto a Giugno per poter mostrare tutta la potenza di Tegra 2.

Oltre alle performance con l'interfaccia, l'hardware installato garantisce ottime prestazioni anche nel multitasking e il sistema è stabile e non è - quasi - mai andato in crash. L'unico caso, infatti, è mentre c'erano alcune applicazioni aperte, era attivo il download di 2 giochi PlayStation e ho provato a far partire FIFA 2010: alla comparsa del pop-up che richiedeva il download di dati aggiuntivi per far partire il gioco (era la prima volta che lo avviavo) il cellulare si è bloccato e mi ha costretto al riavvio violento tramite rimozione della batteria.

A parte questo problema che ho causato chiedendo oggettivamente troppo a un cellulare non dual core, il sistema ha sempre retto benissimo anche con una decina di applicazioni aperte e un videogioco in esecuzione.

Tornando alla descrizione dell'interfaccia, oltre a poter avviare i vari giochi dal menu, il Play attiva automaticamente l'elenco dei vari videogiochi ogni volta che si apre lo slide. Il menu che ci appare mostra i vari titoli suddivisi tra "giochi Xperia Play", ovvero quelli ottimizzati per questo modello, e "altri giochi", cioè tutti quelli di Android.

All'acquisto troviamo già installati quattro titoli: Bruce Lee (un picchiaduro alla Tekken), Fifa 2010, Star Battalion e Sims 3. La grafica dei giochi è di buona qualità e rende l'esperienza godibile grazie a un'ottima fluidità con ognuno di questi quattro titoli, segno che il processore da 1GHz e la GPU Adreno lavorano bene e sono perfettamente dimensionati.

Nonostante non ci siano gli stick analogici ma si debbano usare i due sostituti "touch" dopo pochi minuti si riesce a prendere confidenza e a sfruttarli al massimo e con precisione. La risposta dei tasti è rapida e precisa grazie alla corsa corta e gli altoparlanti integrati sono davvero potenti, tanto da costringerci a tenere il volume a metà in casa.

Passando al comparto multimediale il Play perde il confronto con l'Arc. La fotocamera da 5 megapixel del Play è nettamente inferiore a quella da 8 megapixel con sensore Exmor R dell'Arc. Le foto, oltre a avere una risoluzione minore, sono meno nitide nelle condizioni di scarsa luminosità, più "pastellose" in esterno e l'interfaccia con le regolazioni e le funzioni è quella classica di Android e non quella più completa e "professionale" di Sony Ericsson.

Un peccato perché se SE avesse equipaggiato anche su questo modello il sensore da 8 megapixel Exmor con la personalizzazione dell'interfaccia di gestione per la fotocamera avrebbe aumentato notevolmente il valore di questo telefono. Un altra implementazione mancata è quella di associare il tasto R per scattare foto con la fotocamera, cosa possibile solo tramite touchscreen.

Nulla di cui lamentarsi per il modulo telefonico che insieme a un altoparlante nella media permette chiamate chiare e nessun problema di ricezione. Browser e mail sono quelli di Android e garantiscono ottime performance e la risoluzione di 854x480 sullo schermo da 4 pollici ci fa navigare sul web senza dover zoomare le pagine per leggerne i contenuti.

I programmi pre-installati sono molti e tra i più particolari troviamo TrackID (una sorta di Shazam per taggare un brano registrandolo), Postcard (per realizzare cartoline con le proprie foto), Office Suite (per leggere ma non creare o editare i documenti di Office), BBC iPlayer e Server Media (per gestire la condivisione dei file multimediali in DLNA via WiFi.

In conclusione l'Xperia Play esce senza ossa rotte dalla nostra prova e si dimostra un ottimo cellulare. Come smartphone grazie a Android 2.3 e a tutte le caratteristiche tecniche "standard" si piazza al top del mercato se si vuole Gingerbread e non si ha la necessità di un dual-core. Come PlayStation portatile il lavoro da fare è ancora tanto ma le premesse sono buone: il pad è ottimo, usabile e comodo ma i giochi sono ancora versioni rivedute e corrette di quelli già disponibili su Android.

Nonostante questo, giocare su cellulare con un pad dedicato è molto più comodo che con il classico touchscreen e la differenza si sente tutta. Mi aspetto, però, che il lavoro svolto per i giochi sia più massiccio e i titoli esclusivi per Play aumentino la loro qualità generale, avvicinandolo alla classica PSP. La batteria regge tranquillamente l'utilizzo da smartphone (si arriva a fine giornata con un uso intenso come la maggior parte dei modelli concorrenti) ma, utilizzandolo solo con i giochi, si raggiungono a stento le 5 ore, disattivando tutte le connessioni e chiudendo le applicazioni in background.

A 599€ il Play potrebbe risultare più costoso della concorrenza se si considera come uno smartphone, specie prendendo in esame i prezzi più bassi di Nexus S (549€) o l'Optimus Dual (499€ con Tegra 2). I 599€ si giustificano per la buona realizzazione del pad, il display ampio e con un'ottima risoluzione, Android 2.3 e la possibilità di sbloccare il bootloader ma, per rendere perfetto il rapporto qualità/prezzo, Sony Ericsson avrebbe dovuto montare la stessa fotocamera dell'Arc da 8 megapixel con sensore Exmor R.

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