
Hp il mese scorso ha annunciato che avrebbe reso open source il suo sistema WebOS, dando cosi forma ed un futuro all’investimento di 1,2 miliardi di dollari spesi per l’acquisizione di Palm. Ora l’azienda entra più in dettaglio, dichiarando che il sofware sarà completamente open source per la fine di settembre, in concomitanza con il cambio del suo nome che sarà Open WebOS 1.0. Il primo tassello di questo puzzle è il rilascio della seconda generazione di Enyo framework, uno strumento gratuito che consente agli sviluppatori di scrivere applicazioni webOS. Molto similare al framework originale (WebKit), ma questa seconda versione espande la compatibilità per i browser desktop più moderni come Firefox, Chrome e Safari.
Inoltre ha dichiarato che lo sviluppo sarà su una base di Kernel Linux standard, un chiaro intento per avere più compatibilità hardware possibile, sopratutto per invogliare i produttori che ancora non hanno provato WebOS. Anche la stessa HP ha deciso di non abbandonare WebOS del tutto ed ha dichiarato che continuerà a svilupparlo ed in cantiere sarebbe previsto per il prossimo anno un nuovo Tablet Pc.
La roadmap esprime un percorso che dovrebbe vedere webOS completamente open source entro la fine di settembre 2012. Hp dice che hanno lavorato a stretto contatto con il capo di webOS Internals, Rod Whitby, per perfezionare il piano del suo ingresso nel mondo open source.
Ecco qui la roadmap, com’è stata rilasciata oggi:
Gennaio: Enyo 2.0 e il codice Enyo sotto licenza Apache, 2.0
Febbraio: Indetto un progetto per gestire il modello, le estensioni QT WebKit, il cuore JavaScript, i widgets UI Enyo
Marzo: kernel standard Linux, estensioni grafiche EGL, LevelDB, estensioni USB
Aprile: Ares 2.0, Enyo 2.1, servizi Node
Luglio: manager del sistema (“Luna”), manager del sistema bus, applicazioni fondamentali, Enyo 2.2
Agosto: modello del rilascio delle Build, Beta webOS Open, Open webOS 1.0
Quindi per Agosto potremmo vedere il nuovo nome, e la nuova versione in circolo disponibile per tutti gli sviluppatori.
Via | Engadget.com
ice
26 gen 2012 - 14:16 - #1il problema è se dietro a questo codice OPen continueranno ad esseri licenze o brevetti
es: Android è open, ma HTC, Samsung e LG pagano a MS per ogni device Android venduto
Se non ci sarà un vantaggio da quel punto di vista…che senso avrà abbracciare WebOS!?!?!?!
lascoltodelvenerdi
26 gen 2012 - 15:18 - #2@Ice
Questo è solo il primo passo e, da quello che mi ricordo, dovrebbe essere un webOS con alcune parti “escluse” perché proprietarie di altre ditte.
L’idea è che la comunità, li rimpiazzerà (se necessario!) con codice nuovo.
ice
26 gen 2012 - 15:44 - #3@ #2
Android è TUTTO open source (esclusion fatta per i firmware/driver dei chip radio)
eppure è sotto attacco da parte di MS per questioni di brevetti
e non saranno certo i brevetti degli apparati radio forniti dai rispettivi produttori di chipset
darkat
26 gen 2012 - 18:40 - #4@ice:
beh possiamo anche considerare che HP è uno dei partner più importanti per Microsoft, quindi se non ci ha pensato nemmeno un secondo a colpire il grande nemico Google, forse ci penserà 5 o 6 volte prima di attaccare il loro principale partner a livello mondiale per la vendita di PC no?
lascoltodelvenerdi
27 gen 2012 - 13:20 - #5@ice
Scusa, ma cosa centra Android in tutto questo?
Anche la parte di webOS che è stata rilasciata è tutta open. Non sono stati rilasciati quei pezzi che erano di proprietà di altre ditte cioè quelli di cui HP aveva acquisito solo il diritto di utilizzo e non la proprietà.
Poi MS è libera di far pesare i suoi brevetti come e quando vuole, anche con HP se lo credesse necessario/produttivo.