iPhone 5 e NFC, questa volta ci siamo

NFC e iPhone

L’iPhone 5 potrebbe finalmente spianare la strada al pagamento via smartphone. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, il nuovo smartphone della Apple potrebbe avere di default la funzione NFC, acronimo di Near Field Communication, la quale praticamente permetterà di pagare i propri acquisti usando direttamente il telefono, in maniera semplice e veloce.

Al momento la possibilità di effettuare pagamenti via mobile è stata adottata da un certo numero di aziende ed istituzioni negli Stati Uniti: operatori mobili, sviluppatori di software e aziende produttrici di telefoni smartphone. Tra i servizi che oggi è possibile usare in questo senso c’è Google Wallet, sviluppato dall’azienda di Mountain View in collaborazione con la Samsung. La pecca di questo metodo di pagamento è che può essere usato solo su pochissimi smartphone, con un solo provider (Sprint) ed esclusivamente negli Stati Uniti, almeno per il momento. Sembra infatti che nel corso dei prossimi Giochi Olimpici di Londra Google voglia lanciare questo metodo di pagamento anche in Europa.

Ecco che l’arrivo della funzionalità NFC sul nuovissimo iPhone 5, che dovrebbe vedere la luce entro questa estate se i piani annuali della Apple saranno rispettati anche questa volta, potrebbe del tutto cambiare il mondo del pagamenti via mobile e renderli disponibili ad un gran numero di persone.

Basti pensare, come suggerisce Information Week, a tutte le aziende che potenzialmente potrebbero essere interessate a questa tipologia di pagamento, tra cui le istituzioni finanziarie e le banche. I potenziali per far registrare dei profitti ci sono tutti, la cosa difficile sarà convincere le aziende e le istituzioni finanziarie prima di tutto a renderla disponibile per i loro clienti, poi ovviamente bisognerà convincere gli utenti sulla sicurezza di questo metodo di pagamento, passo fondamentale per la definitiva affermazione dell’NFC come metodo di pagamento. La strada da fare sembra lunga, ma la Apple è sempre stata maestra in queste cose.

Via | informationweek.com

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