Ogni quattordici giorni i ragazzi di Google calcolano una ripartizione di utenti in base alla percentuale dei dispositivi che eseguono le diverse versioni di Android. I dati emersi segnalano che solo una minima parte degli smartphone Android eseguono Andorid Honeycom o Android Ice Cream Sandwitch, mentre quasi due terzi (58,6%) di essi esegue ancora Android Gingerbread e il 58,1% con API 10, una vecchia versione rilasciata nel febbraio dello scorso anno con Android 2.3.3. Allo stesso tempo si nota che il sistema operativo maggiormente utilizzato dagli utenti Android subito dopo Gingerbread è Android Froyo con il 27,8%, la versione precedente di Android rilasciata a maggio 2010.
A prima vista questi dati potrebbero far pensare a una mancanza di aggiornamento del firmware da parte dell’utente, purtroppo però le cause sono da ricercare altrove. Quasi mai l’utente può scegliere quando installare la versione di sistema operativo da installare.
Vi sono diverse spiegazioni che “giustificano” l’intervallo che trascorre dal rilascio di un nuovo sistema operativo alla sua diffusione su ampia scala, quando il produttore riceve un nuovo firmware, prima di rilasciarlo su ampia scala deve integrare il codice proprietario, il che porta a un ritardo nel tempo di consegna di un firmware funzionante.
Sebbene questi dati si riferiscano ad Android, difficilmente si discosteranno in termini di percentuale in altri brand, ad esempio BlackBerry per ogni aggiornamento del firmware deve avere il benestare da parte dell’operatore telefonico dopo i test sulla rete, con conseguenze piuttosto gravi che nel corso degli anni hanno portato l’utente ad orientarsi verso Apple e iPhone, dove vi è la certezza che al rilascio di un nuovo aggiornamento, sarà Apple stessa a fornirlo su larga scala per tutti i dispositivi supportati.
Via | informationweek
argent
21 feb 2012 - 20:54 - #1Va anche detto che gli aggiornamenti sono legati al nuovo hardware per cui sono abbastanza inutili in larga parte per cellulari senza NFC e fotocamera frontale, che comunque hanno il market android accessibile, nei limiti delle loro capacità hardware.
Ovviamente la situazione aggiornamento è problematica, ma finché non limita l’uso dei terminali anziani/obsoleti (anche se quì il tempo corre troppo) è sostenibile.
E Honeycomb fallisce anche per il fallimento dei tablet android.
ciompo981
22 feb 2012 - 06:38 - #2Qui quo qua l’accento non ci va
alefkatm
22 feb 2012 - 12:34 - #3certo che è davvero brutta l’interfaccia di ICS.. ma chi l’ha studiata? capisco che tutto quel nero sia anche per risparmiare batteria.. ma stile e icone sembrano prese da un computer anni 80
argent
22 feb 2012 - 14:23 - #4Il nero risparmia batteria/energia sui CRT/Plasma/AMOLED, sugli LCD è indifferente, sui led varia in base alla gestione dell’illuminazione.