Costi di Ricarica: intervista ad Andrea D'Ambra

Aboliamo i costi di ricaricaVisto che ormai manca davvero poco tempo ai risultati dell'AGCOM sui tanto strani costi di ricarica introdotti dai gestori italiani, ho avuto il piacere di intervistare Andrea D'Ambra, unico e vero promotore della tanto famosa petizione che chiede l'abolizione di ciò che appare come una tassa.

D. Innanzitutto, le avranno fatto più volte questa domanda, ma per coloro a cui fosse sfuggita è meglio riprenderla: quando è nata l'idea di una petizione?

R. L'idea della petizione (disponibile dal sito www.aboliamoli.eu) è nata lo scorso mese di Aprile. Dopo aver contattato le principali associazioni dei consumatori italiane che mi hanno tutte risposto in modo negativo o non risposto affatto circa un intervento in merito. Pensi che alcune mi risposero dicendomi che non si poteva far nulla perché si trattava di un'imposta (cosi' non è, è un costo che va esclusivamente ai gestori).

D. Pur non avendo valore legale, è indubbio che 650mila firme non siano certo poche. Che tipo di riscontro ha avuto a livello europeo ed italiano fino ad oggi?
R. Pur non avendo valore legale, ad oggi siamo arrivati ad oltre 650mila firme come Lei ha ricordato ed in appena un mese dalla nascita la petizione ha raggiunto e superato quota 50mila firme che era l'obiettivo che mi ero inizialmente posto e che per me era irraggiungibile. Ho interessato le Authority Italiane (che non mi degnarono di risposta) e la Commissione europea, che invece ha preso in seria considerazione la petizione ed ha interessato le Authority, che questa volta non hanno potuto far finta di nulla ed hanno dovuto aprire un'indagine congiunta che tuttora è in corso.

D. Le pare una cosa normale che sia servita l'azione di un privato cittadino per portare fuori questo problema?

R. No, assolutamente, non è normale che debba servire l'azione di un privato cittadino per far smuovere le cose, soprattutto se pensiamo alle numerose associazioni dei consumatori presenti nel nostro paese, alle authority che dovrebbero controllare e che invece sono "post-datate" come ha detto anche Beppe Grillo, nel senso che intervengono sempre dopo che il fatto è già successo. Purtroppo nel nostro paese le cose funzionano in questo modo.

D. Ad oggi, ha avuto contatti diretti con almeno uno dei quattro gestori mobili operanti in Italia? (senza contare "Mi manda RaiTre" che, tra le altre cose, non è riuscita nell'intento di estorcere una promessa)

R. No, non ho avuto alcun contatto diretto con i gestori mobili italiani, se non per quell'incontro a mi manda raitre che in effetti è servito piu' per sensibilizzare l'opinione pubblica al problema che per "estorcere una promessa" agli operatori di telefonia mobile italiani. Mi Manda Raitre è stata l'unica trasmissione delle tre reti rai ad ospitare l'iniziativa (dopo Rainews24) e per questo sono grato agli autori della trasmissione e alla redazione che si è interessata alla petizione.

D. Secondo lei, perché la Commissione Bilancio ha dichiarato inammissibile un emendamento alla Finanziaria 2007 (presentato dai Verdi), che avrebbe imposto l'obbligo a togliere i costi di ricarica dal traffico pagato in anticipo (con ricariche)?

R. Penso ci siano interessi troppo grandi in gioco. Per lo stesso motivo per cui le Authority non sono mai intervenute prima che la Commissione europea di fatto non le "obbligasse" a far qualcosa.

D. Nella seduta AGCOM dove pare sia stato parlato anche di questo balzello imposto unilateralmente dai gestori mobili, lei non è stato invitato. É vero? Come spiega un errore simile, visto che lei stesso ha portato in risalto questa tassa tutta italiana?

R. Giustissimo, io non sono stato ritenuto meritevole d'invito. Non penso sia stato un "errore" ma una decisione voluta e calcolata. Quelli dell'Agcom hanno pensato che il promotore della petizione contro i costi di ricarica non avesse voce in capitolo in una discussione sui costi di ricarica, nonostante quest'ultimo sia stato l'artefice dell'indagine congiunta in corso, pensavano evidentemente che avrei potuto rappresentare fin troppo bene gli interessi degli utenti. Meglio invitare le docili associazioni dei consumatori...

D. Visto che ci siamo, ha qualche novità?

R. Beh, ce ne sono diverse. L'indagine dovrebbe terminare a metà novembre, anche se i 120 giorni sono trascorsi ormai da due settimane e non si hanno notizie. Sul fronte parlamentare ci sono state interrogazioni al Ministro delle Comunicazioni Gentiloni sia da Destra che da Sinistra e attendiamo ancora le risposte del Ministro. C'è stata inoltre anche un'interrogazione alla Commissione europea, che a breve dovrà rispondere anch'essa in merito.

D. Oltre a cercare di "rubarle" l'idea, qualche associazione dei consumatori si è proposta di aiutarla? Se no, come si spiega questo gesto?

R. Inizialmente, come ho detto precedentemente, mi hanno ignorato poi però, quando hanno visto che la petizione ha cominciato a sortire degli effetti e ha acquisito un certo successo mediatico hanno cercato di cavalcare l'onda e salire sul "carro del vincitore". A parole molti mi hanno sostenuto, con annunci in tv ad esempio, ma in pratica poi si sono ben visti dall'aiutarmi in modo pratico. Non me lo spiego questo comportamento tranne che con motivazioni che sono estranee alla difesa del consumatore.

D. Lei ha presentato un esposto all'antitrust contro TIM per pubblicità ingannevole. Tutto gira intorno alla promessa di restituire il costo di ricarica, che in realtà è bonus ed è disponibile solo verso una cerchia di utenti e per tempo limitato. Che tempistiche/speranze ci sono per una risposta?

Le porto un esempio: un'offerta Vodafone dedicata a San Valentino fu multata (un paio d'anni fa) ben 9 mesi dopo e per una cifra irrisoria. Crede che questo esposto possa aiutare o finirà nel calderone dei "ritardi" amministrativi?


R. Si, ho presentato un esposto proprio oggi all'Antitrust per la pubblicità ingannevole che TIM sta attuando con il suo spot televisivo in onda da qualche settimana. Spero che le tempistiche siano delle piu' rapide, la mia richiesta in tal senso è stata esplicita, oltre all'intervento dell'Antitrust il sottoscritto ha chiesto l'immediata sospensione dello spot in questione.

D. Ricordo che all'epoca di Mi Manda RaiTre il rappresentante di TIM affermava che le tariffe erano scese e restavano basse anche grazie a questi costi di ricarica, cosa ovviamente falsa -anche se non gli è stato fatto notare- perché la tariffa base per il gestore rosso è passata da "Unica" a "Unica New", che ha visto un incremento della tariffa al minuto (passata da 18 a 19 €cent) e un incremento dello scatto alla risposta (passato da 15 a 16€cent). Lei crede che se venissero realmente aboliti i costi di ricarica arriverebbe una scure ulteriormente peggiorativa sui costi al minuto delle tariffe?

R. Purtroppo i tempi televisivi non permettono a volte di poter esprimere tutto quello che si desidera. I rappresentanti degli operatori in quella sede hanno detto solo "baggianate", compresa quella di TIM che in Italia abbiamo le tariffe piu' basse. Oltre a non essere le piu' basse sono anche le piu' truffaldine e poco trasparenti visto che al costo pubblicizzato va aggiunto lo scatto alla risposta e il costo di ricarica da ammortizzare. Penso che se si arriverà all'abolizione del costo di ricarica ci sarà per forza di cose maggiore trasparenza e i consumatori potranno quindi valutare e confrontare le tariffe in modo piu' semplice e chiaro (senza dover ammortizzare successivamente il costo di ricarica).

D. Infine, come vede la presenza sul mercato delle ricariche della Wind da 50€, offerte senza costi di ricarica? E di quelle Tre che convertono il costo in offerte del portale, oppure traffico Power?

R. La Wind ha cominciato a muoversi ma ricordiamo che la Wind era entrata nel mercato qualche anno fa SENZA i costi di ricarica e si faceva notare proprio per questa caratteristica, cosi' ha attratto molti clienti e poi successivamente si è "adeguata" agli altri operatori, inserendo il costo di ricarica. Il costo di ricarica è sempre costo di ricarica, Tre deve convertirlo in credito e non in servizi del portale tre. Lascino ai consumatori la scelta. Mi piace ricordare che in nessun altro paese al mondo esistono i costi di ricarica e che ad esempio in Francia oltre a non avere i costi di ricarica si riceve traffico maggiore rispetto all'importo pagato. Non dico di arrivare subito all'esempio francese, ma almeno aboliamo tutti i costi di ricarica su tutti i tagli per tutti gli operatori. L'importo pagato al momento della ricarica deve essere uguale a quello effettivamente versato sul credito del telefonino. Se pago 25 voglio 25 Euro di credito, non 20.

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