É questo che il giornale la Repubblica afferma:
Roma - L’Autorità per le comunicazioni e l’Antitrust bocciano i costi che sopportiamo per ricaricare il telefonino, in vigore solo in Italia. In tre anni, gli operatori mobili hanno aumentato del 30,2% i ricavi effetto di questa gabella, che è “iniqua”. In termini percentuali, colpisce di più i ceti deboli (giovani, anziani) rispetto a chi compra ricariche costose. I clienti ricevono, peraltro, informazioni sui costi “né complete né veritiere”. Gli operatori, infine, hanno imposto costi di ricarica simili rinunciando a farsi concorrenza. Nel documento comune, le Autorità ipotizzano la cancellazione di questo costo fisso.
E continua:
Questo costo è una “specificità” italiana. Noi paghiamo; i cittadini degli altri Paesi, no. Quanti soldi Tim, Vodafone, Wind e Tre stiano guadagnando è presto detto. Le Autorità osservano che 91 telefonini su 100 funzionano senza un abbonamento, con scheda ricaricabile. Nel 2005, così, gli italiani hanno versato agli operatori mobili un miliardi 714 milioni solo a causa di questa “gabella” (sono i soldi che hanno pagato in più rispetto al traffico accreditato). I ricavi degli operatori, effetto della “gabella” sono cresciuti del 20,2% in tre anni.
Studenti, pensionati e disoccupati piangono più dei ricchi. Capita che lo studente acquisti 3 Euro di traffico e versi, in aggiunta, un quarto euro (come costo dell’operazione). Notano le Autorità che (”in termini relativi”) lo studente è bastonato più del manager che compra una ricarica da 250 euro e ne paga 5, come costo. Lo studente sopporta un aggravio del 33% (rispetto al traffico ottenuto); il manager solo del 5%. Per questo, l’Italia vive una situazione paradossale. Alla fine del mese, sommate tutte le varie uscite e tutte le gabelle un italiano spende per telefonare quanto spende un francese o un tedesco. Ma uno studente o un pensionato italiano spende di più dei colleghi stranieri proprio per colpa del caro ricarica.
Ma la pubblicità non dice forse che gli operatori praticano grandi sconti? Le autorità si sono accorte che alcuni operatori (come Wind o Tre) hanno eliminato il costo di ricarica, ma la misura “non sembra sufficiente” perché riguarda i “tagli di ricarica più alti”: aiuta i ricchi, quindi. Né convince un altro meccanismo messo in piedi da Tre, per cui pagare il costo della ricarica dà diritto ad usufruire di alcuni servizi del portale Internet. Né sanano infine il problema alcune ricariche promozionali in circolazione (”iniziativa non strutturali”).
Davanti alle Autorità, Tim, Vodafone, Wind e Tre si sono difesi, ricordando ad esempio i costi che sostengono per tenere in piedi il servizio di ricarica telefonica. Gli operatori mobili, per esempio, devono pagare l’edicolante che ci vende la tesserina per la ricarica. E devono ricompensare, ancora, la banca che permette di ricaricare il cellulare dai suoi Bancomat. Ma alla fine i costi ammontano a 769 milioni. Come “margine”, coperti tutti questi costi, resterà agli operatori mobili qualcosa come 945 MILIONI L’ANNO. Non solo. Gli operatori mobili ricavano anche un “vantaggio finanziario” dal fatto che i clienti paghino le ricariche in anticipo, prima di usufruire del servizio. Il vantaggio oscilla tra I 20 E I 200 MILIONI.
Gli operatori, peraltro, hanno imposto costi di ricarica molto simili. Questo significa - scrivono le Autorità - che Tim, Vodafone, Wind e Tre non si sono fatti concorrenza come avrebbero dovuto, arroccati a difesa di questa “sacca di redditività”.
Come risolvere il problema, allora? “L’eliminazione del costo di ricarica” garantirebbe “immediati vantaggi ai consumatori”. Gli operatori, in ogni caso, vanno costretti ad una vera concorrenza così da allontanare il sospetto di patti sotterranei e “collusivi”. Infine i clienti dovranno ottenere informazioni trasparenti sui costi che affrontano. Oggi, spesso, ricevono notizia “né veritiere né complete”.
Ho il timore che questo significhi: “sì, state sbagliando, ma fino a quando non ci sarà una legge che obbligherà nulla sarà fatto”.
I complimenti -sacrosanti- vanno all’unica persona che ha portato i mass media a conoscenza del problema: Andrea D’Ambra, che ringrazio per l’articolo fornito.
Matteo
15 nov 2006 - 14:37 - #1Se elimineranno il costo di ricarica, sicuramente spalmeranno tale costo nelle tariffe; inoltre c’è anche una “specificità” tutta italiana: l’autoricarica, che manca negli altri paesi… quindi prima di volersi allineare con gli altri, ci penserei 3 volte.
luca
15 nov 2006 - 15:12 - #2Come al solito paga chi non deve pagare…ma stiamo scherzando?? non per nulla sono proprio le ricariche di minore entità che hanno costi più elevati..ovvero i tagli maggiormente venduti. Occorre un livellamento dei costi o un’azzeramento. Noi italiani dobbiamo sempre distinguerci dal resto dell’Europa.
jojo
15 nov 2006 - 17:25 - #3x favore matteo non sparere fesserei … se il costo di ricarica viene abolito e gli operatori spalmassero, interverrebe chi di dovere, se questo fosse più sveglio!
non possiamo sempre subire e che cacchio alla fine un bastone in culo ai vari manager dei vari operatori se volete vado ad infilarlo io per voi!
Giusva Iannitelli
15 nov 2006 - 17:28 - #4Giusto per conferme, come ho scritto nella intervista a D’Ambra, la tim ha aumentato in 3 anni Unica (tariffa base), richiamandola come Unica New e portando l’aumento al minuto di 1€cent (da 18 a 19) e di 1€cent di scatto (da 15 a 16).
Quindi l’aumento c’è stato pur senza togliere i costi di ricarica. Da così a peggio?
jojo
15 nov 2006 - 17:34 - #5va beh allora siamo senza speranza … a quando una bella reunion rivoluzionaria contro gli operatori?
ebo
15 nov 2006 - 18:59 - #6E perchè non parlano mai di eliminare la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti per i privati?
RomaPeppe
15 nov 2006 - 21:07 - #7E’ semplicemente assurdo che su 10 euro devo pagarne due per farne attivare.
Il 20%!per me poi…è diventato un dramma.Con due cellulari di due operatori diversi,e ricaricando abbastanza frequentemente,è una spesa non indifferente.
Che schifo di Italia che stiamo vivendo.
francesco
15 nov 2006 - 22:26 - #8romapeppe se si scaricano frequwentemente puoi ricaricare da 25 euro o piu’.
Cmq il costo di ricarica e’ sempre esistito, c’e’ da + di 10 anni!
pino
16 nov 2006 - 09:49 - #9la wind all’inizio non ce l’aveva e poi l’hanno messo pure loro. Per me il costo ricarica una stronzata. Voglio dire: gli dai IN ANTICIPO dei soldi tuoi…e devi anche pagare 5 euro (10mila lire!) ogni volta!?! Io sono Assolutamente contrario. Posso capire quando si ricaricava con la tesserina o dal centro tim ma adesso si fa tutto dal bancomat, home banking ecc…..quindi è giusto che la tolgano. Sul fatto delle tariffe…basta tenersi quella “vecchia” e non farsi fregare dalle pubblicità ingannevoli. Semplice.
ReDBulL
16 nov 2006 - 12:19 - #10Cmq la differenza tra chi può permettersi ricariche più alte la noto sulla mia pelle. Quando ero studente effettuavo 2 ricariche da 10 al mese più una da 3 con vodafone e perdevo la bellezza di 5 euro. Ora che lavoro, posso sfruttare la ricarica 3 power da 30 che me ne da 40 (però da sfruttare in un mese). Studenti, universitari, persone con bassi redditi, pensionati e casalinghe sono tutti tassati all’inverosimile. Resta uno schifo in tutti i sensi. Chi ha una libera impresa può scaricare i costi del telefono, per non parlare di quanto può influire il costo di ricarica sullo stipendio di un banchiere :) La situazione in italia è capovolta all’assurdo. Per non parlare poi della tassa di concessione sui contratti. E purtroppo ho paura che se aboliranno questi costi li spalmeranno sulle tariffe. Secondo me la giusta via è nel mezzo. Siccome sti operatori telefonici sono affamati di soldi da paura, sulle miniricariche portare il costo a 50centesimi e sulle altre a 1 euro. Almeno noi verremo tassati meno, loro continueranno a mangiare e tutti zitti e contenti, come da sempre nel paese dei ladri (leggi Italia).
jojo
16 nov 2006 - 15:12 - #11gli operatori “in italia” sono dei ladri….
io offro un servizio e per offrirlo sostengo dei costi è normale. solo che i furbi ci fanno pagare per usufriure del semplice servizio(cosa giusta e ovvia , non fanno beneficenza daltronde) e in più non paghi fanno ricadere sull’utente i costi che loro sostengono per offire il servizio e questo è inacettabile.
come a dire un meccanico mi deve riparar eun pezzo della mia auto sostituendolo bene cosa fa lo compra nuovo e quindi sostiene la spesa per offrirmi il servizio, successivamente oltre
nella parcella compare non solo la tariffa che gli spetta per il lavoro, ma un venti percento in più dovuto al fatto che ha dovuto acquistare il pezzo nuovo…
costo pezzo: 100€
costo operazione (ipotizzo): 100€
totale 230 €
i 30 € in piu è come la ricarica nel nostro caso! Una presa per il culo….
Matteo
19 nov 2006 - 01:19 - #12ripeto ciò che dico: confrontate le tariffe italiane con quelle degli altri stati europei, in particolare Francia e Germania; scoprirete che sono nettamente più alte rispetto a quelle nostrane.
Riassumendo: i nostri cugini europei NON hanno alcun costo fisso di ricarica (anzi, per alcune compagnie ricevi qualcosa in più) ma hanno tariffe molto più alte delle nostre.
In italia invece abbiamo il costo di ricarica (tranne per Wind per ricariche sopra i 50€) e abbiamo tariffe mediamente + basse e abbiamo anche l’autoricarica.
Secondo me è meglio la seconda, quella attuale… anche perché se uno spende 50€ in 5 ricariche da 10€ vuol dire che è stupido poiché basta risparmiare e spendi gli stessi soldi una volta sola e risparmi (oppure passi a Wind). Solo che qui tutti vogliono la botte piena (nessun costo di ricarica) e la moglie ubriaca (tariffe più basse rispetto agli altri stati).
Bah!
massimiliano
30 gen 2007 - 20:02 - #13siamo nel 2007 e diciamo ancora cosa fare e come fare, è evidente la truffa da parte delle aziende operatrici del settore e stiamo ancora a pensare se giusta o no?
magari se una persona qualsiasi passa con il rosso ha 6 punti ma quanto costano a me i 6 punti?