
Per quanto alcune forze politiche abbiano sminuito il risvolto telefonico della nuova legge sulle liberalizzazioni (e la cosa è assai grave se considerate che mediamente all’anno vengono pagati 60/90€ di costi non sfruttati realmente dal cliente, parlando solo di contributi di ricarica), l’intervento così massiccio del governo nella telefonia mobile è qualcosa di epocale. Questo però, come accade nelle migliori occasioni, avrà risvolti positivi e negativi per tutti.
Innanzitutto partiamo da circa un mese fa: si stava alacremente lavorando alla finanziaria quando la Commissione Bilancio dichiarò inammissibile un emendamento presentato dai Verdi che avrebbe imposto l’obbligo a togliere i costi di ricarica dal traffico pagato in anticipo. Come mai questa virata? Farlo prima non faceva effetto? In ogni caso è positivo che si stiano muovendo in tal senso: gli insider sanno quanto il mondo della telefonia sia in realtà immobile e soggetta a cartelli.
Altra cosa:
ufficialmente avete visto reazioni nei gestori mobili? No. I benzinai, i tassisti, i panettieri,…, gran foga per far valere le proprie idee, mentre per i “magnifici 4″ c’è solo il silenzio più imbarazzante e l’immobilità più assoluta. Eppure Tre basa le sue offerte sui contratti da 30 mesi, sulle Ricariche a scadenza mensile, su costi di ricarica apparentemente convertiti in servizi, ma che in realtà sono valori semplicemente più alti della concorrenza; inoltre, tramite la voce dell’attuale amministratore delegato Vincenzo Novari, aveva in passato affermato che gli scatti alla risposta fossero vitali, tanto da non poterli restituire se la conversazione cadeva (diciamocelo chiaramente: nella sua frase “sarebbe economicamente non sostenibile anche perché non sappiamo se è stato il cliente a interrompere la chiamata” pesa molto di più la parola non sostenibile che non tutto il discorso di “dubbio”).Ma se davanti alcuna critica è stata avanzata (segno di sapere di essere nel torto?), da dietro le cose sono in fermento: tariffe quasi pronte per l’uscita congelate, promo e servizi con stesso destino, comunicazioni ai dealer Vodafone “particolari”,
DECRETO LEGGE: MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI, LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA, LO SVILUPPO DI ATTIVITA’ ECONOMICHE E LA NASCITA DI NUOVE IMPRESE.
Come di certo saprete il decreto legge “Bersani” interviene in un ampio numero di attivita’/settori tra cui quello delle Telecomunicazioni.
Il decreto e’ attualmente all’esame parlamentare per la conversione in legge e prevede un intervento legato alla telefonia mobile sui seguenti temi:
- Ricarica nei servizi di telefonia mobile
- Eliminazione dei costi di ricarica
- Scadenza del credito telefonico delle carte ricaricabili
- Trasparenza e liberta’ di recesso dai contratti con operatori telefonici
- Eliminazione dei vincoli contrattuali, di tempo e di costo, previsti in caso di recesso dal contratto.Vogliamo ricordare che l’offerta commerciale e le condizioni contrattuali di Vodafone sono sempre state a norma di legge; come in altri casi anche in questa occasione, Vodafone seguira’ alla lettera quanto previsto dalla legge adeguando la sua offerta commerciale entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.
Molti si sono chiesti come mai la tassa di concessione governativa non sia entrata nel decreto: io l’avrei dato per scontato, perché stiamo parlando a tutti gli effetti di una imposta statale, mentre il costo di ricarica viene intascato dai gestori. Chissà perché poi se proverete a chiedere ai vostri amici meno ferrati in quello che è il mondo della telefonia mobile “cosa sono?”, vi risponderanno “una tassa”, associandola all’erario.
Chiudendo la parentesi TCG, dopo tutte queste considerazioni sparse (poi ognuno tira le somme in modo autonomo) un’ultima domanda sorge spontanea: cosa accadrà alle vecchie offerte/tariffe non più commercializzate, ma comunque in vigore? Verranno con qualche stratagemma pensionate?
Forse no, io però inizio a dubitare.
Federico Illesi
29 gen 2007 - 12:16 - #1Secondo me questo processo è fondamentale per arrivare a capire realmente qual è la tariffa più economica o più adatta a noi..
speriamo solo di non dover pagare 30 40 centesimi al minuti per far recuperare alle compagnie lo scatto e il costo della ricarica.
candido
29 gen 2007 - 12:32 - #2io farei una tabulazione scrupolosa di tutte le tariffe attualmente disponibili. Da tenere bene a mente e fisse sulla lavagna. Basterà raffrontarle da quando entrerà in vigore la legge e capire così chi ha aumentato i costi delle chiamate.
Giusva Iannitelli
29 gen 2007 - 12:47 - #3Grazie candido, lo farò con piacere nei prossimi giorni!
A presto!
igor
29 gen 2007 - 13:21 - #4temo che i costi di ricarica verranno mutuati in traffico per scaricare dai portali suonerie, loghi, etc….
secondo voi?
Giusva Iannitelli
29 gen 2007 - 13:30 - #5Non credo, la stessa agcom aveva sì detto che Tre differenziasse la propria offerta dando servizi con quei costi, tuttavia era stata categorica nel dire che era comunque sbagliato, perché doveva essere l’utente a scegliere dove dovevano recarsi quei soldi.
Tranne emendamenti lastminute direi che il problema non dovrebbe porsi!
senpai-it
29 gen 2007 - 21:44 - #6se non sbaglio le liberalizzazioni prevedono che l e schede prepagate non scadano
se così fosse, sarebbe tutto interesse delle compagnie quello di “spingere” l’utenza verso i piani ad abbonamento, il ché si traduce in tasse… tasse e tasse…
Matranga
08 feb 2007 - 10:05 - #7In base a quale principio in tutti i messaggi si critica l’offerta di 3, scegli 3 NEW ?
Ti obbligano a sottoscriverla?
Giusva Iannitelli
08 feb 2007 - 21:49 - #8No ma se la sottoscrivi (volutamente è chiaro) sei legato per 30 mesi. Di positivo hai un telefono, ma in 2 anni e mezzo te lo ripaghi più che abbondantemente (e se “esci” paghi una penale salatissima).
Ciao,
massimo cavazzini
19 feb 2007 - 15:32 - #9Chissà come mai anche i colossi stanno seguendo questa strada (offerte 24 mesi), eh?
(tra l’altro, perchè non si fa tabellina con ricavi da costo di ricarica? Voda ha quasi il 50%, Voda+Tim superano l’80%, Voda+Tim+Wind superano il 90%)
carlo mosca
02 mar 2007 - 13:30 - #10dopo l’assurda gabella del “costo di ricarica” cancellata dal dl bersani (stranamente ad oggi, 2.03.07, né wind né tim hanno inviato informazione alla clientela, a differenza dei restanti gestori) sarebbe ancor più opportuna l’abolizione dello “scatto alla risposta”, che non ha alcun fondamento nell’economia di gestione dei provider, se non quello di far cassa in modo facile.