Mi sembra interessante dare eco ad un commento di Stefano Quintarelli che, tra le pagine del suo blog, parla del rapporto Antitrust/multe a Telecom e Vodafone.
Quando parlai di questo argomento (qui), chiusi l’articolo dicendo “Nella totalità degli interventi sono stati raccolti 1.6 milioni di €, cifra che io reputo troppo bassa: non ha senso dare multe anche di 60000€ ad un gestore, perché la penetrazione dello spot e la base di clienti, fanno sì che quella cifra venga ammortizzata in brevissimo tempo…”
Devo ammettere che ciò che Quintarelli afferma è molto più pragmatico, parlando dei 124000€ di sanzioni date a Telecom e Vodafone dice:
Tim e Vodafone fatturano oltre 14 miliardi di Euro all’anno.
Una sanzione di 124mila euro pesa come se a uno che guadagna 14mila euro all’anno, gli fanno una sanzione di 12 centesimi.
L’inutilità di tali sanzioni è molto più chiara, proprio grazie a questa semplice comparazione. Inoltre, staccandoci dalla matematica, c’è da dire anche che temporalmente l’azione dell’Autorità è del tutto inutile, perché spesso avviene mesi dopo l’inizio di una campagna martellante. A quando pene 100 volte più grandi, soprattutto in quei messaggi palesemente coercitivi? Perché non paventare più facilmente la sospensione della licenza per 30 giorni (ora remotissima possibilità)?
Già rispondendo a questi due quesiti, le varie AGCOM E AGCM darebbero finalmente un segnale forte di stare dalla parte dei consumatori. Soprattutto quelli che non leggono tutte le note.
Max69
06 giu 2007 - 11:48 - #1Tutto vero. E’ sufficiente mandare in onda oggi uno spot dicendo che è tutto gratis, anche se non lo è, per poi beccarsi una minima sanzione e la sospensione dello stesso l’indomani, ma tra oggi e domani si sono fatti milioni di euro!!! Fosse solo successo in U.S.A. con multe da centinaia di milioni. Anche facendo denunce non cambia nulla, è sempre così in tutto, per cambiare dobbiamo mandare a casa tutti i politici, di destra o sinistra. L’unica vera arma che ha il consumatore è scioperare. Con la rete basterebbe mettersi d’accordo e non telefonare per una settimana, vedreste come cambierebbero le cose. Ma finché si continua a subire e a pagare, tutti ne approfittano. Si dovrebbe cambiare operatore, ma con uno totalmente straniero o denunciarli all’estero, magari proprio negli Stati Uniti, allora si.
Andrea D'Ambra
06 giu 2007 - 11:50 - #2A mio modesto parere va cambiata la parte del Codice del Consumo che prevede un tetto di 100,000 Euro come sanzione pecuniaria massima per pubblicità ingannevole.
Hurkukan
06 giu 2007 - 12:07 - #3L’ultima pubblicità della tre di Litizzetto ne è un’altro fulgido esempio,tace sui tre minuti anticipati e sugli scatti da 15 centesimi e tace sulla ricarica mensile da 10€ min.Meglio cambiare no?? Sì, ma si dovrebbe cambiare l’Italia.
andreworg
06 giu 2007 - 12:23 - #4pur sottoscrivendo l’argomentazione generale del post, devo sottolineare che, visto i termini usati (Tim e Vodafone fatturano, uno che guadagna), la proporzione andrebbe fatta con l’attivo e non con il fatturato.
Luigi S.
06 giu 2007 - 12:37 - #5“Le multe alle compagnie sono decisamente inutili”
hai toccato il nodo della questione le multe infatti non sono un deterrente sufficiente ha difendere i diritti dei consumatori. Credo che multe siano solo scena, sono molto più dure le molte per gli automobilisti a confronto !!
Luigi S.
06 giu 2007 - 12:38 - #6“Le multe alle compagnie sono decisamente inutili”
hai toccato il nodo della questione le multe infatti non sono un deterrente sufficiente ha difendere i diritti dei consumatori. Credo che multe siano solo scena, sono molto più dure le molte per gli automobilisti a confronto !!
Luigi S.
06 giu 2007 - 12:39 - #7“Le multe alle compagnie sono decisamente inutili”
hai toccato il nodo della questione le multe infatti non sono un deterrente sufficiente ha difendere i diritti dei consumatori. Credo che multe siano solo scena, sono molto più dure le molte per gli automobilisti a confronto !!
Giusva Iannitelli
06 giu 2007 - 13:47 - #8andreworg, l’utile non sarà nell’ordine dei miliardi ma dei milioni. Questo non cambia poi di molto la proporzione.
Andrea D’Ambra, in effetti andrebbe decisamente tolto: base di multa 10mila euro, andando avanti a colpi di x100 per ogni violazione nell’arco di un anno. Se i termini fossero così -decisamente esasperati- sparirebbe ogni forma di pubblicità ingannevole in Italia.
Ciao,
Max Laconca
06 giu 2007 - 15:21 - #9Beh mi sembra ridicolo stare a discutere sul limite pecuniario.
Fissarlo alto, penalizzerebbe i piccoli gestori e farebbe il solletico ai grandi.
Fissarlo basso, farbbe il solletico ai grandi e ai piccoli.
Si potrebbe fissarlo in quota percentuale rispetto all’ultimo bilancio societario, per esempio.
Ma non è questo il problema.
Il Garante lamenta il fatto di non avere alcun potere se non quello sanzionatorio attraverso delle multe.
Abbiamo visto come neanche quello riesce ad esercitare con coraggio!
Ci illudiamo che Bersani abbia assunto una decisione coraggiosa.
Falso!
Una direttiva europea avrebbe costretto il Governo a prendere la stessa decisione grazie ad un ricorso vinto presso la Giustizia europea.
E’ questa la verità… quella che ci danno a bere è evidentemente diversa: “multe” che fanno ridere i polli, decisioni “coraggiose” prese un paio di mesi prima che il Governo dovesse esser costretto a farlo dall’Unione Europea.
Morale?
Beh, ognuno ha l’intelligenza di crearsela da sè.
:)
xtom
06 giu 2007 - 18:01 - #10La vera pena, anche per recidiva, sarebbe quella di
obbligarli a rispettare quanto promesso nelle pubblicità
Hurkukan
06 giu 2007 - 18:09 - #11Assolutamente d’accordo sulla capacità segnaletica del fatturato.L’utile a questi livelli scaturisce solo da scelte di politica aziendale.Ma se proprio vogliamo essere sicuri di non sbagliare dobbiamo indagare sul cash-flow.
Silvano
06 giu 2007 - 20:41 - #12Forza Giusva!!
Che stai mostrando al mondo tutte le gabule dei gestori! ;)