La teoria del “diamo la palla al lettore” mi è sempre piaciuta: è mia intenzione iniziare questa rubrichetta estiva, prendendo spunto dalle vostre email o dai vostri commenti.
Oggi è il turno di A.F., che non si risparmia di fare un’analisi sul mercato attuale, con un focus su Wind, Tre e le loro rimodulazioni, finendo poi facendosi una domanda lecita: “qual è il motivo che li porta a farlo?”.
L’ora zero è giunta. Dopo la perplessità iniziale, dopo i dubbi conclamati e i rinvii continui è giunto il momento di ricevere sul proprio telefono un sms, di alcuna validità legale, che ci annuncia la variazione del nostro piano tariffario.
Non si tratta di una novità ma di un deja-vu, era marzo quando gli utenti wind ricevettero lo stesso messaggio: “Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nove condizioni chiami il 158”. I personaggi cambiano ma la storia si ripete.
In questo caso l’sms ci invita a chiamare un numero dedicato e sentir snocciolare il segreto di pulcinella. Come sarebbero stati stravolte le tariffe si sapeva da molto tempo: aumento delle tariffe del 20%; diminuzione dei bonus di autoricarica del 50%; variazione delle modalità di bonus.
Più che una variazione di alcune caratteristiche appare un vero stravolgimento.
La ragione principale appare l’annullamento forzoso dei costi di ricarica, una pesante fetta di utili è venuta meno in tempi troppo brevi per permettere alle società piccole, come lo sono “Wind” e “Tre”, di ammortizzare gli effetti della legge con un piano commerciale adeguato.
In una prima fase “Wind” ha addirittura ricorso in appello per evitare di doversi adeguare alla legge varata; le sue motivazioni erano fondate su un reale rischio di fallimento causato dalla situazione monetaria interna alla società. Nonostante il ricorso si è dovuta adeguare alla normativa; ma nello stesso tempo ha varato la rimodulazione Wind10->Wind12 che ha suscitato molto clamore nel mondo delle telecomunicazioni. Immediatamente associazioni consumatori, Agcom, Agcm e persino la magistratura ordinaria si sono trovate a dover far luce sulla validità o meno di tale manovra.
L’incertezza si basa sulla modalità con cui è stato comunicata la variazione piano, sulla mancanza di legislazione in merito e sulla vessatorietà della clausola che permette la variazione piani. Proprio questa clausola ha causato la condanna di “wind” ; per violazione dell’articolo 70 comma 4 del codice di comunicazione; e sempre questa clausola potrebbe causare un’ulteriore ritardo nella volontà di rimodulazione di “H3G”.
Infatti, già da ieri sera è possibile ascoltare una voce registrata che comunica ai clienti come varieranno i piani tariffari, specificando che tale comunicazione è in linea con il famoso articolo 70 comma 4 del codice di comunicazione. Purtroppo non è ancora stato possibile sentire la voce della gentile addetta che spiega, con modi altrettanto garbati, le ragioni di tale variazioni del piano; ottemperando cosi alla clausola contrattuale scritta dalla stessa azienda.
Un dubbio lecito viene però nell’istante stesso che confrontiamo le tariffe vecchie e con quelle nuove, rese disponibili da H3G soltanto 2 giorni prima dell’inizio della campagna di informazione.
Non serve fare molti calcoli ma, a fronte della garanzia di una ricarica mensile, le nuove tariffe sono di gran lunga più convenienti. In rete si trovano già delle tabelle comparative che consentono di verificare quale piano sia più competitivo con quello attivo. Facendo dei confronti è emerso che addirittura si potrebbe dimezzare il costo mensile di telefonia.
Questa disparità risulta sospetta agli occhi del bambino che risiede in me. Se una società è “costretta” a rimodulare i contratti vecchi per non fallire… perché permette l’attivazione di tariffe ancor più convenienti? Ragionando agli opposti è come se dimezzandomi lo stipendio aumentassi le mie uscite. Tale ragionamento risulterebbe fallimentare se non si prestasse attenzione alla nota in rosso: obbligo di ricarica mensile. In tale modo si equipara una ricaricabile ad un abbonamento, assicurandoci un introito minimo mensile, aggiungendo un’ampia offerta di telefoni in comodato d’uso a fronte di una ricarica minima mensile, otteniamo clienti fedeli & introiti certi per 30 mesi.
Ma tale logica commerciale vincente giustifica la rimodulazione, che renderebbe meno competitive le tariffe vecchie e più appetibili quelle nuove? Con questo ragionamento lineare si fa fede alla clausola di giustificare le ragioni di tale aumento? Se si, che ce le spieghino in maniera inequivocabile.
Non si chiede il fallimento, ma solo che ci vengano motivate tali rialzi di prezzo, o è semplice cadere nel pregiudizio che vede cosi allettante un cambio piano gratuito verso i nuovi paesi dei balocchi.
Un ultimo ragionamento fatto con la stessa linearità di Pinocchio; prima Wind, poi H3G. Tim deve far fronte anche ai piani economici di Telecom e Vodafone Italia è stata svalutata dal gruppo internazionale per più di 1 milione di euro. Il dubbio che la storia possa ripetersi è lecito.
Al lettore le sentenze.
Per chi volesse partecipare a La voce dei lettori, non dovrebbe fare altro che inviarci il suo post/commento a suggerimenti!
mariopalo
07 lug 2007 - 17:44 - #1ma la super 10 è così malvagia?
Michele!!!!
07 lug 2007 - 19:47 - #2Ridicola H3G..complimenti ..se prima eri in debito ora sei fregata proprio
claudiobach
08 lug 2007 - 21:36 - #3Forse dovremmo ringraziarli che per sapere tutte le caratteristiche del nuovo piano non dobbiamo chiamare il 133… che costa 33 centesimi al minuto!!
ladri!!!
setony1
09 lug 2007 - 09:10 - #4Siamo davanti ad un altro arrogante tentativo di vessare il consumatore, giustificato solo con l’avidità delle compagni telefonica che così spera di rimodulare i suoi profitti.
Entrare nel merito della questione in un forum richiederebbe troppo spazio. In questa sede mi limito a proporre, qualora il tentativo di H3g andasse in porto, un’esemplare risposta di dignità: si mandino disdette in massa e, contemporaneamente, si monti la giusta campagna di stampa con tanto di azioni legali organizzate (tanto i crediti residui debbono essere rimborsati) e che la H3g campi con i nouvi “allocchi” che dovessero abboccare.
Valter
17 lug 2007 - 22:39 - #5Ho inviato una email come risposta alla tre:
Mi è arrivato un sms da parte vostra nel mio n°392*******,per quanto riguarda la rimodulazione(cosa già sentita da tempo),voi mi dite che se voglio posso recedere dal contratto senza penale.
Ebbene, non vedo perchè dovrei recedere, è piu di un anno e 4 mesi che io verso puntualmente 20,00 euro e mi va bene come andava bene a voi,perciò la faccenda è diversa, è la tre che vuole recedere dal contratto e senza pagare una penale?Faccio presente che io ho acquistato un telefono pagando 49,00 euro e 20,00 euro al mese di ricarica(totale 530 euro dopo 2 anni) la mia tariffa è: SUPERTUA+ SCEGLI TRE. Inoltre ho un abbonamento con fast mobile card n° 392*******, ho pagato 49,00 + 70,00 unatantum, questa fast mobile card tre mi ha sempre dato problemi, ma ho sempre pagato, adesso per il disservizio io vorrei recedere(è passato solo un anno) ma voi mi chiedete una penale. Com’è questa storia? Se recedo io pago una penale, se recede la tre la tre non paga la penale, ma forse è meglio che rivediate tutta la vostra politica,la rimodulazione non è altro che recedere dagli accordi, io ho firmato un contratto con voi e almeno fino al termine dei 24 mesi non si può recedere.Posso anche capire l’evoluzione del mercato come dite voi, ma almeno dovreste proporre qualcosa e non inporre il bel tempo e brutto tempo.Forse è meglio cambiare ne?