
Interessante articolo quello apparso sul New York Times di ieri riguardo al successo, riscosso in Giappone, dai keitai novel, dai romanzi cioè scritti usando un cellulare. Questo nuovo tipo di prodotto mediatico gode infatti nel paese del Sol levante di un successo straordinario, basti pensare che ben 5 dei 10 titoli più venduti dell’anno passato sono nati su telefonino per poi essere trasposti su carta, dando dunque l’impressione che questo sottogenere letterario non solo sia riuscito ad infiltrarsi con successo nel mainstream, ma addirittura ad imporsi.
I motivi di un tale successo di pubblico? Be’, secondo il giornalista del NYT sarebbero fondamentalmente due, uno di ordine economico e un altro di ordine più sociologico.
Da un lato, infatti, alcuni commentatori mettono in luce come la popolarità di questa forma di letteratura coincida con la disponibilità di offerte flat da parte degli operatori telefonici. Dall’altro, invece, è anche interessante notare come l’età della maggior parte del loro pubblico di lettori abbia un’età inferiore ai 25 anni, rientrando pertanto in quella fascia generazionale altamente a suo agio con un tipo di scrittura composto da espressioni, abbreviazioni e modi di dire tipici dell’utilizzo di un telefonino.
Ancora più interessante come le prime 3 posizioni nella classifica dei best-seller sia occupata da scrittori esordienti, pagati non per il proprio lavoro online, ma dai proventi prodotti da un’eventuale edizione cartacea. Proventi che sicuramente non mancano, basti pensare che questi titoli sono capaci di vendere in poche settimane centinaia di migliaia di copie su carta e di essere letti da milioni di persone su cellulare.
Che dire? Cifre e argomenti (almeno) per ora difficilmente concepibili da noi. Quanto ci vorrà prima che uno scrittore esordiente ci regali il nuovo “Tre Metri sopra il Cielo” (che già di per sé si può tranquillamente abbreviare 3MSC…) scrivendolo sugli schermi del suo telefonino?
Via Slashdot
Andre8
21 gen 2008 - 17:28 - #1Ma quella nella foto è un essere umano o un manichino?
Sembra di plastica…
Jing
21 gen 2008 - 17:30 - #2ho già scritto 3 racconti brevi (pubblicati poi su un sito di racconti) e sto scrivendo un libro su cellulare, non ci vedo niente di strano…
Ciccio
21 gen 2008 - 20:30 - #3Tiriamocela…
fparri
21 gen 2008 - 21:12 - #4Jing: la stranezza non è il fatto che tu li scriva, la “stranezza” è che in Giappone i keitai novel abbiano un successo persino superiore a quello dei titoli cartacei ;)
Jing
21 gen 2008 - 21:51 - #5va beh, ma secondo me il successo di un libro è indipendente da come lo scrivi, no?
alla fine importa il contenuto (non dico che i romanzi adolescenziali che vanno di moda siano capolavori, però da che mondo è mondo vendono al loro pubblico e il loro pubblico è vasto come quello degli harmony!)
ugo manetta
22 gen 2008 - 09:34 - #6@ Jing
Se quel che conta è il contenuto allora usa il PC che non ti rovini la vista e fai molto più in fretta…
Cristel
22 gen 2008 - 11:13 - #7Come lo scrivete il libro su cellulare, usando “il blocco appunti”?
Jing
22 gen 2008 - 12:58 - #8@ ugo e cristel: non ho quasi mai tempo di scrivere al pc perciò scrivo nei tempi morti e la notte quando mi viene l’aspirazione e preferisco scrivere sul cell piuttosto che accendere il pc che fa un rumore assurdo!
scrivo usando word mobile…