RIM come Palm? No, grazie alle relazioni con i carrier

RIM, azienda produttrice dei noti Blackberry, è una delle sconfitte nella “guerra degli smartphone”, battuta dalla concorrenza implacabile di Apple e di Google. L'azienda canadese fa però sapere di non voler assolutamente “fare la fine” di Palm, azienda statunitense che, a causa di risultati deludenti, è stata prima acquistata e poi dismessa da HP. In cosa queste due aziende differiscono?

Secondo la canadese RIM, il principale punto di differenza sta negli accordi con i carrier. Palm aveva un solo accordo commerciale con Sprint, il terzo carrier USA, che però non è stato sufficiente a realizzare buone vendite, né oltreoceano, né tantomeno da noi in Europa. Research In Motion, che presto lancerà sul mercato il suo nuovo sistema operativo Blackberry 10, sta invece prendendo accordi commerciali con oltre 150 carrier diversi nel mondo, il che, nelle intenzioni dei suoi “leader”, dovrebbe metterla al sicuro da imprevisti negativi.

Gli analisi e gli esperti del settore dicono che il nuovo sistema operativo di RIM fa tornare alla mente WebOS di Palm, anche dal punto di vista delle tecnologie utilizzate (Blackberry 10 prevede, tra le altre cose, di permettere agli utenti di passare da un'app all'altra semplicemente “flippando” sullo schermo con il dito). L'obiettivo attuale di RIM e quello passato di Palm era quello di riuscire a presentare (e a far piacere) agli utenti un prodotto diverso dai classici iOS e Android. Scelta che, come abbiamo avuto modo di vedere con l'azienda USA fallita nel 2010, non ha portato a buoni risultati.

Perché dunque le cose con Blackberry 10 dovrebbero essere diverse? Basteranno gli accordi con i carrier per permettere a RIM di guadagnare quote di mercato?

Via | thestar.com

  • shares
  • +1
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: