PoliticApp, l’app per sondaggi elettorali su smartphone bloccata da Agcom

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Ci troviamo a pochi passi da un momento critico, quello del 24 e 25 febbraio, quando le urne verranno aperte dando il via alle votazioni. La legge sulla par condicio è chiara a riguardo: a cominciare dai 15 giorni che precedono le elezioni e poi fino a votazioni concluse non è permesso diffondere dati o sondaggi politici ed elettorali attraverso i principali mezzi di comunicazione di massa, quali tv, giornali e radio.

SWG, società triestina che si occupa di ricerche demoscopiche, pensava di aver aggirato il problema con un metodo che si appoggiasse ad un canale di comunicazione differente da quelli sopraccitati. L’idea è stata quella di una app, dal nome di PoliticApp, disponibile sia per Android che per iPhone e che, previo acquisto della stessa, avrebbe fornito ai singoli utenti la possibilità di ricevere i dati dei sondaggi anche durante lo svolgimento delle due giornate elettorali.

Stando a quanto riportato da SWG stessa, la società non si sarebbe mossa per la creazione e pubblicazione di PoliticApp prima di aver ricevuto l’autorizzazione dall’Agcom, l’autorità garante nel campo delle comunicazioni. L’app di SWG è subito balzata in cima alle classifiche tra le più scaricate ma ora, a poche ore dall’inizio del black-out informativo, l’Agcom torna sulla questione e la blocca: a partire dal 9 febbraio, PoliticApp non potrà più fornire i risultati dei sondaggi agli utenti.

La motivazione della decisione si può leggere direttamente nel comunicato rilasciato da Agcom stessa.

Il Consiglio dell’Autorità ha ritenuto che l’applicazione realizzata dalla SWG, nei termini in cui viene pubblicizzata, rende accessibile – previo il pagamento di un prezzo contenuto – il risultato dei sondaggi ad un pubblico potenzialmente molto vasto, con inevitabili effetti di diffusione incontrollata dell’informazione.

La capacità dell’app di diffondere in maniera incredibilmente rapida questo tipo di informazioni, grazie anche all’appoggio ad altri canali come Facebook ok Twitter, preoccupa l’autorità garante, che la include nei mezzi di comunicazione off-limits, asserendo anche che l’articolo 8 non fa riferimenti a specifici canali di diffusione intendendoli, quindi, tutti.

L’amministratore delegato dell’SWG, Adrio Maria De Carolis, in un’intervista per Repubblica, descrive questa come una “decisione di una gravità inaudita”, che non solo danneggia gli utenti – che hanno acquistato per 9.99 il prodotto – e l’immagine della società, ma anche la libertà e il diritto all’informazione del nostro Paese.

Lo stesso De Carolis sospetta anche – un’ipotesi senza alcuna fondatezza c’è però da dire – che la decisione dell’Agcom non sia stata autonoma bensì “spintanea” poiché PoliticApp è stata in grado di sbaragliare la concorrenza per niente preparata ad una simile mossa.

Via | Repubblica

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