
Pensare al modello americano della telefonia mobile lascia un po’ spiazzati qui in Europa: pagare per ricevere è assolutamente una cosa non ipotizzabile nel nostro mercato, dominato dai contratti prepagati che -com’è ovvio che sia- non richiedono sempre la disponibilità economica per funzionare.
In un articolo di più di tre anni fa Luca vi faceva notare l’anomalia del nuovo continente che, unendo contratti post-pagati all’impazzare degli SMS e al tipo di addebiti, aveva gonfiato tantissime bollette di giovani e meno giovani, sorprendendoli quando scoprivano che in realtà era una spesa più che motivata. Qualche giorno fa un nostro lettore ci ha segnalato un’interessante deriva democratica che potrebbe essere adottata anche in Europa, e quindi in Italia.
Vi avevo elencato gli step di abbassamento dei costi di interconnessione a cui il nostro mercato sarà soggetto da qui al 2011, questo tuttavia non basta per il Commissario Europeo Viviane Reding. A domanda specifica su eventuali introduzioni di addebiti in ricezione, non ha avuto problemi ad affermare che “l’intero mercato si sta evolvendo, quindi non dovremmo restare vincolati a regole che sono state in vigore per 10 anni”.
La motivazione è chiara: se i corrispettivi da fornire ai gestori sono elevati, difficilmente si potranno abbassare le tariffe per minuto, oltre che quelle in ambito internazionale (roaming voce e dati). Obbligare ad un taglio sui costi di terminazione di qualche centesimo, potrebbe costare a Vodafone -secondo un calcolo della Morgan Stanley- oltre un miliardo di euro. È chiaro quindi che, se un utile viene tagliato in una voce, dovrà essere pareggiato con qualcos’altro.
Noi italiani sappiamo bene cosa significhi tutto questo, visto che tutte le aziende di telefonia mobile hanno dovuto fronteggiare al taglio dei costi di ricarica con equivalenti aggiustamenti in tariffe, opzioni e promozioni ai danni degli utenti.
Lo scenario, a prescindere dal mercato prepagato in cui siamo principi, è agghiacciante: la politica considerata da molti suicida, di legare le promozioni, opzioni, servizi e tariffe alla propria rete e solo ai propri clienti, potrebbe essere acuito se si arrivasse a dover sostenere il costo di ricezione delle chiamate (anche degli SMS?), perché sicuramente all’interno della propria rete il gestore non farebbe pagare alcuna gabella. Inoltre, sarebbe una mossa ancor più grave verso le società più piccole che detengono una quota di mercato inferiore.
Insomma, non resta che capire come intenderà muoversi il Commissario Europeo per le TLC nei prossimi mesi, sperando che tutti i gestori italiani ed europei facciano sentire la propria voce e le proprie motivazioni.
[Grazie a ICE per la segnalazione | zeusnews]
Fabio81
23 giu 2008 - 10:54 - #1ottimo…non vedo l’ora…inutile dire che sarà la morte dei cellulari visto che io per primo userò skype per chiamare e ricevere..e su cosa me l’addebiti la chiamata? ho una flat internet :D
spilorci…sono le multinazionali che guadagnano di più su un prodotto e cercano sempre di lucrarci sopra…maledetti spero falliscano
ice
23 giu 2008 - 15:08 - #2@ Giusva Iannitelli
non se sia colpa tua, ma mi sarebbe piaciuto l’articolo citasse anche il nome di chi ha fatto la segnalazione…..
tra l’altro quando ho segnlato la cosa mi sono pure preso un meno visto che avevo riportato la notizia in un post sulle tariffe di Vodafone……perchè ritenevo che parlando di tariffe attuali e future un argomento come questo fosse importante…..
per no parlare del fatto che una mia seconda segnalazione è sparita dall’archivio di Blogo…..
e adesso vengo citato senza nome…..
BRAVI!!!!
ice
23 giu 2008 - 16:05 - #3THANKS
Giusva Iannitelli
23 giu 2008 - 19:49 - #4Non ho capito il problema. A fondo pagina c’è SEMPRE stato un [Grazie a ICE per la segnalazione | zeusnews], come di norma si fa per le segnalazioni.
Dove manca?
Ciao,