Scacco matto al re: rimodulazioni e comportamenti (estivi) dei gestori italiani

gestori mobili

Estate calda sotto il profilo delle rimodulazioni per TIM e Vodafone, qualcosa come 10mln e più di clienti che si vedono “semplificare” la tariffa: la prima aumenta a casaccio di 3€cent/min alcune proposte storiche (e, badate, allo stato attuale delle cose non ha ancora finito, manca un altro round che già qualcuno ha anticipato), la seconda accorpa decine di piani con la teoria della compensazione (teoria profondamente sbagliata perché si riferisce ad un target che non risparmia certamente grazie ad uno sconto sugli SMS, ma spreca di più per gli aumenti del comparto voce).

Seconda estate dunque, dopo quella dello scorso anno che ha contraddistinto l’opera rimodulativa di Wind e di 3 Italia nel settore. Infastidisce maggiormente il comportamento dei colossi storici della telefonia, TIM e Vodafone appunto, perché -soprattutto la prima- aveva fatto vessillo della tanto vituperata trasparenza e onestà verso il cliente. Peccato. Unico grande mezzo dell’utente è la portabilità: forse non saranno lidi migliori, non cambieranno nulla, ma sicuramente darò un segnale forte alle compagnie. La stessa TIM sta vivendo l'anomalia Tribù, dove le cose sembrano peggiorare dopo l'accorpamento della vitamina.

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A prescindere da questo, rimango basito dal personale che opera ai livelli marketing delle aziende di telefonia. Esistono titoli di studio pensati appositamente, c'è la consulenza di psicologi ed esperti, tuttavia c’è tanta ignoranza e inettitudine dietro tutte le compagnie. Non che io abbia la verità in mano, ma già leggendo i commenti che tutti voi utenti lasciate tra queste pagine, spesso amari o semplicemente arrabbiati, dovrebbe dare il là ad un dibattito più serio.

Di TIM e Vodafone neanche mi va di parlare, sono in un momento pessimo, che credo sia meglio affrontare con la dovuta tranquillità quando arriveranno i nuovi canvass (che dovrebbero dare il contentino verso ottobre). TIM soprattutto tenterà nuovamente la via delle offerte a basso costo, a patto che si voglia spendere (un po' un nonsense) e modificherà l'attuale Tribù che, a prescindere da ciò che si pensava, non da l'idea di libertà, ma fa credere a chi pagava 25€cent che pagherà 1€ per ogni evento.

Wind appare come l’eterna compagnia non cresciuta: le pubblicità on-air negli ultimi mesi spero puntino più sull’affermazione del marchio (di cui hanno estremo bisogno dopo quel che era accaduto lo scorso anno) che alla vendita del prodotto, perché hanno uno stile fin troppo giovanile, come volessero far proprio solo quel preciso target, lasciando gli altri come un indotto (scelta assai sbagliata, perché immagino abbiano ARPU spesso medio-bassi, anche se in primis andrebbe considerato che sono i primi a non sentire il peso del possesso di più SIM per ogni uso, quindi niente fidelizzazione). In ogni caso, il marchio è affare assai importante, visto che ancora oggi Wind viene spesso associata al "tanto non prende" (scellerata idea avuta anni fa di staccare il roaming con Vodafone da un giorno all'altro).

3 Italia esce dalla batosta mediatica delle rimodulazioni del 2007 forse in modo peggiore di Wind (a livello percettivo), ha quindi puntato sulla presentazione di tariffe e offerte che le garantiscano un certo ARPU, ma che siano anche allettanti. Buona scelta. Il bilancio non ripaga questo sforzo -anzi, sembra uno dei peggiori-, ma è ancora presto (e ci sono di mezzo molti milioni di € spesi in infrastrutture): se son rose fioriranno. È però sbagliata -sempre a mio avviso- la politica di non volersi staccare dal concetto “Super” delle tariffe, ormai bruciato dalla rimodulazione della Super10, e ingannevole per la Super7 (che, pur essendo ottima, per la prima volta mette in evidenza il costo degli SMS e non delle chiamate, lasciando credere che si chiami a 7cent/min). Suvvia, un po’ d’inventiva: sembra esistano solo TUAx, SuperX e ZeroX.

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Chiudo con il WEB, visto che il nostro giornale nasce e si diffonde proprio con questo mezzo: altra grande lacuna dei gestori nostrani è l’arretratezza che c’è nello studio dei loro siti WEB.

- TIM lo ha recentemente rifatto e, bisogna dare un plauso, appare curato e studiato per sembrare ricco di contenuti (certamente più di quelli che ha effettivamente). L’indicizzazione c’è per sola grazia divina, visto che hanno un sistema del tutto illogico di definire i path (gli url per intenderci) e non sono pienamente compatibili con il telefono che hanno in prima pagina (iPhone). Grafica ben congegnata.
- Vodafone è allineata bene o male ovunque nel mondo, ma -anche qui- zoppica sulla gestione delle sessioni (un url non vale per più di tot tempo, rendendo impraticabile la possibilità anche solo di passare una pagina a qualcuno o, per un editor, di usarli in un articolo). Maniacale la cura della grafica, anche se le informazioni sono difficilmente ritrovabili.
- Wind vive su troppi siti (libero, infostrada, wind, 155 online, ecc.) e già questo rende difficile la vita ad un utente. Inoltre, la gestione delle pagine è -a mio avviso- caotica, tentando anche di utilizzare animazioni prettamente web2.0 forse non troppo testate (parlo di Safari e dei menu laterali che magicamente si aprono e chiudono, o comunque si muovono a casaccio). Molto migliorata l'assistenza online, completa su più fronti.
- 3 Italia ha recentemente pubblicato il nuovo sito. Apparentemente bello, perché curato, è -a mio avviso- a livello concettuale profondamente sbagliato: in buona sostanza il testo non esiste, sono tutte (e troppe) immagini. Esempio lampante: la sezione novità è del tutto ingestibile. L’utente medio innanzitutto non capisce che può scorrere lo slider da sinistra a destra, ma fosse pure in grado di capirlo, le probabilità che arrivi ad una offerta decadono ancora di più perché è cliccabile solo quell’invisibile “i” rispetto alla mastodontica immagine sovrastante. Non parliamo dell’area133 online: sembra uscita da un abbozzo senza CSS. Tolte le immagini della prima pagina (e vogliamo parlare del tasto accedi in FLASH? Usabilità sotto le scarpe.) la cura dedicata a quell’area è letteralmente nulla. Un modo come un altro per far sembrare il cliente “meno importante”: qualche scritta elencata e qualche link in blu. Fine. (Confrontatela con il 119 online per capire cosa intendo per "impatto differente")

Riassumendo: bocciate o rimandate tutte, chi per struttura, chi per contenuti (e non solo per il marketing in se). Non dico che questa mia analisi possa aiutarli, ma basterebbe qualcuno da loro pagato che capisse poco più di zero di WEB per affermarsi in modo creativo e completo anche su questo mezzo (e i vari uffici marketing dovrebbero sapere che il successo necessita del web e dei loro utenti, così come accade per le campagne pubblicitarie).

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Si preannuncia quindi un caldo autunno, fatto di offerte riparatrici e sicuramente più aggressive, forse contornate dal comun denominatore del "bisogno di far cassa". Al momento -ripeto- la portabilità resta l'arma principale (chiaramente solo se non si accettano retention) e di offerte ottime ce ne sono tante, soprattutto tra i gestori più piccoli. A voi la scelta.

Ed evitiamo di parlare di sanzioni dell'antitrust, tanto Quintarelli ha centrato il problema: anche quando si parla di 250.000€, rapportato ai loro fatturati è veramente una bazzecola.

Nota: tratto, riveduto e corretto da questo.

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