3 Italia condannata per disattivazioni selvagge

Tre Italia - H3GNel luglio 2007 vi avevo segnalato una notizia che riguardava il gestore cinese, oltre che migliaia di clienti: motivando la scelta con un semplice "mancata ricarica entro i tempi previsti", H3G aveva in realtà cessato tantissime utenze che, gli stessi utenti ci segnalarono, non erano state "avvisate" per tempo.

Prima di seguire con la notizia una doverosa parentesi: con ormai 9 milioni di clienti, 3 Italia vince per disorganizzazione online. Non solo vanno confermate le lacune grafiche già dette, ma anche informazioni basilari, come la scadenza dalla propria SIM card sono totalmente assenti e non possono essere certamente definite "informazioni secondarie".

Mondo3 segnala la condanna inflitta ad H3G dall'AGCOM per aver disattivato in modo selvaggio quelle utenze: non tanto perché fossero scaduti i termini previsti dal contratto, ma perché mancasse l'applicazione del 13° mese in sola ricezione, sistema utile proprio per "avvisare" l'utente.
In breve, la condanna sussiste nella riattivazione dei numeri e nel riaccredito di tutto ciò che c'era sulla USIM (traffico + autoricarica).

Ecco parte del testo:

Pertanto, preso atto della mancata ricarica della Card nell’arco dei 12 mesi, per il gestore si era effettivamente verificata una delle condizioni per procedere alla disattivazione della USIM.
La stessa norma, però, prosegue prevedendo un obbligo a carico del gestore che serve a tutelare gli interessi dell’utente (che può avvedersi della disattivazione in cui sta per incorrere), poiché stabilisce che allo scadere dei predetti 12 mesi H3G S.p.A. assicura comunque “un ulteriore mese durante il quale la Carta USIM sarà abilitata soltanto alla ricezione dei servizi gratuiti”.
Quest’ultima disposizione non è stata invece garantita da parte della società H3G S.p.A. in favore del proprio cliente, impedendo in sostanza allo stesso, nell’arco dei trenta giorni, di prendere atto della sospensione del servizio telefonico per le chiamate in uscita, così da conoscere lo stato della USIM, effettuare una eventuale ricarica, evitando la disattivazione per scadenza naturale, che per contro è avvenuta, di fatto, senza alcun preavviso.
Ne consegue che il decorso del termine di 12 mesi dall’ultima operazione di pagamento non appare sufficiente a giustificare la disattivazione del servizio e del relativo piano tariffario prescelto, né esclude profili di responsabilità del gestore, in quanto, come detto, lo stesso non ha compiutamente adempiuto al disposto di cui all’ art. 5 delle Condizioni generali di contratto.
L’utente pertanto non solo ha diritto alla riattivazione dello stesso numero di utenza (ciò che è già avvenuto, in quanto tecnicamente ancora possibile) ma anche alla riattivazione del piano tariffario fruito al momento della scadenza (20 luglio 2007).
La società è altresì tenuta a riaccreditare sulla medesima utenza l’intero importo di credito (acquistato e/o da autoricarica) che su di essa residuava alla data del 20 luglio 2007, rendendolo disponibile nei limiti normativamente e contrattualmente previsti.

A tutto questo si somma una multa per "mancata fruizione del servizio" e una spesa accessoria per la procedura giudiziaria.

Questo caso quindi è applicato ad un singolo, ma si uniforma e crea un precedente per tutti colo che hanno subito tale disservizio a metà del 2007. È ora di far sentire la propria voce.

[Grazie a Ice per la segnalazione!]

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