Telecom acquista Tre Italia? Gravi rischi per il Paese, parlano i sindacati

L'acquisto di Tre Italia da parte di Telecom ha scatenato una dura reazione nei sindacati: a rischio, la competitività dell'Italia

Telecom acquista Tre italia

Telecom acquista Tre Italia

? Non è ancora certo, ma è bastata la fuga di informazioni degli ultimi giorni per spingere i sindacati a reagire non soltanto contro una ipotesi del genere, ma anche a contestazione del silenzio di un mondo politico che sembra indifferente alla questione. Eppure, in gioco c'è - secondo alcuni - la competitività del Paese nel settore telefonico, che non è proprio uno degli ultimi a incidere sulla situazione economica generale.

Il segretario di Slc-Cgil, Michele Azzola, è stato molto chiaro a tal proposito:

Se il progetto del Cda di Telecom Italia è quello di scorporare la rete e vendere il resto ai cinesi di Hutchison Whampoa è un progetto folle perché consegna il settore delle Tlc italiane in mani straniere, con effetti nefasti sulla competitività del Paese, che perderebbe così un grande gestore di Tlc. E mentre i politici - ha poi dichiarato - sono impegnati a confrontarsi su quanto costa un caffè alla buvette, la finanza sta distruggendo l’Italia. [...] Telecom sta continuando a pagare le sciagurate privatizzazioni di fine anni Novanta che hanno spogliato la società delle sue ricchezze. E oggi come allora le conseguenze di questa eventuale integrazione la pagheranno i lavoratori, vittime sacrificali dello spezzatino aziendale che si profila all’orizzonte".

Non sappiamo quale sarà la sorte dei dipendenti; una situazione del genere, però, non si profila per forza negativa: Tre è un'azienda che presenta un conto in verde, ed è già tanto in un contesto internazionale come quello di oggi; una fusione tra le due compagnie, perciò, potrebbe anche far bene a tutti.

No ai cinesi


Non meno dure, le parole del coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Ict, Fabrizio Potetti, che ha spiegato come l'Italia dovrebbe evitare di stringere alleanze con i cinesi:

L’amministrazione Obama - ha sottolineato l'esperto - ha impedito l’ingresso di società straniere nel capitale del primo operatore nazionale dimostrando quanto strategiche per l’economia nazionale siano considerate le telecomunicazioni. E non ci si è limitati a questo: a Huawei e Zte non è stato concesso di installare il proprio parco tecnologico sulle infrastrutture di rete, adducendo motivi di sicurezza nazionale. Il governo italiano dovrebbe battere un colpo e ragionare su questi temi".

Telecom va ricapitalizzata: l'accordo è importante


Una nota positiva da Linda Lanzillotta, senatrice di Lista Civica con Monti per l'Italia, che ha mostrato di possedere una visione sicuramente più aperta all'altro:

"Le due operazioni potrebbero avere effetti positivi per la ricapitalizzazione di Telecom Italia. Lo scorporo della rete è l’unico modo per rilanciare gli investimenti e garantire la neutralità della rete. Per quanto riguarda la possibile integrazione con 3 Italia, questa va letta in un contesto più ampio: ormai le grandi compagnie di telefonia non sono più italiane. Sono considerazioni che ineriscono la natura e la qualità stessa del capitalismo italiano".

Posizioni lontanissime, dunque. E voi, invece, da che parte state?

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