Google migliora news e voce grazie a Wavii

Terminali comandati dalla voce, in maniera sempre più naturale e notizie in tempo reale, organizzate e gestite al meglio per non creare confusione nei piccoli, ma sempre più grandi, display di smartphone e tablet. Questo nel prossimo futuro della mobilità dove, parimenti, sono sempre più diffuse le acquisizioni che i colossi fanno di piccole, ma brillanti, realtà che riescono a sviluppare creazioni degne dell’interesse delle grandi aziende.



Startup tutta news & voice


Così ha fatto Wavii, una piccola startup di Seattle, che è stata recentemente acquisita nientemeno che dal colosso dei colossi: Google. Ma cos’è Wavii e cosa fa di così interessante per Big G, talmente tanto interessante che anche Apple ci aveva messo gli occhi sopra?

Molto semplice: tra milioni e milioni di notizie che ogni giorno invadono il web questo aggregatore raccoglie, organizza e distribuisce news e aggiornamenti. Non solo: Wavii è anche specializzata nella creazione di algoritmi per il processing del linguaggio naturale, frontiera sempre più esplorata. Google Now, in grande fermento, e Siri ne sono due notissimi esempi.

Google Now sì, Siri no


30 milioni di dollari sul piatto per battere la concorrenza di Cupertino che avrebbe volentieri utilizzato gli algoritmi di Wavii per integrarli proprio con Siri, espandendo le capacità del suo assistente vocale che stenta a imporsi. Che il settore delle news, e della loro gestione automatizzata, sia cruciale per il futuro dell’informazione nel web è dimostrato anche da Yahoo che, sempre nei giorni scorsi, si è portata a casa Summly per l’identica somma: 30 milioni di dollari.

Trasloco in vista, quindi, per i 25 uomini di Wavii che, nelle prossime settimane si trasferiranno in blocco all’interno della divisione Knowledge Graph di Google. Google News, la stessa Google Now oppure nuovi hardware come i Google Glass potrebbero presto beneficiare della tecnologia sviluppata a Seattle per migliorare ulteriormente il loro funzionamento.

Via | Reuters

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