Digital Festival, intervista con Stefano Saladino sulla Mobile Revolution

Ho avuto la possibilità di fare una fantastica chiacchierata con Stefano Saladino, presidente del Digital Festival, esperto e punto di riferimento del mondo dell’innovation digitale e del marketing social ormai tipico del 21° secolo. Abbiamo parlato a lungo del passato, del presente e del futuro dei social media e della galassia mobile e mi rammarico di non poter rendere bene la sua passione e dedizione alla causa del superamento del digital divide.

Ma dopotutto non serve: per Stefano Saladino parlano le azioni. Anche quest’anno si è impegnato moltissimo per far crescere ed evolvere il Digital Festival, un evento il cui scopo principale è di condividere la conoscenza del digitale con tutti, di restituire a chi è ancora titubante e perplesso il controllo della propria vita sempre connessa. Il termine migliore per definire questo processo è “svirtualizzazione” (perdonate il neologismo!). È così che cerchiamo di definire il momento in cui i social media smettono di essere separati e “finti” e diventano polo di aggregazione per il “mondo reale”, per le persone.

L’intervista

Francesco Lanza. Bene, Stefano, parlami un po’ del Digital Festival!

Stefano Saladino. È la sua quarta edizione, la seconda su Torino. Abbiamo rivisto e corretto la formula per raggiungere una popolazione ampia: il nostro obiettivo è di trasferire la conoscenza e la consapevolezza sui nuovi media ed abbattere il cosiddetto “digital divide” culturale.

In questi anni le persone sono alla fin fine obbligate ad usare gli strumenti digitali, basti pensare a quanto le Pubbliche Amministrazioni stiano lavorando con lo scopo di digitalizzarsi e risparmiare sui costi. Chi non ha cultura in merito rischia di essere tagliato completamente fuori e non è davvero un bene.

Questo è il motivo per cui nasce il Digital Festival e perché l’abbiamo organizzato su quattro filoni: Job, Creativity, Business e l’ultimo e più grande, quello legato al mondo People.

Francesco Lanza. Ho visto che il festival non è in una location singola, ma è sparso sul territorio di Torino.

Stefano Saladino. Esatto. Ogni evento è su un posto fisico univoco, però: abbiamo fatto in modo da non costringere nessuno a correre per la città. Le location sono dei contenitori che vengono attivati a seconda della giornata, nel loro contesto di riferimento.

Per cui con la Regione abbiamo collaborato nella parte Job, e ci è stato concesso lo spazio mostre della Regione Piemonte in Piazza Castello. Invece per la parte Business lavoriamo presso la sede della Rai e poi la seconda giornata al Teatro Gobetti. La parte Creativity sarà invece totalmente presso SEAT Pagine Gialle. Il filone “People” è più “destrutturato”, ma basato sul Salone del Libro e sull’evento Food in Piazza dei Mestieri e… Nelle case degli italiani grazie al Social Eating.

Francesco Lanza. Ho notato che c’è anche il Connection Game di SEAT, in cui non è neppure necessario essere fisicamente presenti a Torino per partecipare.

Stefano Saladino. È la prima caccia al tesoro che viene fatta approfittando della capacità di interconnessione delle persone. Le squadre possono essere distribuite, con membri a Torino o da casa, in tutta Italia. Lavoreranno tutti assieme sui social e peraltro c’è pure un bel montepremi allettante.

Insomma, il nostro scopo è di “svirtualizzare” il digitale. Ci vuole poco: noi usiamo già lo smartphone per trovare posti, cose, servizi e persone nel mondo reale. Sempre nel tema della “convergenza” tra reale e digitale, abbiamo anche cercato di “smaterializzare” gli stand, che saranno virtuali e si potrà accedere ai materiali degli espositori senza passare per i corridoi ma visitando virtualmente, anche da un altro posto.

Francesco Lanza. State cercando di rendere Torino una “città smart” in anticipo sui tempi?

Stefano Saladino. Mamma mia! È un termine un po’ abusato. Diciamo che per me “smart” vuol dire: “Consentire una fruizione da più punti d’accesso”. Contenuti aperti, raggiungibili in modi diversi: chi vuol venire fisicamente, viene, chi vuol accedere attraverso lo streaming potrà farlo, si potrà interagire anche relazionalmente tramite la parte virtual, si potrà giocare con numerosi contest. E chi vuole vivere un po’ di storia potrà farlo, peraltro.

Tra il 9 e l’11 c’è una mostra al centro commerciale SNOS Gallery Centre a Torino in Corso Mortara, e sarà intitolata “Storia di Uomini e Macchine”. Porteremo una serie di pezzi storici dell’informatica, con la descrizione di chi l’aveva fatto, prodotto, inventato. È facile pensare che oggi abbiamo lo smartphone e credere che ci sia sempre stato. Dobbiamo invece guardare da dove veniamo e capire che c’è un’accelerazione in atto e che noi dobbiamo capirla e sfruttarla. Essere proattivi, “nativi”, non passivi. Internet ed il mondo mobile sono penetrati senza che ce ne accorgessimo. In maniera forse un po’ subdola il digitale è ormai parte delle nostre esistenze.

Digital Festival e "nativi digitali"

Francesco Lanza. Ho visto il vostro video sulla “Giornata tipo del nativo digitale” [qui sopra], e non posso fare a meno di notare che lo identificate in un ragazzo sui vent’anni. Tutte le persone che sono a cena con lui sono più o meno della sua età. Per noi trentenni e quarantenni c’è speranza? Ci possiamo sentire a nostro agio coi nativi digitali?

Stefano Saladino. Guarda, secondo me noi siamo addirittura privilegiati: abbiamo vissuto il passaggio. Per assurdo questi strumenti noi li sappiamo gestire meglio, mentre loro li usano come nativi, senza neppure rifletterci. Alla fine tutti noi ci possiamo identificare con quel “nativo digitale”, ti dirò sinceramente che facciamo più o meno le stesse cose ogni giorno. Ed è un uso del social che alla fine non rende virtuali, ma riporta alla realtà e consente di socializzare nella vita di tutti i giorni.

La ricerca SoLoMo - Social/Local/Mobile

Francesco Lanza. Parliamo specificamente di mondo mobile, del suo rapporto con le persone, ma anche di lavoro e business. Ormai quasi tutti siamo costantemente online e connessi - proprio grazie a smartphone, tablet ed altri device per la mobilità. Il mondo è rivoluzionato da questa accoppiata social media/mobile. Le aziende come reagiscono?

Stefano Saladino. Più che un’accoppiata, è proprio un trittico. Abbiamo presentato una ricerca compiuta in collaborazione con Duepuntozero DOXA. Si chiama SoLoMo, che sta per Social-Local-Mobile ed è essenzialmente una coniugazione di questi tre fenomeni un tempo indipendenti che diventano ormai un unico processo.

La parte social è continua condivisione da parte delle persone delle informazioni, che siano umane o commerciali. La parte local è tutto ciò che si correla alla geolocalizzazione, alla condivisione di ambienti fisici. La parte mobile diventa chiaramente il collante: se io mi trovo in un ristorante e tiro fuori lo smartphone posso taggarmi, dare consigli agli amici, condividere questa esperienza sui social ma anche nel local. Ed i tre fenomeni separati diventano uno solo.

Le aziende sono in grado di approfittare di questo nuovo modo d’essere o stanno lottando per capire? La ricerca SoLoMo cerca di dare una risposta, fare una prima fotografia italiana della situazione delle imprese e del loro rapporto con la nuova tecnologia - e soprattutto con le persone. Sono proprio le persone il fulcro, perché loro già stanno vivendo tutto questo, ma non è detto che le imprese li stiano favorendo in questo processo di interazione continuo con il brand, tramite social, tramite geolocalizzazione.

Ringrazio Stefano Saladino dell’intervista e vi spingo caldamente a fare un giro - almeno virtuale se siete fuori Torino - per gli stand del Digital Festival.

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