La decisione dell’Agcom risale allo scorso gennaio: con la Delibera 78/08/CIR, “Norme riguardanti la portabilità del numero mobile”, era stata preannunciata una vera e propria rivoluzione per le portabilità. Gli effetti che tale delibera avrebbe avuto a partire dallo scorso 22 giugno si sarebbero concretizzati nella riduzione a soli 3 giorni lavorativi del tempo necessario al completamento della pratica di mnp e nella scomparsa delle retention, con le quali i gestori riescono spesso ad arginare la “fuga” di clienti.
Sarebbe stata davvero un evento per il mondo della telefonia ma, dopo il via libera all’attuazione del provvedimento dato dal TAR del Lazio, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Vodafone: l’effetto è stato il congelamento della delibera Agcom e il mantenimento, almeno per i due gestori più grandi del mercato italiano, Tim e Vodafone, della pratica della retention (in maniera più o meno trasparente). Il rischio che si correva era quello di vedere i tempi triplicarsi: attualmente una portabilità si completa nell’arco di una decina di giorni.
Vodafone faceva appello al decreto Bersani in tema di disdetta dei contratti: il decreto prevede la possibilità di chiudere un contratto in essere in qualunque momento e non più solo alla scadenza annuale, quando si sarebbe rinnovato per ulteriori 12 mesi salvo richiesta di cessazione da parte del cliente. Per la disdetta è necessario, però, dare un preavviso di 30 giorni. Questo meccanismo avrebbe potuto riguardare anche i contratti alla base delle ricaricabili telefoniche secondo Vodafone.
La sospensiva che aveva, di fatto, congelato la delibera è stata revocata ieri dal Consiglio di Stato stesso in seguito al ricorso di Agcom, Wind, H3g e PosteMobile e associazioni di consumatori: il decreto Bersani, secondo quanto deciso ieri, si applicherebbe solamente al recesso da un contratto senza trasferimento del numero ad altro gestore. In realtà il Consiglio di Stato non ha assunto una decisione definitiva in merito ma le argomentazioni fornite sembrano tracciare una strada ben precisa. Per ora i gestori sono tenuti a fare in modo che le portabilità si completino in tre giorni lavorativi.
Agli operatori telefonici potrebbe però non essere vietata la pratica delle retention. Secondo Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, “è d’altra parte comprensibile, accettabile e auspicabile che il gestore uscente possa fare offerte al consumatore, che siano però non invasive della sua volontà di cambiare gestore e certe nei contenuti e modalità d’esecuzione.”
[Ringraziamo Marco per la collaborazione]
mio...
16 set 2009 - 14:07 - #1dai, 10 giorni sono un tempo decente, i problemi sono altri,tipo i costi molto piu’ alti che nel resto d’europa
merit1374
16 set 2009 - 16:40 - #2ciao,
mi chiamo Danilo, scrivo da Crotone, dove la situazione lavortiva è molto critica, e per colpa di questa decisione di dimunire i tempi di mnp a 3 giorni e qundi non poter far retention ieri alle 11.00 del mattino ho dovuto lasciare il mio posto di lavoro e così come me altre 200 persone del mio reparto.
Il problema che nn siamo solo queste 200 prsone ma si stima infatti che in italia siano circa 2500 le persone che rischiano di perere il propio lavoro
Grande politica anti crisi questa.
Siamo rovinati e loro si prendono il lusso di far perdere il lavoro alla gente, un lavoro che poi e avorevole al consumatore visto che con la retention mnp la gente risparmia molti soldi e noi li guadagnamo., o meglio li guadagnavamo.
grazie a tutto lo stato e tutta quella gente che ci sta facendo restare a casa, vorrei che loro stessero così.
Landed
17 set 2009 - 04:40 - #3qui in Inghilterra la portabilità si fa in 1 massimo 2 giorni, e nessuno si appella da nessuna parte. non capisco perchè si rischia di perdere il posto di lavoro. mi sfugge qualcosa.
senara
17 set 2009 - 10:09 - #4@Landed: ti spiego subito, prima di questa legge il gestore contattava il cliente, se questo non accettava di passare ad altro gestore aveva un sacco di sconti (molta gnte infatti si fa la portabilità solo per avere una tariffa vantaggiosa) e l’operatore del call center (quasi tutti in sud italia) guadagnava dai 7 ai 10 euro per ogni revoca della portabilità. Il guadagno era sia per l’operatore che per il cliente…
ykk
14 nov 2009 - 10:22 - #5Caro Danilo, se alle 11 del mattino (3 ore lavorative) avevi già finito di fare quello che di solito fai in 8 ore lavorative, questo significa che spalmavi il lavoro di 3 ore su 8!!!!!!!! magari andando al bar o facendoti gli affari tuoi. E io pago!!! e’ anche grazie a gente come te che aumentano i costi dei servizi. Se tu impieghi 8 ore a fare un lavoro che ne richiede solo 3, impieghi il triplo del tempo e quindi per svolgere tutta la mole di lavoro, il tuo datore di lavoro deve assumere il triplo dei dipendenti. Non si tratta di politica anticrisi, si tratta di eliminare dalla faccia della terra i fannulloni e gli assenteisti.
Comunque, ti informo che con la retention voi ci guadagnate ma non hai idea del disservizio e del danno che create al cliente!!!!!! Mettiamola così, se dovessero sospenderti la fornitura di energia elettrica o di acqua, e impiegassero il triplo del tempo a riattivartela solo per non licenziare personale che se la prende comoda, cosa diresti??
E comunque ti spigo come funziona la vita: QUI SI LAVORA!!!!!!!!!!!!!!!!!! e se non hai voglia di lavorare, te ne stai a casa senza farti compiangere perchè non hai di che vivere. BASTA MANTENUTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SIAMO STUFI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Massi234
04 dic 2009 - 12:41 - #6perdere il posto di lavoro..? siete ridicoli, il vostro lavoro era celare la trasparenza dei contratti per frodare le persone. Chi ci rimette? i clienti fedeli che hanno le tariffe peggiori e quelli in cerca di un contratto migliore che rinunciano alla concorrenza perchè dovrebbero pagare 2 abbonamenti per 3-4 mesi. Trovatevi un lavoro onesto, in questo modo pesate inutilmente sulle nostre tasche. Cosa producete? che servizi date? ci manca solo che difendiamo i posti di lavoro inutili.