
Google un po’ come ha fatto Apple con App Store, sta spingendo tutti gli sviluppatori ad utilizzare il servizio Google Wallet, ora diventato Google Play, come metodo predefinito e unico per la vendita delle applicazioni in Android Market, offrendo agli sviluppatori trenta giorni per uniformarsi e rientrare nei termini e condizioni di Android market per la vendita delle proprie apps.
Gli sviluppatori dovranno quindi abbandonare PayPal, Zong e Boku per convergere tutti in Google Wallet, nel tentativo di far crescere le vendite di applicazioni su Android Market. V ricordiamo che secondo alcune statistiche condotte nei mesi scorsi, la maggior parte delle applicazioni scaricate da Android Market sono applicazioni free, mentre le applicazioni che vengono scaricate dall’App Store di Apple sono maggiormente bilanciate fra gratuite e a pagamento, questo perchè Apple sin dal primo iOS e dall’inizio di App Store, ha da sempre imposto un unico sistema di pagamento per l’acquisto delle apps, costringendo gli sviluppatori ad attenersi al regolamento sin da subito.
Sebbene le vendite di smartphone con sistema operativo Android siano in continua crescita, Google non registra un aumento proporzionale delle vendite in Android Market e secondo delle analisi condotte da esperti in settore, il motivo deve essere ricercato nel fatto che in Android Market la situazione è molto confusa,portando l’utente a non prendere in considerazione le applicazioni a pagamento, rivolgendo i propri interessi verso quelle applicazioni che vengono distribuite gratuitamente.
Via| PC Pro

Isis, la joint venture creata da AT&T, Tmobile e Verizon Wireless, con sede a New York, offerto in tutto il territorio degli stati uniti come meteodo di pagamento elettronico alternativo, disponibile per banche, commercianti e operatori di telefonia mobile, si prepara a competere con Google Wallet siglando importanti accordi con VeriFone, Ingenico, ViVOtech e Equinox Payments , nuovi accordi commerciali, esandendo in questo modo il supporto a Isis Mobile Commerce nell’attuale e nelle future linee di prodotti, contribuendo a far espandere Isis su larga scala.
Il commercio elettronico basato sui sistemi NFC permette ai commercianti e ai clienti di entrare a far parte di una nuova era del commercio globale, dove le transazioni elettroniche diventano finalmente una realtà.
Isis informa che tutti gli attuali smartphone dotati di tecnologia NFC riceveranno presto un aggiornamento firmware che abiliterà il funzionamento di Isis su tutti i terminali, mentre per i terminali sprovvisti di chip NFC verrà consegnato un add-on apposito in grado di abilitare lo stesso all’utilizzo dei pagamenti NFC.
ViVotech e Equinox si dichiarano molto soddisfatti di essere entrati a far parte della joint venture, dichiarando che offriranno a Isis la loro pluriennale esperienza nel commercio elettronico, nel tentativo di far evolvere lo stesso al punto tale che diventi il maggior sistema di pagamento, diffondendolo su larga scala in modo da far comprendere quali siano le reali possibilità e vantaggi che la tecnologia NFC potrebbe portare agli utenti.
Via | Talkandroid

Dopo i recenti problemi di sicurezza di Google Wallet riguardo una falla sulla protezione del PIN e una seconda falla di sicurezza dell’applicazione, Google disabilita il provisioning delle carte prepagate sino a quando le falle di sicurezza riscontrate non sono state risolte.
In molti si sono interrogati se questo servisse a proteggere anche gli attuali utenti di Google Wallet poiché il termine provisioning si applica quando un service manager di fiducia, che ne caso di Google Wallet è FirstData, aggiunge una nuova carta al servizio personalizzandola con tutti i dettagli del titolare.
NFC World ha chiesto spiegazioni a Google e a First Data per far chiarezza sulla vicenda, ottenendo come risposta che la fix si applica anche a tutti gli utenti di Google Wallet che perdono o cedono il proprio smartphone. Effettuando un reset di Google Wallet, chiunque può personalizzare Google Wallet con i propri dati personali ed effettuare il provisioning della propria carta prepagata. Essendo questo dato memorizzato nel telefono, il malintenzionato troverà il saldo della carta precedente già impostato e pronto all’uso. Fermando il provisioning delle carte prepagate si blocca questo workarround.
Via | Nfcworld.com
Dopo la notizia di ieri della falla di sicurezza presente Android rooted, The Smartphone Champ informa di una nuovo bug in Google Wallet che compromette la sicurezza di tutti gli utenti.
Chiunque entra in possesso di uno smartphone Android, eseguendo un reset dell’applicazione Google Wallet, può eliminare tutti i dati registrati nell’applicazione. Riaprendo Google Wallet è proposto il setup iniziale dell’applicazione per la generazione del PIN e il collegamento all’account Google. Il vero problema si pone proprio in questo momento, la carta prepagata è registrata all’hardware e non all’account Google, permettendo di assegnare la carta prepagata registrata in precedenza ed offrendo in questo modo al malintenzionato la possibilità di utilizzare il credito preparato presente sulla carta.
Google interrogato sulla vicenda ha immediatamente affermato che il team di sviluppo è già al lavoro su una fix che sarà rilasciata presto, nel frattempo consiglia a tutti gli utenti che fanno uso del servizio di proteggere il proprio telefono con un codice di blocco per evitare un utilizzo improprio da parte di malintenzionati.
Via | Theverge.com

Il nascente mercato dei pagamenti con smartphone mediante la tecnologia NFC è appena stato inaugurato e i possibili concorrenti si stanno già armando di carte legali. In palio c’è un settore dal valore di svariati miliardi di euro in movimentazioni finanziarie e, conseguentemente, laute commissioni.
Secondo Paypal, società del gruppo eBay, Google Wallet è così facile da usare per merito di alcuni segreti industriali violati nei loro uffici. Google, infatti, avrebbe assunto Osama Bedier e Stephanie Tilenius, due dipendenti di Paypal, con l’unico scopo di recuperare i segreti per i pagamenti mobili e risparmiare anni di ricerca nel settore.
La documentazione che Paypal ha presentato ai giudici è composta da 27 pagine (scaricabile in PDF qui). Al momento Google non ha commentato la causa e non ha comunicato cosa intende fare per difendersi.
[via thepaypalblog]
Google ha tirato fuori dal cilindro Google Wallet, la concretizzazione della “teoria” dell’NFC che porta nella realtà i pagamenti in mobilità tramite cellulare. Disponibile su Nexus S (per iniziare) e in sperimentazione in USA, Google Wallet è un ecosistema fatto di partnership con nomi del calibro di Subway, Master Card, Sprint, Toys ‘R Us e altri ancora.
Google Wallet è partito a New York e San Francisco e, oltre a permettere di pagare tramite cellulare con una semplice “passata”, sfrutterà gli accordi presi per promozioni, sconti e tessera “fidelity” per la raccolta punti.
Parlando del futuro e uscendo dai confini americani non si sa molto: quel che è certo è che Google intende ampliare la gamma dei dispositivi NFC supportati, introdurre un adesivo NFC per quelli che ne sono privi e esportare Wallet anche fuori dagli USA. Non ci resta che aspettare il turno dell’Italia, sperando sia in dirittura d’arrivo!
[via engadget]