
Nella giornata di ieri Agcom ha rilasciato un comunicato stampa, contemporaneo a quello che parla delle frequenze in cerca di casa, molto diretto nei confronti degli operatori per quanto riguarda il credito residuo: entro 45 giorni forse si riuscirà a trasferire il credito tra gestori.
L’Autorità ha inoltre adottato una diffida agli operatori di telefonia mobile, affinché attuino, senza ulteriore ritardo, il riconoscimento del diritto degli utenti alla restituzione del credito residuo in caso di recesso e alla portabilità dello stesso credito in caso di trasferimento dell’utenza presso altro operatore.
Tale diritto, che deriva dalla Legge n.40 del 2007, “decreto Bersani”, è stato chiaramente ribadito nelle linee guida esplicative (di cui vi ho parlato qui, ndr) formulate dalla Direzione Tutela dei Consumatori dell’Agcom.
L’intervento dell’Autorità impone, pertanto, agli operatori di predisporre tutte le attività tecniche e gestionali necessarie ad adempiere a quanto stabilito dalla legge.
In caso di non ottemperanza alla diffida entro 45 giorni è possibile l’irrogazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.
È di ieri la notizia che il proprietario di WIND si lamenti ad ogni intervista per l’ingerenza del governo nei suoi affari.
Dopo la replica stizzita di Bersani, arriva una nota del Codacons decisamente belligerante: “le dichiarazioni odierne del presidente di Wind, Naguib Sawiris, sono del tutto assurde e inaccettabili”. La motivazione alla base è che la legge creata dal governo ha come intento quello di diminuire il costo per gli utenti, non di avere un effetto contrario.
“A fronte di questo atteggiamento e nell’interesse dei consumatori italiani siamo costretti a chiedere alla magistratura di accertare un eventuale tentativo di non ottemperare agli ordini dell’autorità, e sollecitiamo l’Agcom ad aprire un procedimento contro Wind, valutando anche l’opportunità di revocare la licenza al gestore telefonico“.
Insomma: si ipotizza un danno a circa 8 milioni di clienti, e per questo l’associazione chiede addirittura la revoca della licenza. Ora che anche la Tre cavalcherà le stesse onde cosa succederà? Prima di ogni valutazione, sia nostra che di un’associazione, sarebbe utile pensare anche alla quantità di persone che lavorano nelle aziende e che non hanno alcuna colpa.
Nella giornata di ieri Dagospia riportava un’agenzia APCOM che lasciava trasparire l’amarezza del proprietario di Wind, Naguib Sawiris, mentre tornava sul tema dei costi di ricarica, connessi a politica e consumatori.
La stupidaggine di fondo sta in una frase, che la sua stessa azienda smentisce: “Il decreto Bersani ci ha costretto a danneggiare i consumatori, obbligandoci ad aumentare le tariffe”. Vero, ma allora perché è nata Super Senza Scatto, oggettivamente al tariffa più competitiva sul mercato in questo momento?
“Un governo dovrebbe occuparsi degli interessi dei consumatori e non della propria popolarità”. E di grazia, di chi si è occupato quando ha tolto i 5€ ad ogni ricarica che i gestori si intascavano così, per il gusto di farlo? Da quando è nata questa vicenda, io sono dell’idea che se ci avessero fatto pagare il costo vivo del servizio o comunque qualcosa di più modesto forse tutto questo non sarebbe accaduto.
Non è finita.
Continua a leggere: Sawiris si lamenta per Wind e Bersani gli risponde

Luca mi segnala una notizia molto importante per gli utenti telefonici. Attraverso una delibera AGCOM (che si trova qui), l’Autorità traccia delle linee guida a cui i gestori devono per forza di cose attenersi, pena multe salate.
Se prima applicare il decreto Bersani sembrava esser diventata una cosa “volontaria” (caso eclatante è Mediaset che fa scadere la propria carta prepagata per la payTV e fa perdere il credito), ora non potranno più nascondersi.
Credito residuo
Il credito residuo, definito come l’importo netto in un dato momento del rapporto contrattuale tra l’operatore e il suo cliente, dovrà seguire l’utente, anche se questo decidesse di cambiare gestore, proprio perché viene meno la presenza di un “limite temporale massimo di utilizzo del servizio acquistato”. Come viene da loro detto:
La perdita dell’eventuale credito residuo, infatti, non può in alcun modo essere considerata una spesa giustificata da costi dell’operatore […] creando delle barriere alle scelte degli utenti, e sarebbe quindi ritenuta sotto ogni aspetto illegittima.
Continua a leggere: AGCOM detta le linee guida per i gestori: la legge va rispettata
Dopo la sparizione dei costi di ricarica, grazie all’intervento stringente del ministro Bersani, molte cose sono accadute.
Ciò di cui si parla veramente poco è tutta quella rete di esercenti che fanno si che ogni cliente -quasi sempre- possa trovare una scratch card disponibile di ogni gestore. Il taglio del costo di ricarica ha portato ad un abbassamento dell’introito che un tabaccaio aveva: ora l’associazione che li segue, stanca di guadagnare mediamente 15€cent per una ricarica, è pronta a stoppare totalmente il servizio.
Ecco il comunicato:
Con l’abbattimento dell’aggio sulle ricariche telefoniche si è toccato veramente il fondo, ma anche sugli altri servizi la situazione è allarmante. Sul canone Rai il guadagno è solo dell’1%, sul bollo auto è di soli 30€cent. Non si può continuare a tenere denaro contante in tabaccheria senza alcun guadagno e con il solo rischio di rapine ed aggressioni criminali, troppo spesso pagate con la vita.
I tabaccai sono veramente stanchi di fare gli esattori a costi irrisori e se non ci sarà un intervento sia del Governo che dei gestori telefonici, smetteranno di erogare questo servizio ai cittadini, come è già avvenuto per il 15% dei contratti, già disdetti.
Insomma, si prospettano tempi cupi per alcune categorie: un vantaggio per alcuni (un po’ limato da svariati comportamenti scorretti), un disagio per altri. Chissà come finirà.
Vi riporto una nota interna, grazie a Geppo, che fa luce sulla definitiva decisione di TIM in termini di contratti, di cui vi avevo già anticipato qualcosa.
Il 4/04/2007, giorno in cui entrerà in vigore la nuova disciplina del Decreto Bersani relativamente ai contratti per adesione con corrispettivo per il recesso, la Telecom comunicherà su stampa nazionale quotidiana (su Corriere della Sera, Repubblica e Messaggero) a tutta la sua clientela che i propri contratti sono tutti già adeguati e corretti rispetto al decreto Bersani relativamente al comma tre che recita:
“I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni”.
Continua a leggere: Adeguamento dei contratti TIM al decreto Bersani - testo definitivo
Riporto una news stampa che penso parli da sola.
MILANO, 3 aprile (Reuters) - Il patron di Wind, Naguib Sawiris, pensa di ricorrere contro la legge sulle ricariche telefoniche, che oltre ad avere “effetti distorsivi” sul mercato e a danneggiare gli operatori minori lo induce ad accantonare il ventilato progetto di IPO del carrier mobile italiano.
Lo si legge in una intervista all’industriale egiziano pubblicata oggi su il Sole 24 Ore: la IPO Wind è un “progetto archiviato almeno per ora” spiega Sawiris “l’impatto sui conti provocato dalla legge Bersani è troppo elevato…la stabilità finanziaria della compagnia è stata intaccata”.
Contro il decreto Bersani Wind si rivolgerà all’Autorità per le telecomunicazioni e “punta ad avere forme di compensazione per ristabilire l’equilibrio competitivo”, ad esempio l’eliminazione del costo per la terminazione delle chiamate sulla rete Telecom o l’uso delle frequenze a 900 Mhz per l’Umts.
Continua a leggere: Wind ricorre contro l'abolizione del costo di ricarica
Si è conclusa da qualche istante la chiamata dei senatori per la fiducia posta sul decreto sulle liberalizzazioni, conosciuto anche come “Decreto Bersani”.
Come già detto in precedenza alla Camera il voto di fiducia è stato già incassato quindi, con quello ottenuto ora in Senato il decreto 7/07 diventa legge dello stato.
Per quanto riguarda il nostro ambito, niente più costi di ricarica per i telefonini e le carte prepagate come ADSL ricaricabile e tv digitale. Niente più contratti dalla durata di 24 o 30 mesi con vincoli vergognosi (es. 210€ di mora): con un preavviso di 30 giorni si potrà chiedere la rescissione del contratto, pagando semplicemente le competenze che spettano alla società (bolli, ecc.).
Questo decreto, tanto discusso anche dagli amanti della telefonia, che vede lo spettro delle lobbi che vogliono aiutare i gruppi maggiori rispetto a quelli nascenti, ha quindi superato l’ultimo scoglio. Sarà interessante notare quindi a partire dal 2 aprile le modifiche che i gestori nostrani dovranno applicare ulteriormente alle proprie offerte, per renderle trasparenti a questa legge.
Vi ricordo che, tra le altre cose, il governo si è impegnato a cancellare (presumibilmente con la prossima legge finanziaria) anche la tassa di concessione governativa, vero balzello imposto dallo Stato Italiano senza motivo. A questa modifica chiaramente sono pienamente a favore anche tutti i gestori di telefonia che spesso rimborsano di tasca propria questo costo.
Grazie a Geppo78 riesco a fornirvi la comunicazione inviata da TIM alla propria rete di vendita.
Gentile Partner,
con riferimento al Decreto Legge numero 7 del 31 gennaio 2007 (decreto “Bersani” sulle liberalizzazioni), che prevede l’abolizione del costo della ricarica per le carte prepagate, Vi comunichiamo che a partire dalle ore 00.00.01 del giorno 5 marzo 2007 tutte le operazioni di ricarica effettuate tramite qualunque strumento (sia fisico sia elettronico) non prevederanno più il costo della ricarica, che si trasformerà interamente in traffico.
Telecom Italia si riserva successivamente di comunicare per le vie formali eventuali variazioni alla propria offerta in termini di tagli di ricarica, sia elettronica sia fisica.
Di seguito maggiori dettagli:
1. Ricariche tramite ConTIM Commercializzazione
Dalla data sopra indicata l’offerta manterrà l’attuale struttura di tagli di ricarica, con la differenza che al cliente finale verrà accreditato l’intero importo della ricarica come traffico utilizzabile.
Di seguito per comodità riportiamo la tabella riepilogativa:
STATUS ATTUALE IN VIGORE DAL 5 MARZO Taglio di ricarica (€ IVA inclusa)
Continua a leggere: TIM azzera i costi di ricarica dal 5 marzo
Arriva la comunicazione ufficiale riguardo la modifica delle ricariche in vendita del gestore 3, in conformità con il decreto Bersani.
A partire dal 2 marzo prossimo, tutto il traffico acquistato sarà riversato direttamente nella SIM, senza falsi passaggi per aree (la teoria dei 6€ spesi in altre tipologie reggeva gran poco). A subire la scure più pesante sono proprio le ricariche Power: “Anche le ricariche Power si adeguano al Decreto Legge 7/07 (Bersani)! Potrai effettuare una ricarica Power fino alle ore “20:00” del 1° marzo 2007, ricevendo così un credito a scadenza superiore all’importo speso.
Dal 2 marzo 2007 anche utilizzando il lato Power riceverai un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica come se avessi utilizzato il lato standard.”
É interessante la frase di chiusura del comunicato che dice “Le modalità di ricarica in vigore dal 2 marzo 2007 si intendono offerte in via provvisoria e in applicazione del decreto 7/07.”
Continua a leggere: Addio alle ricariche Power di 3.. per il momento