
Ci sono buone possibilità di vedere un’evoluzione dello sblocco dello schermo multitouch dell’iPhone. Attualmente Apple usa lo “slide to unlock”, un pulsante che va spostato da una parte all’altra dello schermo per entrare nel menu principale. Qualche mese fa, però, Cupertino brevettò anche lo sblocco con lo spostamento di figure geometriche.
Per evitare una possibile “ispirazione” Google è corsa ai ripari. La scherma di sblocco dei terminali con Android utilizza una serie di punti. L’utente può personalizzare il percorso da effettuare da un punto all’altro ed evitare di ricordare cifre o numeri. Questa modalità di sbloccare la schermata di home ora è stata brevettata.
Solo i terminali di Android potranno usare questo sistema. Ora sistemi identici saranno solo copie e saranno a rischio di causa legale.
via | uspto

Quando siete al telefono con un amico e questi vi chiede un’informazione contenuta nel telefono stesso cosa fate? Di solito si allontana il telefono dal volto lasciando l’amico in attesa, per poi cercare l’informazione da conoscere e riportare il telefono al volto. Questo processo è obbligato con i telefoni attuali.
Microsoft, invece, ha brevettato un nuovo design per implementare un sistema diverso. Il suo smartphone dual screen ha due schermi collegati senza fili. In questo modo uno dei due schermi può essere utilizzato indipendentemente dal primo portandolo alla mano.
In futuro quando un vostro amico vi chiamerà basterà allontanare metà telefono dal volto e cercare con tutta comodità l’informazione da sapere. Chissà quanto tempo ci faranno attendere per vederlo sul mercato.
[via gizmowatch]

Chissà se nei laboratori di Ricerca e Sviluppo di Nokia si siano ispirati alla nuova console Nintendo 3DS. Un recente brevetto, infatti, lo ricorda molto. La casa finlandese sta pensando alla costruzione di un nuovo smartphone con l’integrazione degli schermi 3D.
Nell’immagine si nota la presenza di un doppio display touchscreen al posto della classica tastiera QWERTY. Uno dei due display è in 3D e si utilizza grazie alla fotocamera frontale che percepisce il movimento degli occhi per regolare la visualizzazione delle immagini. Una delle novità apportate da Nokia è il riconoscimento dei gesti. Con un dito, infatti, si possono spostare virtualmente gli elementi rappresentati.
Per la gestione di questo nuovo sistema ci sarebbe bisogno di una riorganizzazione integrale dell’interfaccia grafica e del sistema operativo. Chissà se la società sta collaborando con Microsoft per realizzarlo.
[via unwiredview]
Con i ritardi nella commercializzazione di modelli all’avanguardia nel settore degli smartphone touchscreen, ci si è chiesti dove sia finita la vena creativa di Nokia, il produttore maggiore di cellulari per numero di unità vendute. La società mostra al mondo la sua capacità di innovazione con un piccolo tour nel Nokia Research Center di Cambridge.
Il centro di ricerca è gestito dal dottor Tapani Ryhänen e ha una squadra di 25 ricercatori che collaborano a stretto contatto con la vicina università di Cambridge. Nel corso degli ultimi mesi sono state tante le proposte di brevetto e tra queste si scorgono alcune tecnologie che saranno impiegate nei cellulari del futuro.
Tra tutte spunta la pelle elettronica realizzata con una polvere di oro utilizzata come conduttore. Gli impieghi sono molteplici. La società prevede di usarla per la costruzione di cellulari indossabili, come bracciali o guanti. Si potrebbero costruire anche terminali pieghevoli. Per raggiungere quel livello, però, la strada è ancora lunga.
[via nokia]

Che fine hanno fatto i terminali con desing a conchiglia? Dispositivi comodi da trasportare ma dall’usabilità completamente differente dai dispositivi con schermo touchscreen. Di solito questo genere di form factor è usato ormai per i terminali di fascia bassa. Nokia, però, vuole portarli alla ribalta e ci prova mediante un brevetto.
Il brevetto riporta in pista il concetto di telefono modulare, vale a dire del telefono dall’hardware aggiornabile mediante dei moduli esterni. Il sistema messo a punto dalla casa finlandese prevede l’uso di cerniere speciali da applicare al dispositivo per avere, ad esempio, un’ottica migliore per la fotocamera.
Al momento non sappiamo quando sarà applicato. Se l’idea sarà sviluppata bene, però, potrebbe generare una nicchia molto interessante.
[via slashgear]

Un tempo era un segno distintivo dei terminali di ultima generazione, ma oggi anche i dispositivi di fascia medio/bassa posseggono il GPS, un sensore che ha permesso lo sviluppo dei navigatori satellitarei nei cellulari. Oggi ne fa uso la quasi totalità dei produttori di smartphone.
Tra questi c’è RIM che con il suo BlackBerry possiede una buona fetta di mercato, soprattutto negli USA. Un recente brevetto mostra un sistema per migliorare la visualizzazione dei segnali durante la guida. Lo scopo, ovviamente, è limitare al minimo le distrazioni dell’automobilista.
Così ecco applicare le dinamiche del traffico per modificare la visualizzazione delle indicazioni. Quando la macchina è lenta, quindi quando teoricamente c’è traffico, la segnaletica muta rispetto a quella visualizzata quando la macchina va a una velocità abbastanza sostenuta. Sarà applica, probabilmente, nei prossimi BlackBerry.
[via unwiredview]

Se volessimo paragonare le tastiere fisiche e quelle virtuali a due cavalli, potremmo affermare che RIM ha sicuramente scommesso sul primo cavallo. La società celebre per la costruzione dei BlackBerry, i telefoni aziendali per definizione, non ha mai creduto troppo al settore dei touchscreen.
I suoi clienti sono abituati all’uso dei piccoli tasti della tastiera QWERTY. Per tale motivo la società investe per trovare soluzioni in questo settore. L’ultima idea è raccolta da un brevetto: un sistema per ruotare la tastiera fisica.
Mentre gli smartphone touchscreen usano l’accelerometro per ruotare i tasti virtuali, quelli di una tastiera fisica non possono essere spostati. Il brevetto prevede un sistema per spostare la tastiera verso il basso e ruotarla in modo da renderla più comoda. Un’apposita segnaletica sui tasti dovrebbe orientare l’utente al corretto utilizzo.
[via GoRumors]
LG non è nuova nel settore dei proiettori. Da anni vende modelli per il settore aziendale e casalingo. Ora, però, vuole sposare le sue conoscenze nel mercato con il settore degli smartphone. Un recente brevetto, infatti, mostra l’uso di un proiettore in uno smartphone LG.
Nelle immagini si nota un proiettore orientabile mediante una sezione snodata del dispositivo. Tra le pagine si legge anche la presenza di un sistema per far apparire un puntatore quando si sposta il dito sullo schermo touchscreen.
Al momento non sappiamo quando sarà applicato per la costruzione di un modello da immettere sul mercato. Ma molto probabilmente dovremo attendere il 2011.
[via unwiredview]

Siamo abituati a vedere essenzialmente 4 modelli base per il design dei cellulari: candybar, conchiglia, slidephone e dispositivo completamente touchscreen. In futuro, però, queste forme potrebbero cambiare molto. Il segreto è adattare l’hardware al case presentato dal designer.
LG effettua il primo passo di adattamento brevettando lo schermo piegabile. La società, tra i leader del settore degli schermi, ha investito molto nel settore e spera di produrre i primi schermi pieghevoli molto presto. Si potranno creare cellulari piccolissimi, indossabili o integrabili in altri dispositivi.
[via unwiredview]
Probabilmente avete in mente tecnologie da film come il riconoscimento dell’iride o il più comune lettore di impronte digitali, o ancora il riconoscimento vocale: tutte tecnologie che al giorno d’oggi richiedono ancora un discreto perfezionalmento. Pare che Apple abbia in mente un nuovo sistema di riconoscimento biometrico da aggiungere all’iPhone, così da distinguerne il proprietario. Pare infatti che l’idea sia quella di aggiungere un sensore cardiaco al case dell’iPhone:
Quando tenete un iPhone in mano, un sensore cardiaco integrato nella scocca del telefono, è in grado di monitorare il ritmo del battito cardiaco ed identificare la persona che lo sta tenendo al momento.
L’idea è ancora in fase di attesa del brevetto e la reale implementazione dipenderà da moltissimi fattori.
[Via USPTO]