È in corso una querelle di grosse dimensioni da qualche giorno a questa parte: a buttare il sasso nello stagno è stato il corriere che ha pubblicato una discussa interpellanza parlamentare.
Oggetto del contendere è uno spot dell’ex-monopolista di cui stavo preparando un approfondimento: dove io vedevo messaggi al limite della truffa, altri hanno visto “costumi sessuali promiscui”. De gustibus.
Partiamo dalle mie considerazioni: la speaker dice testualmente “500 SMS e 500 MMS verso tutti e 500 minuti di chiamate verso i TIM”, i quadratoni colorati riportano esattamente la stessa cosa ben in grande, mentre in piccolo -sulla striscia inferiore-, appare la reale offerta
Max 150 SMS e 50 MMS verso i numeri Vodafone, 3 e Wind. Scatto alla risposta 19 cent.
Legislativamente parlando non so quanto borderline sia questa pratica di dire una cosa e scriverne un’altra diametralmente opposta (c’è chi la chiamerebbe sintesi, io la chiamerei in modo differente), ma a rigor di logica, essendo gli operatori virtuali delle entità a se stanti, significherebbe che queste limitazioni non si applicano a Poste Mobile, o Fastweb, o altri?
In ogni caso, al di là del messaggio che passa, che potrebbe essere presto giudicato dal garante delle TLC, è interessante andare a vedere cosa è successo in Parlamento.
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