
Doveva essere la rivoluzione del nuovo millennio: una tecnologia atta al riavvicinamento delle persone anche molto distanti tra di loro. La videochiamata, invece, sembra tutto tranne che una rivoluzione. In base a un sondaggio partito da questo blog lo scorso anno, infatti, si evince che quasi 9 persone su 10 non ne fanno uso, vale a dire la quasi totalità.
Il 7% effettua da 1 a 5 videochiamate al mese, mentre solo 1 persona ogni 100 ne fa un uso assiduo arrivando anche a 30 videochiamate al mese. Ma cosa ha portato al fallimento di questo sistema? Le ragioni sono essenzialmente 3:
Tutto questo ci fa pensare che la videochiamata sia ormai un ricordo. Chissà se in futuro sarà rispolverata per una nuova vita.
Come saprete il settore della telefonia mobile di Motorola non naviga in buone acque. Le vendite dei cellulari non vanno come dovrebbero e così, dopo aver reso indipendente questo ramo aziendale, si assiste all’opera di salvataggio. Se le entrate non coprono i costi allora significa che bisogna ridurre questi ultimi. In che modo? Naturalmente togliendo i componenti in eccesso.
Saranno tagliati, infatti, 2.600 posti di lavoro che si vanno ad aggiungere a quelli persi dall’inizio del 2007 arrivando a quota 10.000 posti. Ricordiamo che a fronte di 500 milioni di $ di costi, sono stati chiusi uno stabilimento a Singapore e il WiMAX development lab in Florida. Basterà per permettere il risanamento?
[via Wall Street Journal]
Non per diventare monotematico, ma il lancio dell’iPhone di quest’oggi, fa buttare l’occhio anche ai prezzi che AT&T applicherà ai propri contratti. Innanzitutto spicca l’assenza di ogni tipo di asterisco che nasconda scatti e scattini alla risposta (cosa assai frequente nel nostro paese) per le chiamate voce, ma ha poi una voce fantastica presente in tutti i pacchetti: Unlimited Data (Email/Web).
Da qui, fare il salto al confronto tutto italiano è un attimo: noi viviamo nell’assurdo ostracismo dei gestori, che -io spero- presto gli si rivolterà contro. Forse per la paura del voip o per la rete che non riesce a gestire connessioni di qualità, sono nati negli anni invisibili scatti e scattini alla risposta, sessioni a pagamento anticipato, pacchetti tutto-wow-incluso da 5MB e così via.
La colpa è anche un po’ nostra: non appena esce un’offerta che includa qualcosa di “corposo” si inizia subito a farsi i conti per il P2P e applicazioni simili, che chiaramente mettono in difficoltà/ginocchio una infrastruttura -come detto- non egregia.
Ma quanto durerà questa “corsa” alle barricate? La stessa xseries di 3, per quanto abbia diversificato la propria proposta, includendo anche applicazioni voip, è stata ritenuta dai più scarsa, perché “imbrigliata” in limitazioni fastidiose (un esempio). L’unica cosa che ora sembra prevalere è il rifiuto alla trasformazione delle società di telecomunicazione in qualcosa di più web2, ma -si sa- sono gli utenti a fare la fortuna di una azienda e anche grazie ad internet siamo sempre meno utonti: prima o poi qualcosa cambierà. Forse.