
Gli schermi AMOLED pieghevoli esistono. Le case leader in questa tecnologia hanno già prototipi su cui lavorare. Si tratta, ora, di investire per ridurre i costi di produzione, aumentare le performance e commercializzare il tutto.
Il designer Kristian Ulrich Larsen prende la palla la balzo per immaginare come potrebbe essere questo smartphone pieghevole. Lo chiama Flip Phone. Il suo concept è composto da tre schermi AMOLED pieghevoli per l’interazione con l’interfaccia grafica tra piegamenti, rotazioni ed elementi interattivi.
Al momento il Flip Phone è bello solo sulla carta. Ma ormai è solo questione di tempo prima di vederlo realizzato.
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[via yankodesign]

Negli ultimi tempi si parla molto di componenti pieghevoli utilizzabili nel settore della telefonia mobile. Gli schermi, soprattutto, stanno raggiungendo la piena flessibilità, anche se al momento si tratta di prototipi non ancora maturi per entrare nell’industria.
Il designer Paz Brouk, però, pensa che si possa utilizzare uno di questi schermi flessibili per la costruzione di un telefono completamente curvo. Il suo concept si chiama Folded Cellphone e può essere utilizzato appeso alla borsa, alla tasca o altro.
Munito di tastiera numerica, il Folded Cellphone al momento è solo un progetto. Di certo bisognerà mettere a punto un sistema di sicurezza, perchè così curvo è molto facile sfilarlo dalla borsa.
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[via yankodesign]

Tra i tanti concept sviluppati negli ultimi mesi il Bio Phone è tra i più interessanti. E’ un telefono con schermo touchscreen che si caratterizza per un elemento fondamentale: la copertura dello schermo che, oltre a proteggerlo, integra delle funzioni.
Quando arriva una telefonata, infatti, per vedere chi è il mittente della chiamata basta alzare l’angolo sinistro della copertura. Essendo coperto da sensori, quell’angolo permetterà di leggere sullo schermo sottostante il nome di chi ci chiama. Gli stessi sensori sono sul margine interno e si trasformano in controller una volta portata la copertura dietro lo schermo, in stile block notes.
Il Bio Phone al momento è solo un concept sviluppato dai designer Miyazawa Tetsu e Ichimura Shigenori. Realizzarlo, però, non richiede tecnologie troppo avanzate.
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[via yankodesign]

E’ passato molto tempo dall’ultimo cambiamento tecnologico per i telefoni da scrivania. Persa la ghiera rotante, attualmente tutti i modelli sono composti da tastierino numerico. La maggior parte delle evoluzioni tecnologiche avvengono nel settore della telefonia mobile dove i ricavi per i produttori sono molto maggiori.
Il designer Jang Jaeho, però, propone un nuovo modello chiamato Depict Phone. Realizzato con un design minimale, perde tutti i tasti a favore di una lavagnetta touchscreen. Per chiamare un numero basta disegnarne le cifre sullo schermo oppure disegnare una figura associato al contatto, come una stella o un cerchio.
Al momento non è in vendita, ma non è difficile da realizzare. Tutte le tecnologie necessarie sono già disponibili.
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[via yankodesign]

Ho dovuto cercare a fondo negli archivi della telefonia prima di trovare riferimenti al Nokia 3210. Ricordavo questa sigla ma non capivo perchè l’ultimo articolo risalisse al 1999. Quello è l’anno in cui è stato lanciato quel modello dalla casa finlandese. Il primo cellulare con l’antenna integrata nel case.
Ma perchè rispunta fuori? La risposta è data dallo studio di design Lekki che ha pensato bene di ripescare le vecchie glorie della telefonia per trasformare in terminali entry level. All’epoca costavano moltissimo, ma oggi possono essere venduti per meno di 100 €.
Il Nokia 3210, per esempio, è venduto per 75 €. Pesante 151 grammi, contiene il gioco Snake e una batteria che dura 200 ore in standby o 4 ore in conversazione. Non permetterà di navigare in internet, ma manda e riceve gli SMS. Sarà in vendita presso i rivenditori Lekki.
[via lekki]

In commercio esistono da tanti anni dei gadget che fanno uso di magneti per ricreare una sorta di “effetto antigravità”. In realtà non si tratta altro che di un effetto magnetico dovuto al posizionamento di due cariche magnetiche dello stesso segno.
Prendendo ispirazione da quei gadget, i designer del Metatrend Institute hanno pensato al concept del Floating Smartphone. Si tratta di un telefono touchscreen che può rimanere in sospensione quando è posto nella sua culla. I magneti, oltre a mantenerlo in sospensione, ricaricano anche la batteria interna.
Il dispositivo entra automaticamente in una modalità speciale per ricevere telefonate, messaggi e altro senza dover richiedere lo scostamento dal suo caricabatterie speciale. Al momento, però, resterà solo un progetto.
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[via yankodesign]

E’ ispirato dal mare il design del nuovo concept di Mac Funamizu, un designer giapponese. Chiamato Nagisa Phone, ha linee semplici e colori neutri, quasi come quei sassi levigati dalle onde e dal vento.
Munito di un display probabilmente AMOLED, ha una tastiera numerica ma non è da escludere l’uso del touchscreen. In tasca dovrebbe scivolare senza difficolta per l’assenza di spigoli. Al momento, però, resta in fase progettuale.
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[via Yankodesign]

Semplicissimo, etereo e privo di componenti interni. Il concept del designer Bon-Seop Ku, se realizzato in questo momento, sarebbe solo un simpatico fermacarte. Eppure nella mente del realizzatore un giorno sarà possibile costruire l’Aqua Phone, un terminale composto da liquido.
Liquido che alimenta il dispositivo e permette la conduzione di informazioni al suo interno. Un case rigido e nello stesso tempo flessibile per l’utilizzo dei tasti. Il marchio applicato sul progetto è Samsung, ma temo che la casa coreana non abbia commissionato nulla a Ku.
In ogni modo resta uno sguardo verso il futuro, forse ancora troppo lontano.
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[via core77]
Se diamo un’occhiata agli anni ‘80 non troveremo molti riferimenti nel settore della telefonia mobile. Questo perchè all’epoca non c’erano telefoni ad uso commerciale se non per una ristretta cerchia di facoltosi e, tra l’altro, quei modelli non sono definibili neanche cellulari poichè erano troppo grossi. Quindi i designer, oltre a guardare al futuro, possono immaginare anche come sarebbero stati i telefoni del passato.
Il concorso Computer Aided Designs è organizzato ogni 3 mesi e questo trimestre l’obiettivo era immaginare un case per il Blackberry Bold 9700. Il vincitore è il modello B100 che permette di rivestire lo smartphone per trasformarlo in un dispositivo con antenna. Probabilmente lo vedremo in commercio nei prossimi mesi.
[via mocoloco]

Comprare un cellulare e poi separatamente un lettore Mp3, una fotocamera, una videocamera, una consolle di gioco e così via è un po’ un controsenso, ma ci sono tante persone che preferiscono oggetti separati anzichè un dispositivo singolo integrato. Il designer Shao Wen ha provato a chiedersi il motivo ed è nato il concept del DIY Player.
Il dispositivo è composto da moduli da applicare per trasformarlo in ciò che ci serve. Così avremo un dispositivo singolo per ogni evenienza anche se, in realtà, è un unico oggetto. Chissà se sarà realizzato.
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[via YankoDesign]