
Il re dei social network geolocalizzati, Foursquare, dopo aver aperto alle aziende grazie ad una galleria di branding page, torna a curare e coccolare i suoi utenti aggiornando le sue applicazioni mobili partendo da quella per dispositivi iOS fino ad arrivare a quelli Androidd.
I nuovi aggiornamenti aggiungono ad entrambe le apps, oltre alle solite modifiche grafiche e correzioni varie, la nuova funzionalità delle liste che va a sostituire la tab “cose da fare”. Grazie a questa nuova feature sarà possibile visionare vari elenchi sui migliori luoghi da visitare con tanti di consigli. La cosa diventa interessante quando ci si trova in una nuova città, ma anche per scoprire nuovi angoli della propria o ristoranti ed altre attività prima sconosciute.
La versione Android, inoltre, aggiunge anche il supporto a Twitter per poter condividere i checkin con i propri followers. Per il download, vi rimandiamo alle pagine deidcate: su App Store e su Andorid Market.

Dopo iOS ed i siti mobili, anche Facebook per Android si aggiorna e lo fa portandosi alla numerazione 1.7 su Android Market. L’aggiornamento è ricco di bugfix ma soprattuto si porta in avanti rispetto ad iOS rendendosi compatibile con i tablet Honeycomb, mentre la versione per iPad (già pronta) ancora latita.
L’aggiornamento, proposto come minor relase dal tem di sviluppo, è in realtà ben più corposo perché oltre alla compatibilità con i tablet, implementa anche le nuove impostazioni per la privacy. Infatti, come già accaduto nella versione web ed in quelle mobili citate in apertura, anche Facebook per Android rinnova l’interfaccia dello strumento principale per la condivisione consentendo di taggare i propri amici ed aggiungere geotag.
Come al solito l’applicazione è gratuita e scaricabile dallo store ufficiale, al quale vi rimandiamo. Tra le novità in secondo piano, segnaliamo la possibilità di taggare i propri amici anche nelle foto, meglio tardi che mai.

Evernote, è un’applicazione alla quale il sottoscritto, insieme ad altri 10 milioni di utenti in tutto il mondo, non possono proprio fare a meno. Evernote è l’equivalente dei cari e vecchi taccuini cartacei rivisitato in chiave moderna.
È un servizio basato sulle tecnologie cloud per creare ed archiviare una grande mole di dati come appunti, schizzi, note, idee, progetti e chi più ne ha più ne metta. La marcia in più che distingue Evernote dai concorrenti è la possibilità di avere sempre sincronizzati i propri taccuini digitali con tutti i dispositivi fissi e mobili, dalle postazioni desktop agli smartphone. Da alcune ore la società californiana ha rilasciato il proprio client ufficiale anche sul Windows Phone 7 Marketplace.
La versione nativa per gli smartphone Windows Phone 7, rispetto alle altre già viste, si distingue per l’interfaccia in pieno stile WP7 dallo scorrimento orizzontale semplice e pulito. Analogamente alle altre versioni per Android, iPhone e BlackBerry, anche Evernote per Windows Phone 7 consente la consultazione di tutte le note e – per i clienti premium- il download per la consultazione offline delle stesse. Non mancano la possibilità di condivisione via Facebook ed il geotagging. Per il download vi rimandiamo al link diretto.

Dopo giorni di attesa, è arrivata precisa ed esaustiva la spiegazione di Apple riguardante il caso geolocalizzazione. Un gruppo di ricercatori, infatti, avevano notato che un file nel telefono archivia tutti gli spostamenti dell’utente e se quel file viene letto da un software si può conoscere dove l’utente è stato.
Nel sito istituzionale la società spiega che quel file serve ad ridurre i tempi di attesa della geolocalizzazione. In pratica salva costantemente la posizione dell’utente così quando si usa un’app, come Google Maps, la posizione dell’utente è fornita in un istante e non bisogna attendere l’aggancio del segnale GPS.
Quel file è sicuro e criptato, dichiara Apple, ma non dovrebbe storicizzare gli spostamenti. iOS, in pratica, ha un bug che sarà risolto nelle prossime settimane per ridurre di molto la memoria di cache dell’archiviazione dei dati. La società ha promesso che tenterà di spiegare meglio questi fenomeni per evitare cattive interpretazioni.
[via Apple]

Non accenna a fermarsi il vespaio sulla geolocalizzazione dell’iPhone. Qualche giorno fa, infatti, fu scoperto un file contenente il tracciamento costante dell’utente mediante il GPS. Un file necessario per organizzare i servizi di geolocalizzazione e che non è trasmesso a nessuna applicazione.
La presenza di questo file, in realtà, è già nota da anni essendo stato individuato anche in alcuni manuali di sviluppo. Alcuni utenti, però, hanno avuto timore dell’effetto grande fratello. Alcuni avvocati americani ne hanno subito approfittato per rastrellare clienti. In Florida e New York sono già nate delle class action.
Queste cause accusano Apple di non aver comunicato la presenza di questo file e richiedono un rimborso totale del prezzo dell’acquisto dell’iPhone. Al momento Apple non ha ancora risposto, ma di sicuro ora non potrà far finta di nulla, dovrà giustificarsi di fronte i tribunali.
[via bloomberg]
Una delle primissime applicazioni per le ricerche geolocalizzate, è nata qualche anno fa su iPhone grazie alla collaborazione con Google per ricercare le attività commerciali più vicine. Si chiama AroundMe, è disponibile anche per Android ed è prodotta dall’italiana TweakerSoft.
Grazie ad AroundMe è possibile trovare nelle vicinanze, o nei pressi di un indirizzo desiderato, svariati punti di interesse come: bar, alberghi, ristoranti, cinema, banche, farmacie, ospedali, parcheggi e tanto altro ancora. La versione per iOS, inoltre, offre una modalità di realtà aumentata per visualizzare in modo intuitivo ciò che circonda i luoghi che visitiamo. Entrambe le applicazioni sono state aggiornate introducendo piccole migliorie come una modalità a schermo intero per la visualizzazione delle mappe e dei percorsi su Android, ed altro ancora sulla versione iOS.
La nuove versione per iPhone, ad esempio, consente di memorizzare tra i propri contatti le singole schede delle attività desiderate oppure postarle su Facebook o Twitter per condividerle con i propri amici e così via. Infine, l’aggiornamento per questa piattaforma consente di eliminare le singole ricerche effettuate dalla cronologia per salvaguardare la propria privacy. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale, mentre per il download vi linkiamo le rispettive pagine dedicate su App Store ed Android Market.
Non è la prima volta che, parlando di Evernote ma non solo, riflettiamo sulla considerazione che le grandi società hanno della piattaforma Android e degli investimenti (o priorità) per lo sviluppo su di essa.
Da poche ore Evernote ha rilasciato un’importante aggiornamento per la versione dedicata ai dispositivi Android. In breve, Evernote è un servizio cloud per la memorizzazione di appunti, note e tanto altro da tenere sempre sincronizzato con pc e smartphone. La nuova versione 3.0 implementa un aspetto che sembra ormai quasi naturale, ovvero la condivisione delle proprie annotazioni su Facebook.
Per quanto riguarda la condivisione, questa versione fornisce ulteriori strumenti per la collaborazione con più utenti grazie alle funzionalità dedicate ai possessori di account a pagamento. Le note sono ora geolocalizzate grazie alle coordinate GPS che ne mostrano la dislocazione sulle mappe, una funzione già vista sulla versione iOS. Tra le novità minori ma non meno importanti, segnaliamo (sempre per i sottoscrittori della versione Premium) la possibilità di bloccare con password l’accesso al programma. Maggiori informazioni sul blog ufficiale e download alla pagina dedicata.
Proprio ieri parlavamo di Poynt, l’applicazione che fornisce informazioni geolocalizzate sigli smartphone e di come questa tipologia di servizi venga sfruttata da un numero sempre più crescente di utenti. Torniamo sull’argomento per presentarvi un’applicazione simile per dispositivi Windows Phone 7: Around Here.
Il nome ricorda molto da vicino il popolare AroundMe per iPhone, molto pubblicizzato dalla stessa Apple, e le funzionalità non ci fanno allontanare da questo pensiero. Tuttavia, Around Here è un’ottimo strumento che permette, grazie al GPS ed una connessione remota, di localizzare e scoprire tutti i punti di interesse nelle vicinanze, dalle banche ai teatri, fino ai ristoranti e così via.
Distribuita gratuitamente tramite il Marketplace, quest’applicazione offre oltre alla lista dei luoghi facilmente raggiungibili, anche le informazioni di contatto come numeri di telefono e le mappe per arrivare a destinazione. Per il download diretto del software vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Si aggiorna Opera Mobile uno tra i migliori browser mobili in circolazione che nella sua prossima versione 10.1 promette di segnare nuovi traguardi nella navigazione tramite Smartphone.
La seconda beta di Opera Mobile 10.1, rilasciata nelle scorse ore per terminali Symbian sia touchscreen che tradizionali, porta con sè un’unica ma importante novità: il supporto all’architettura ARM tramite il nuovo motore JavaScript Carakan, quattro volte più veloce. Come per la precedente versione, anche questa nuova relase soffre di alcuni problemi di ottimizzazione della memoria che viene saturata rapidamente.
Qualche problemino anche per quanto riguarda la novità principale di questo Opera Mobile 10.1, ovvero la geolocalizzazione che potrebbe rivelarsi inaccurata al primo tentativo. Per provare la nuova beta, è sufficiente visitare il sito m.opera.com/next dal proprio dispositivo.

Come dichiarato dal Vice Presidente del team ingegneristico di Google, Vic Gundotra, le ricerche in mobilità stanno vivendo un periodo piuttosto fertile. Infatti, negli ultimi due anni sono quintuplicate tanto da permettere a Google ulteriori guadagni.
Le pubblicità presenti sulle pagine mobili, sono in continuo aumento in quanto notevolmente preferite da parte degli inserzionisti. Questo successo, afferma Gundotra, è talmente grande da giustificare una previsione molto interessante: il superamento delle pubblicità mobili rispetto a quelle visualizzate su PC.
Nell’advertisement mobile, ormai big G è pioniere anche grazie all’acquisizione di AdMob (principale leader nel circuito applicazioni mobili). Tuttavia, come sollevato anche da Constantinescu di IntoMobile, c’è da temere per l’invadenza sempre più indiscreta di tali inserzioni sui piccoli schermi, grazie anche alla geolocalizzazione sui terminali di ultima genereazione.
[foto by manfrys]