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Risparmiare sulla ricarica telefonica si può, con Taritel per iPhone

pubblicato da Luca Piras

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Chi ci segue costantemente, probabilmente non ha bisogno di un’applicazione di riferimento per le tariffe telefoniche, dato che sono costantemente informati da Mobileblog. Chi, invece, di tempo e voglia di seguire ne ha poco, potrebbe trovare utile l’applicazione Taritel per iPhone ed iPod touch.

Come vuole la tendenza su App Store, è un software referenziale (paragonabile quasi ed un ebook con funzionalità avanzate) che fornisce una rapida panoramica su tutte le attuali tariffe dei gestori mobili presenti sul mercato italiano. Sviluppata dall’italianissimo Fabrizio Farenga, già autore di altre interessanti applicazioni per diverse piattaforme.

All’interno di Taritel, distribuito via App Store gratuitamente, è possibile visionare i costi per chiamate voce ed SMS per ogni operatore con tanto di dettagli e confronti in base alla durata della conversazione. Nella prossima versione saranno disponibili anche le opzioni internet ed altro ancora. Per scaricare Taritel, ecco il link diretto.

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Successo degli Application Store: previsti 5 miliardi di download entro il 2014

pubblicato da Luca Piras

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E’ appena terminato il 2009, anno determinante per un fenomeno importantissimo per l’ecosistema mobile: il successo reale ed indiscusso degli Store di Giochi ed Applicazioni mobili. Merito di questo, sicuramente l’innovazione da parte dei produttori (Apple in primis che ha saputo rilanciare e sfruttare con successo il tutto), ma anche la collaborazione (per flat dati e fatturazioni) dei gestori mobili.

Non è la prima volta che parliamo di statistiche, previsioni e stime sui download dei contenuti mobili che fanno sempre più da protagonisti nel mercato globale. Una delle aziende più attive su questo settore, è la newyorkese ABI Research che con i suoi studi ci fornisce interessanti proiezioni. Una delle ultime prevede che le applicazioni scaricate a livello globale, su tutti i cellulari e Smartphone, da ogni application store, superino i 5 miliardi di unità entro il 2014.

Le stime per l’anno appena trascorso erano di poco meno 2,3 miliardi, abbondantemente superati (ufficialmente negli scorsi giorni) dal solo App Store senza considerare i secondi: GetJar, Android Market, Ovi Store e App World. Secondo ABI, la crescita maggiore come protagonista l’avrà Android con un 23% di totale sulla stima. Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica (almeno per gli sviluppatori, i diretti interessati): entro il 2013 si prevede una saturazione del mercato.

Infatti, secondo lo studio vi sarà una forte corsa all’abbassamento dei prezzi. Alcuni tra i migliori software (applicativi e giochi) fra i più importanti e popolari, cosiddetti must-have, subiranno una forte concorrenza da parte delle controparti gratuite ed alternative, al più supportate da pubblicità. Ancora una volta, staremo a vedere.

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Blackberry alla conquista del mercato: vendite a gonfie vele

pubblicato da Luca Piras

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Interessanti i dati rilasciati da RIM, l’azienda canadese produttrice dei terminali Blackberry, che rivelano dati e cifre del primo trimestre dell’anno in corso. L’azienda è in continua crescita e le cifre sono ottime: 3,42 miliardi di dollari di fatturato nel primo trimestre 2009, in leggero calo rispetto al quarto trimestre del 2008.

Tuttavia, la crescita è esponenziale con un 53% in più rispetto allo scorso anno. Il profitto di RIM, viene per l’81% dalle vendite dei terminali, il 13% dal servizio (BES e BIS, offerti stipulando i contratti con i gestori), il 2% dai software e il restante 4% da altro. Per quel che ci riguarda i terminali Blackberry venduti sono approssimativamente 7,8 milioni sempre in questo trimestre.

Numeri molto importanti per il settore Smartphone che è in continua crescita. Soprattutto considerando che circa la metà di questi nuovi utenti, circa 3,8 milioni, hanno sottoscritto il servizio apposito per la posta elettronica push e altro. In totale, ad oggi, RIM conta i suoi terminali sparsi per il globo con circa 28 milioni e mezzo di unità. Complimenti a Research In Motion.

[via Comunicato Stampa]

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Portability: l'applicazione iPhone che scopre il reale operatore dei nostri contatti

pubblicato da Luca Piras

portability iphone 3g edge iphone 3gs s freeware verifica operatoreNel periodo che apre le danze alle offerte estive per SMS e chiamate, da parte dei maggiori operatori di telefonia mobile, è utile sapere in anticipo se un numero di telefono appartiene effettivamente al nostro stesso operatore. Infatti, quasi sempre si usufruisce di promozioni agevolate per il traffico in uscita verso clienti dello stesso gestore.

Questa domenica vi presentiamo una semplice applicazione per iPhone, Portability, creata dall’italianissimo Lorenzo Catapano; permette di scegliere un numero dalla propria rubrica per verificare la reale appartenenza allo stesso operatore. Dopo di chè, sarà possibile inviare un SMS o avviare la chiamata direttamente dall’applicazione stessa.

Al momento Portability è offerto gratuitamente e si può scaricare dalla pagina dedicata. Per chi non possiede iPhone, nessun problema: l’applicazione sfrutta un servizio gratuito supportato da tutti gli operatori. Basta infatti comporre il numero 456, seguito dal numero di cui si vuol conoscere l’appartenenza allo stesso operatore.

[ringraziamo per la segnalazione]

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La telefonia che verrà

pubblicato da Giusva Iannitelli

gestori mobiliDefinita da alcuni “una direttiva epocale”. Quella che Aiace vi ha presentato qualche giorno fa e che merita di essere approfondita è la delibera 78/08/CIR.

In quell’articolo vi sono state presentate le migliorie che verranno apportate nella gestione dei rapporti tra le due compagnie con cui il cliente entra in contatto (chi dona e chi accoglie).

Prima di dare un occhio agli ipotetici cambiamenti, è estremamente più utile chiedersi chi faccia uso di simili strumenti. A giudicare dai livelli di interruzioni che i gestori millantano, visto e considerato che gli italiani sono sì un popolo di faciloni, ma anche di furboni, l’idea è quella che nel momento in cui un operatore non potesse più estorcere la benevolenza dell’infuriato cliente a suon di sconti, il volume totale delle operazioni di cambio calerebbe drasticamente.

Gli italiani però non sono cattivi. La tv parla di crisi, i giornali di calo dei consumi: è giusto considerare che la finta portabilità possa essere un mezzo per risparmiare. C’è chi però ne ha fatto un discreto lavoro, tra bonus, autoricariche e travasi illogici (ma remunerativi).

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Qual è la tariffa migliore?

pubblicato da Giusva Iannitelli

comparazioni tariffarie

Tra rimodulazioni estive e nuove offerte, capita spesso che la gente chieda (ad altri o a se stessi) quale potrebbe essere l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

Spesso però ci si ferma alla teoria che la “giungla” è troppo vasta per essere battuta tutta, senza considerare che esistono pesanti zoccoli duri da togliere nella nomea popolare, tra i quali: i giovani devono avere Vodafone, sennò si è esclusi dal “gruppo”, i manager devono utilizzare per forza TIM, sennò stanno senza copertura, e via così. Se in questo secondo caso uno può voler dire che la qualità è il principale fattore su cui punta, senza badare a spese, il primo è spesso quello contraddistinto dalla classica domanda “ma che gestore hai?”, perché il traffico nella quasi totalità delle offerte è vincolato in-net (stessa rete).

Nell’immagine qui sopra ho raccolto le tariffe principali attualmente praticate dai quattro gestori, senza tenere conto di sconti, promozioni, opzioni e amenità simili, tranne per la You&Vodafone, perché -come al solito- la discrepanza tra traffico interno ed esterno è abissale.

Nel confronto si evince a colpo d’occhio che la miglior tariffa in assoluto non esiste, ma si può ragionare su percentuali. Mi spiego: le migliori tariffe senza scatto e basate sugli effettivi secondi sono la Easy Day Special di Vodafone e la Super7 di 3 Italia; se cerchiamo una tariffa con scatto alla risposta potrebbe diventare interessante Wind4, il cui canone viene azzerato per un anno ricaricando; infine, per gli amanti degli SMS Super7 di 3Italia è ancora imbattibile. A conti fatti quindi, la coccarda di miglior tariffa la porta a casa proprio quest’ultima, pur non essendo tale in termini assoluti (almeno non sempre).

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Scacco matto al re: rimodulazioni e comportamenti (estivi) dei gestori italiani

pubblicato da Giusva Iannitelli

gestori mobiliEstate calda sotto il profilo delle rimodulazioni per TIM e Vodafone, qualcosa come 10mln e più di clienti che si vedono “semplificare” la tariffa: la prima aumenta a casaccio di 3€cent/min alcune proposte storiche (e, badate, allo stato attuale delle cose non ha ancora finito, manca un altro round che già qualcuno ha anticipato), la seconda accorpa decine di piani con la teoria della compensazione (teoria profondamente sbagliata perché si riferisce ad un target che non risparmia certamente grazie ad uno sconto sugli SMS, ma spreca di più per gli aumenti del comparto voce).

Seconda estate dunque, dopo quella dello scorso anno che ha contraddistinto l’opera rimodulativa di Wind e di 3 Italia nel settore. Infastidisce maggiormente il comportamento dei colossi storici della telefonia, TIM e Vodafone appunto, perché -soprattutto la prima- aveva fatto vessillo della tanto vituperata trasparenza e onestà verso il cliente. Peccato. Unico grande mezzo dell’utente è la portabilità: forse non saranno lidi migliori, non cambieranno nulla, ma sicuramente darò un segnale forte alle compagnie. La stessa TIM sta vivendo l’anomalia Tribù, dove le cose sembrano peggiorare dopo l’accorpamento della vitamina.

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Italia: mercato di SMS e suonerie

pubblicato da Giusva Iannitelli

gestori mobiliPer quanto non si dica, in Italia, luogo universalmente conosciuto non solo per l’esistenza preponderante delle carte prepagate sugli abbonamenti, ma anche per la grossissima penetrazione di sim mobili e telefonini rispetto al totale, vige ancora la regola che un sms sia meglio di una telefonata.

Secondo un rapporto della School of Management del Politecnico di Milano, il business che ruota intorno al mercato mobile e che raccoglie qualcosa come 1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno, è ancora primeggiata dai messaggi testuali. L’Italia, che sembra sempre il fanalino di coda in tutto, è in realtà luogo di sperimentazione in questo settore e vende qualcosa come 43 cellulari al secondo (23 milioni all’anno).

A prescindere però dai servizi avanzati o avanzatissimi che mettono in campo le varie TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, il 36% dei clienti preferisce sfruttare il buon, vecchio e caro SMS. “Caro” soprattutto, perché -pur non essendo fatta da loro questa considerazione- i gestori lucrano in modo pesantissimo su questo servizio, che -ricordo- non vede una flessione di prezzo dalla sua nascita. Basti pensare che una telefonata è crollata anche di 10 volte come costo al minuto (ma anche qui, c’è l’anomalia dello scatto alla risposta), l’sms in media si continua a pagare sempre e comunque 15€cent (ex 300 Lit).

Altro grande business tutto italiano (e qui, a mio avviso, un po’ di vergogna ci starebbe) sono i loghi e le suonerie: 300 milioni di fatturato e 32% di utilizzo, cose da far impallidire nei confronti con l’estero. La speranza, afferma questa ricerca, è che con il diffondersi di flat dati mobili e di telefonini come l’iPhone (menzionato da loro!), gli italiani investano in altri servizi oltre agli SMS e alle suonerie, uscendo un po’ da questo stereotipo che ci contraddistingue.

[via repubblica]

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Chi è il miglior gestore nazionale? Partecipa al gioco e vota in confronto ad un altro!

pubblicato da Giusva Iannitelli

mobileblog challange

Vi invito a partecipare a questo semplice challange di mobileblog: grazie al confronto diretto one to one, potrete stabilire qual è il gestore migliore rispetto ad un altro.

Questo gioco è limitato ai soli quattro gestori fisici nazionali e non include tutti gli operatori virtuali attivi o in fase di attivazione! Ecco il link.

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Gli utenti non fanno transazioni via cellulare perché non si fidano

pubblicato da Giusva Iannitelli

gestori mobiliUn articolo apparso qualche giorno fa su un blog correlato al NYT, analizza abbastanza bene la situazione che ruota intorno allo shopping mobile, quello fatto attraverso il telefonino.

Innanzitutto il monito deriva dal fatto che tutti spendono molto in ricerche marketing e in sviluppo che leghino le compagnie telefoniche al mondo dell’entertainment, senza poi valutare tutto il contorno. Nielsen Mobile, un’azienda specializzata nel raccogliere le tendenze legate al mondo wireless, ha fatto un sondaggio a 30.000 clienti di compagnie telefoniche che, rapportate ai valori assoluti, dimostra che solo 9.2 milioni di americani (circa il 3.6%) hanno usato il telefonino come mezzo per pagare beni e servizi.

Alla base di questo numero modesto non c’è solo lo scarso (o il limitato) interesse dietro a questa struttura di billing, ma qualcosa di ben più rilevante: il 41% degli intervistati che pur operano con queste transazioni, sono estremamente preoccupati per la sicurezza, e -anzi- questo fattore diventa la discriminante per il 21% che afferma di non fidarsi affatto. Riportato al sistema italiano, come intendono intervenire sulla gestione gestori come TIM o come Noverca (ma pure come Poste), che vogliono sfruttare molto le transazioni via telefonino?

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