
I puristi Mac inorridiranno di fronte un tale affronto. Un HTC Shift è stato usato per ospitare Os X Leopard, 10.5.6, tramite un hack. Il terminale della casa coreana ha uno schermo da 7″ con una risoluzione di 800 x 480 pixel, vale a dire meno del recente iPhone, e un processore da 800 MHz di Intel.
Gli autori dell’hack hanno pensato di usare OS X alla luce del fatto che lo Shift funziona anche con Vista, il sistema operativo di Redmond non certo leggero. Al termine dell’opera di modifica del sistema operativo il bluetooth, il WiFi e il riconoscimento biometrico non funzionano per mancaza dei rispettivi drive, ma il resto sembra funzionare.
Installare Os X in un computer non di Apple è una violazione dell’EULA, i termini di utilizzo preposti. Di sicuro questa modifica farà sorridere tutti coloro attendevano un tablet con Os X al posto di iOS, come è avvenuto con l’iPad.
[via liliputing]
Gli amanti di hack, jailbreak e modificazioni del proprio cellulare potrebbero non essere attirati dall’acquisto di un Motorola Droid X, secondo quanto rivelato. Nonostante Android garantisca la possibilità di sfruttare lo standard open in generale, l’utilizzo di eFuse avrebbe permesso di scoprire che il Droid X è di altro avviso, tanto da bloccarsi completamente al tentativo di boot di una ROM diversa.
Tutte le spiegazioni tecniche del tentativo di jailbreak del telefono sono disponibili tramite questo forum e, a quanto pare, l’unico modo per riportare in vita il Droid X è quello di utilizzare un fix hardware disponibile solo tramite Motorola.
MobileCrunch è stato piuttosto perentorio: “Non comprate questo telefono”. La libertà di poter modificare un telefono acquistato, per di più con sistema operativo open, non dovrebbe essere limitata a piacimento. Seguiremo i futuri sviluppi della vicenda.
Tra i cellulari dell’ultimo momento che stanno facendo parlare di se, vi è indubbiamente il terminale di punta della casa finlandese, il Nokia N900. Dopo aver visto la possibilità di emulare e lanciare in avvio il sistema operativo Android, quest’oggi vi mostriamo un’altra ghiotta anteprima.
Si tratta dell’emulazione, ancora del tutto sperimentale, del Mac OS X 10.3 ovvero la versione Panther. Date le potenzialità del device in questione, la cosa non appare neanche poi tanto eccezionale visti anche i precedenti sulla piattaforma Symbian con le emulazioni di Windows.
Al momento non si hanno tante informazioni ed istruzioni su come compiere l’hack (se così lo si vuol chiamare). Lo Smartphone finlandese, che di suo monta un sistema operativo basato su Linux, Maemo 5.0, ha tutte le risorse necessarie per far girare il sistema di Apple che al tempo richiedeva come requisito fondamentale un processore PowerPC G4 almeno a 250MHz (contro i 600 attuali del Nokia N900). Che ne pensate?
[via Tweakers]

Quest’oggi vi presentiamo due programmini leggeri per Symbian S60, entrambi gratuiti e in fase beta. Premettiamo che per installarli sul proprio dispositivo sono necessarie procedure più o meno complesse. Entrambi sono unsigned, perciò richiedono una sorta di registrazione online, oppure l’utilizzo di un cellulare cosiddetto hacked.
Passiamo alla prima: NetworkSwitcher è totalmente privo di interfaccia, al suo avvio il cellulare switcha automaticamente (cioè effettua un passaggio) dalla modalità duale a quella GSM o solo UMTS e così via. E’ molto utile per passare da una rete 3G ad una classica GPRS laddove magari c’è un segnale ballerino. Inoltre, può rilevarsi rivelarsi utile in in tante altre circostanze, anche per un maggiore risparmio energetico. Naturalmente, l’applicazione è compatibile sia con i S60 5th edition che con quelli tradizionali e solo sui terminali UMTS.
La seconda applicazione farà la gioia di coloro che, per lavoro o per qualunque altro motivo, sono soliti utilizzare il metodo di scrittura assistita del proprio cellulare per scrivere in diverse lingue. Grazie a LangSwitcher, è possibile passare rapidamente da una lingua di scrittura ad un’altra tramite la pressione di alcune scorciatoie e tasti rapidi. Il download è disponibile, previa registrazione, sul forum di DailyMobile ai seguenti indirizzi, rispettivamente: NetworkSwitcher e LangSwitcher.

La pirateria, si sa, è un problema per tutti. In questi ultimi anni, sebbene si sia un po’ attenuata nei maggiori settori (vedi download illegale di musica), non ha di certo risparmiato i nuovi contenuti digitali come giochi ed applicazioni.
Non è da meno il caso di Apple con i suoi dispositivi mobili iPhone ed iPod touch e, nello specifico App Store. Gli sviluppatori, infatti, rivendicano ad Apple di tenere la guardia piuttosto bassa, in quanto è molto facile crackare un contenuto per questa piattaforma. Il problema della pirateria, potrebbe compromettere la buona condotta degli sviluppatori nell’offrire i propri prodotti a prezzi molto contenuti.
E’ il caso di Bram Stolk, sviluppatore di the little tank that could, nome e tipologia di gioco un po’ insoliti. Dai log del produttore (non si sa come i programmi utilizzino la connessione del dispositivo per questi scopi), risulta che oltre il 96% dei giocatori, non ha in realtà acquistato il prodotto stesso, venduto peraltro alla “modica cifra” di 1,59€. Casi come questo sono successi per altre centinaia o migliaia di altri prodotti: è probabile che sempre più sviluppatori adottino varie metodologie (al limite della legalità, peraltro) per difendersi da questo fenomeno in forte crescita.
[via MobileGamesBlog]
[foto by bareform via flickr]

Che la notizia fosse in cantiere da tanti mesi ne eravamo al corrente. Dopo aver visto installato il sistema operativo Android, su diversi dispositivi di HTC come il Diamond, Touch HD; è ora disponibile un sito dedicato dove è spiegata la procedura per un “installazione fai da te”.
Appare al quanto affascinante l’idea di poter installare il sistema operativo di Google, Android, nei terminali basati su Windows Mobile della taiwanese HTC. La cosa non è proprio semplice e non vi suggeriamo di effettuarla. Tuttavia, vi è la possibilità di installare un’emulazione del sistema Android sui terminali come: HTC TyTN II, Touch Cruise, HTC Touch, Diamond ed in futuro anche altri terminali come SonyEricsson Xperia X1.
Il sito Android on HCT, fornisce tutte le guide per i terminali sopracitati e le ultimissime build specifiche per procedere con l’operazione. L’opera è frutto di una continua ricerca del team XDA Developer, noto per gli interessanti Hack sui firmware e terminiali. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale, vi suggeriamo inoltre di seguire il blog dedicato.
[si ringrazia l’utente danielek del forum Quellicheilcell]
Mentre dal lato dei computer osserviamo lotte per la scoperta dei bug da parte degli hacker, che aria tira per gli smartphone? Cellulari sempre più evoluti e connessioni veloci, permettono una navigazione molto simile a quella disponibile nei Pc. Se ci basiamo sui risultati della competizione del ComSecWest, la risposta è univoca: siamo ancora al sicuro.
L’evento, infatti, ha messo in palio 10.000 $ e lo smartphone che si riusciva a violare chiamando alle armi decine di hacker da tutto il mondo. Nessuno di questi ha causato danni ai quattro sistemi operativi disponibili: Windows Mobile, Symbian, Android ed Os X Mobile. Tra le prede più ambite c’è stato, naturalmente, l’iPhone risultato il più inviolabile a causa della memoria stack che non permette eseguibili.
Nessun risultato anche da parte di applicazioni manomesse che richiedono il consenso volontario del proprietario. Almeno al momento, siamo al sicuro.
[via techtarget]
Continua la “guerra” tra Apple e gli hacker dell’iPhone. Infatti, martedì scorso la Società di Steve Jobs ha rilasciato una nuova versione di iTunes 8 che impedisce di utilizzare il firmware personalizzato creato con l’utility Pwnage tool. I pirati informatici che compongono il famigerato Dev-team hanno già fatto sapere di essere al lavoro per aggirare la contromisura adottata da Apple.
Pwnage Tool è una applicazione gratuita disponibile sia per la piattaforma Windows che Macintosh e permette di effettuare il jailbreak e l’unlock del firmware 2.0 sull’iPhone EDGE ed il solo jailbreak sull’iPhone 3G.
Il jailbreak è la procedura che permette di installare software di sviluppatori terzi non ammessi sull’App Store (il negozio online di Apple dove è possibile acquistare le applicazioni per lo smartphone e l’iPod touch), mentre l’unlock permette di utilizzare la SIM di qualsiasi operatore sull’iPhone.
[ via Dev-Team ]
E’ il sogno di ogni hacker del mondo: essere così bravi a trovare falle in un sistema, tanto da essere assunti da una grande multinazionale. Forse Zibri, lo sviluppatore italiano che creò il programma ZiPhone per sbloccare l’iPhone EDGE, o qualcun’altro tra voi che si sente all’altezza, potrebbe rispondere all’annuncio di Apple che cerca una persona a cui affidare il ruolo di “Ingegnere per la sicurezza dell’iPhone”.
Il lavoro consiste nell’assicurarsi che la piattaforma sia inviolabile, per raggiungere questo obiettivo bisognerà cercare di violarla in tutti i modi. La persona assunta sarà chiamata a lavorare nel quartier generale di Cupertino e riceverà uno stipendio di circa 80.000 $ all’anno più tutti i privilegi annessi.
[via ArsTechnica]
Analogamente all’iPhone classico, anche per l’iPhone 3G è stato trovato un metodo per sbloccare il cellulare tramite Sim Card. DesbloqueioBr, brasiliano di San Paolo e autore di questo hack, ha creato un kit che si compone di un chip da associare alla propria sim, in modo da permettere il riconoscimento e l’attivazione e senza necessità di installare alcunché sull’iPhone.
Il prezzo di questo oggettino ancora non è noto ma, secondo quelli di engadget che hanno avuto l’anteprima, dovrebbe essere svelato a breve.
[via engadget]