
Cosa c’entra il porno con il Vivid? Lo smartphone di HTC non è stato costruito di certo per favorire il trastullamento di cuori solitari, ma a quanto pare il mercato della pornografia ne reclama i diritti. Per l’esattezza la società Vivid Entertainment ha fatto causa ad HTC chiedendole di cambiare nome al suo smartphone.
La Vivid Entertainment è tra le società americane più grandi nella produzione di contenuti multimediali destinati agli adulti. Secondo i suoi legali, il nome Vivid associato ad un terminale potrebbe causare confusione tra i clienti, che potrebbero pensare a una partnership e acquistare il telefono pensando di trovarvi tette e culi.
Ma basterà questa affermazione per convincere HTC a fare un passo indietro? Ai posteriori…ops…posteri l’ardua sentenza.
via | androidcommunity

Arrivano le prime immagini di quello che potrebbe rappresentare lo smartphone più tecnologico del momento. Il modello Edge di HTC, infatti, integra per la prima volta nella telefonia un processore quad core da 1,5 GHz. Molti si chiedono chi sia il produttore di questo chip considerando che Qualcomm, fornitore i HTC, non lo possiede in catalogo.
Tra le altre caratteristiche tecniche figura un display ampio ben 4,7″ e una fotocamera da 8 Megapixel. Oltre al processore, troviamo 1 GB di memoria RAM e un chip grafico AP30 Tegra 3 di Nvidia. La capacità di storage è di 32 GB, mentre il protocollo HSDPA permette una navigazione fino a 21 Mbps.
L’interfaccia grafica sarà Sense 4.0, mentre la disponibilità è fissata per i primi mesi del 2012. Al momento nessuna informazione sul prezzo.
via | PocketNow

L’ultima volta che HTC ha commentato la situazione sull’aggiornamento dei propri terminali ad Ice Cream Sandwich, ha lasciato tutti nel dubbio su come lo avrebbero fatto, se non proprio lasciando l’impressione che non avrebbe aggiornato i terminali “vecchi”. Per fortuna, le ultime informazioni rilasciate ufficialmente da parte della società chiariscono la situazione.
Come prevedevano la maggior parte dei rumor, i telefoni che otterranno Ice Cream Sandwich saranno per lo più dispositivi di fascia alta immessi sul mercato dopo l’HTC Sensation. Questa politica include i telefoni come HTC Vivid, Sensation, Sensation XL, XE Sensation, Rezound, EVO 3D, EVO 4G Design e Amaze 4G. Non è disponibile alcuna informazione sui telefoni non così nuovi, ma neanche vecchi come Incredible S, Desire S e il Rhyme; probabilmente avremo notizie di un loro possibile aggiornamento a breve.
Ecco la dichiarazione completa da parte della società:
HTC sa quanto i nostri fan siano entusiasti all’idea di mettere le mani sulla versione più recente di Android di Google, Ice Cream Sandwich, quindi siamo felici di annunciare oggi la prima ondata di telefoni HTC che riceverà aggiornamenti: siamo in grado di confermare che l’HTC Vivid potrà ricevere Ice Cream Sandwich. Inoltre, Ice Cream Sandwich è in arrivo all’inizio del 2012 su una varietà di dispositivi tra i quali l’HTC Sensation, HTC Sensation XL and HTC Sensation XE, così come sull’HTC Rezound, HTC EVO 3D, HTC EVO Design 4G e HTC Amaze 4G grazie alla stretta integrazione con i nostri operatori partner. Stiamo continuando a valutare il nostro portafoglio di prodotti, quindi rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti sugli aggiornamenti dei dispositivi, i tempi di aggiornamento e altri dettagli su HTC e Ice Cream Sandwich.
Via | HTC

Android sta portando ottimi risultati in HTC. La società di Taiwan, infatti, vede una crescita a doppia cifra per il suo terzo trimestre fiscale. In base ai dati diffusi, infatti, sappiamo che il fatturato degli ultimi tre mesi è stato di 135,8 miliardi di dollari di Taiwan, vale a dire 3,21 miliardi di € con un aumento del 79% rispetto allo stesso trimestre del 2011.
L’utile, invece, è stato di 18,68 miliardi di NT$, pari a 440 milioni di €, vale a dire il 68% di crescita in base allo stesso trimestre dello scorso anno. I terminali venduti sono stati 13,2 milioni con un aumento del 93% rispetto il 2010 e il 9% rispetto al trimestre precedente.
Ora la società stima di fatturare tra i 125 e 135 miliardi di NT$, circa 2,8-3,2 miliardi di €, per il prossimo trimestre.
via | HTC

Se Microsoft ha Skydrive e Apple ha iCloud, anche HTC offre la propria soluzione per lo storage online grazie ad un accordo stretto con il popolare servizio Dropbox. Gli utenti dei prossimi smartphone HTC con Android, come ad esempio l’HTC Rhyme, avranno a disposizione ben 5GB di storage online gratuito: 3GB in aggiunta ai 2GB gratuitamente offerti a tutti da Dropbox.
L’accordo, che si estenderà a tutti i terminali con interfaccia utente Sense 3.5 in futuro, comporta che gli utenti possono salvare tutti i propri file, foto, video e musica sul telefono, sincronizzandoli con il computer di casa o altri terminali che utilizzano il software Dropbox. Ovunque voi siate potete accedere a tutti i vostri contenuti direttamente dal cellulare.
Se l’offerta è valida per i cellulari Android, non è ancora chiaro se verrà estesa anche agli smartphone con Windows Phone 7 sempre di HTC: in fondo WP7 utilizza già il servizio Skydrive integrato, quindi sarebbe solo un doppione. Skydrive inoltre offre ben 25GB di storage gratuito, quindi 5GB in più potrebbero non fare la differenza. Attualmente l’interfaccia utente Sense 3.5 è disponibile solo sull’HTC Rhyme, ma verrà presto estesa.
Via | PocketLint

Si prospettano grossi guai per HTC negli USA. Al centro dell’uragano c’è sempre la guerra dei brevetti, diventata ormai una strategia per fermare i concorrenti. Il peccato commesso da HTC, se così è definibile, è aver aiutato Google a diffondere il suo sistema operativo Android.
Apple, infatti, ha fatto causa alla casa taiwanese per l’uso ingiustificato dei suoi brevetti in alcuni smartphone con Android. La commissione dell’ITC (International Trade Commission) ha decretato in prima istanza che Apple ha ragione: quei due brevetti sono stati utilizzati senza autorizzazione.
I brevetti in questione fanno riferimento alla tecnologia che rileva i numeri di telefono nelle email permettendo di chiamarli con un gesto. Ora HTC rischia il ban dei suoi smartphone con Android negli USA anche se Adam Emery, portavoce della società, ha riferito che sono fiduciosi in merito la decisione finale.
via | businessweek

HTC è nella top five come produttori di smartophones con diversi dispositivi dotati sia di sistema Android che di Windows Phone OS, ma sembra che la compagnia voglia seguire le orme di Samsung ed avere un proprio OS sul quale poter sviluppare. Il sito “Next Web” riporta la conferma della volontà di investire in un mobile OS da parte di HTC da parte della co-fondatrice e direttore Cher Wang.
Wang ha infatti affermato che la compagnia ha preso in considerazione l’idea di acquistare un mobile OS, ma questo non avverrà comunque in tempi troppo brevi. Inoltre Wang ha sottolineato come gli sforzi di HTC siano, per ciò che riguarda un eventuale OS acquisito, incentrati nella comprensione (reverse engineering) e nello sviluppo del secondo o terzo layer dell’OS (quindi più vicino all’utente finale) e non nel ricreare una piattaforma a partire dalle fondamenta.
Continua a leggere: HTC pronta a comprare un OS mobile, ma non subito

Sembra che le cose vadano decisamente bene dalle parti di Taiwan, come riporta l’ HTC all’interno del suo rapporto trimestrale. I dati dicono infatti che la compagnia abbia venduto 12.1 milioi di dispositivi nel secondo trimestre, realizzando una crescita del 123.7 %rispetto all’anno scorso, che al netto delle tasse diventa del 102.9 %. Se non ve la cavate bene con le percentuali, vi basti sapere che HTC nel solo trimestre appena concluso è in crescita del 24.8 %.
Una solida parte di questa crescita va attribuita alla Cina, che risulta essere il mercato più largo per HTC. I modelli base come Wildfire S, Salsa, e ChaCha hanno svolto una attività chiave nell’aumentare il portfolio di HTC. Ovviamente, il Sensation e l’ Evo 3D hanno comunque fatto la loro parte.
Come detto in precedenza, HTC è in forte crescita; per sua sfortuna però, Apple si pone come massiccio ostacolo sulla via al successo. Apple ha infatti recentemente vinto una causa che impedisce di importare - almeno temporaneamente- prodotti HTC in USA. Questo di sicuro non ha accelerato gli affari di HTC, sebbene la compagnia di Taiwan stia facendo di tutto per ottimizzare la gestione della proprietà intellettuale.
I 300 milioni spesi per licenziare le S3 di sicuro ha incrementato il loro parco brevetti di 235 licenze (e applicazioni brevettate) per essere precisi, ma non c’è ancora una idea di come Apple abbia intenzione di porre ancora vincoli ad HTC per via legale al momento.
Le proiezioni per il prossimo trimestre prevedono un andamento simile a questo. HTC si aspetta di consegnare 13.5 milioni di unità, le quali rappresentano il 98 % di crescita annuale. Se tutto va secondo i piani, avranno un ritorno di 4.8 milioni di dollari nel prossimo trimestre.
Non sembra calmarsi la guerra dei brevetti tra i vari big della telefonia e dell’elettronica nel mondo, anzi, le cause legali aumentano sempre di più alimentando una sorta di Rinascimento per gli studi legali che vedono, così, aumentare enormemente il fatturato.
L’ultima causa è stata attivata da Apple contro HTC con la richiesta presso l’ITC (International Trade Commission) di bloccare l’importazione dei prodotti di HTC negli USA. Secondo Cupertino, infatti, alcuni prodotti della società di Taiwan non rispettano i suoi brevetti e non possono essere venduti.
Di tutta risposta HTC ha invitato Apple a combattere la concorrenza con i prodotti nel mercato e non attraverso cause legali. Forse non ha tutti i torti. Se anche Apple usa i brevetti come arma strategica forse un po’ di timore della concorrenza c’è.
[via bloomberg]

HTC ha promesso di perseguire la politica di sblocco del bootloader su alcuni smartphone Android. L’annuncio è stato dato direttamente tramite Facebook. La maggior parte dei telefoni con bootloader bloccato riceveranno un aggiornamento nel tempo, probabilmente nel corso di Settembre, durante le fasi di routine di correzione di bug ed errori.
La compagnia ha spiegato perchè non è possibile sbloccare tutti i telefoni in una volta sola, dato che il lavoro è corposo e richiede molto tempo:
Anche se avremmo voluto lanciare un semplice switch e sbloccare tutti i bootloaders nell’immenso catalogo dei nostri terminali, si tratta di una sfida complessa che richiede la scrittura di un nuovo software e una fase intensiva di test per fornire la migliore esperienza di utilizzo possibile.
HTC ha iniziato a bloccare i telefoni per motivi di sicurezza, quando gli entusiasti hanno iniziato a modificare i propri telefoni. Bloccare il bootloader non impedisce del tutto le personalizzazioni, ma le rende estremamente complesse.
[Via Electronista]