
Al CES 2012 la Huawei rivela quello che viene definite, dalla stessa azienda cinese, lo smartphone più sottile del mondo: l’Ascend P1 S. Sin dai tempi dei telefoni cellulari le aziende facevano a gara a chi potesse lanciare sul mercato il telefono più sottile e più leggero, neanche oggi gli smartphone non sono esenti da questo particolare tipo di competizione.
Vediamo nel dettaglio le caratteristiche fisiche e tecniche di questo telefono. Per prima cosa le dimensioni: solo 6,68 millimetri di spessore, con uno schermo Super AMOLED da 4,3 pollici e una risoluzione di 960×540. Doppia fotocamera, 8 pixel quella sul retro del telefono e 1,3 quella sul fronte, ottima per le video chiamate. Guardando il telefono dal lato un po’ più tecnico, la Huawei ha fatto sapere che il “motore” è un dual-core da 1.5GHz, processore Cortext-A9, la RAM sarà da 1GB e la batteria è da 1670 mAh.
Già guardando il telefono capiamo che il sistema operativo sarà un Android, i tre tastini fisici sono inconfondibili. Per la precisione, l’Ascend P1 S avrà l’ultima versione del sistema operativo di Google, ovvero Android 4.0 Ice Cream Sandwhich.
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Microsoft continua il suo percorso, fregandosene delle critiche provenienti da Google. Tutti i produttori di cellulari con passano attraverso la “tassa” da pagare a Redmond per ogni dispositivo con Android venduto per ragioni di “licenza”. Il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei ha confermato che Microsoft pretende pagamenti di canoni rispetto ai prodotti con il software Android.
Victor Xu, Chief Marketing Officer per dispositivi Huawei, ha confermato al Guardian che “i negoziati sono in corso” sulla licenza di alcuni brevetti Microsoft che il gigante del software americano sostiene siano stati violanti dalle implementazioni hardware di Android.
Sì, Microsoft è venuta da noi. Abbiamo sempre rispettato la proprietà intellettuale delle imprese, ma abbiamo anche 65.000 brevetti in tutto il mondo. Ne abbiamo abbastanza per proteggere i nostri interessi. Siamo un attore molto importante per Android.
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Le prime voci che introducevano in modo non ufficiale alla stampa l’Huawei Honor, indicavano come caratteristiche principali una CPU single-core 1.4GHz, uno schermo da 4 pollici FWVGA (854×480) capacitivo e un hardware sviluppato per poter lavorare sia con le bande europee che con quelle asiatiche.
Tutto confermato nel comunicato ufficiale, ma, in più c’è anche una fotocamera da 8 megapixel posteriore (2MP sulla frontale), 512MB di RAM (con 4Gb di memoria ROM, espandibile fino a 32GB) ed una potente batteria da 1900mAh.
Il dispositivo, con OS Android Gingerbread, è lievemente più spesso di ciò che era atteso, con un profilo da 10.9mm nel punto più sottile. Uno dei punti di forza, come accennato in precedenza, è la quantità di frequenze gestite: GSM 850 / 900 / 1800 /1900 e le WCDMA/HSPA+ 900 / AWS / 2100 (compatibile con il 3G statunitense di T-Mobile).
Nessuna indicazione precisa sul prezzo, ma si sa per certo che verrà introdotto in questo trimestre in Asia (Cina inclusa), Russia, e Medio Oriente con il colore nero classico, e con diversi altri colori sul mercato europeo durante il periodo natalizio.
Via | Engadget

Windows Phone riuscirà a diventare il terzo pilastro dei sistemi operativi per smartphone? Fino a qualche mese fa l’OS di Microsoft destinato alla telefonia mobile era destinato all’oblio. I dati di crescita lo relegavano a un piccolo angolo del mercato. Grazie alla collaborazione con Nokia, però, Windows Phone potrebbe diventare un colosso in grado di concorrere contro iOS e Android.
La cinese Huawei è molto affascinata da questa rimonta. Il suo CMO, Victor Xu, ha annunciato che la società osserva molto attentamente lo sviluppo e la diffusione di Windows Phone. Se i dati di crescita saranno confermati probabilmente anche loro aiuteranno Microsoft con una linea di smartphone con il loro OS.
Huawei opera nella fascia medio/bassa del mercato. Una serie di smartphone economici con Windows Phone potrebbe aiutare Microsoft a coprire tutto il mercato e aumentare considerevolmente la sua quota di mercato.
[via zdnet]
Nella guerra di brevetti c’è solo un elemento in grado di portare la pace. Non le vecchie alleanze o lo spirito di fraternità, ma il denaro. Così, utilizzando questo kalumè della pace, Motorola e Huawei hanno sotterrano l’ascia di guerra terminando la disputa sui brevetti. Secondo una serie di accuse reciproche, infatti, alcuni dipendenti di Huawei erano stati assunti in Motorola esclusivamente per avere i segreti industriali in grado di permettere un accordo con Nokia-Siemens.
Il giudiche e i tribunali questa volta potranno occuparsi di altro. Motorola ha deciso di tornare sui suoi passi e investire nelle infrastrutture della società cinese. Nei prossimi 10 anni prevede un investimento da 880 milioni di dollari, circa 610 milioni di €, in tecnologie Huawei.
In questa storia, in realtà, hanno guadagnato tutti. L’investimento che Motorola aveva previsto in Nokia-Siemens, infatti, era di circa 1,2 miliardi di dollari.
[via motorola]
Tra gli eventi dl FuoriSalone, Huawei ha presentato Folded Leaf, il cellulare dal design curvo creato per essere un prodotto diverso da tutti gli altri.La progettazione di questo modello, per quanto riguarda il design, ha richiesto un anno e mezzo, per perfezionare tutto in modo che ogni parte fosse perfetto.
E’ nato così questo prototipo, la cui forma ha tante funzione. Per prima cosa è anatomico: quando si parla il microfono è più vicino alla bocca e l’audio è più chiaro. Oltre a adattarsi alle forme del volto, Folded Leaf si adatta a quelle del corpo: a differenza di quanto ipotizzava Kiro nel post di un paio di giorni fa, il cellulare in tasca segue la forma della coscia e non risulta fastidioso.
Un’altra funzione del design di questo cellulare (che non vuole essere un super smartphone ma torna alle origini perfezionando al massimo le funzioni prettamente telefoniche), è quella di proteggere lo schermo quando appoggiato sulla scrivania, evitando che si rovini tenendolo sollevato dalla superficie.
La fotocamera, inoltre, è più utilizzabile grazie al design curvo che permette di inquadrare riducendo i riflessi della luce sul display OLED. Per non rovinare la linea la porta USB (coperta da uno sportellino, fa sia da ingresso per il caricatore che da porta per l’auricolare. Non ci resta quindi che aspettare i primi prodotti ispirati da questo prototipo.

Tra qualche giorno dovrebbero arrivare nuovi telefoni da parte di Huawei, noto brand cinese per la telefonia mobile. Intanto la società tenta di farsi ispirare chiedendo aiuto allo studio Claesson Koivisto Rune che ha sede in Svezia.
Da questo consulto è nato il concept del Folded Leaf. Con uno stile a metà tra il moderno e il vintage, possiede una tastiera fisica e un design curvo che ricorda un po’ le vecchie cornette telefoniche.
Al momento non sappiamo se Huawei lo trasformerà in un reale prodotto commerciale. Io nutro qualche dubbio sulla comodità dovendolo trasportare in tasca. A voi piace?
[via concept-phones]

Finalmente ufficializzata, al Mobile World Congress di Barcellona, l’evoluzione della specie dell’IDEOS U8150 di Huawei, che tanto parlare dì sé ha fatto anche sui nostri lidi. Il modello che prenderà il posto del celebre smartphone low-cost del produttore cinese è infatti l’X3, che abbiamo avuto modo di vedere brevemente presso lo stand di Huawei, anche se solo come mockup o poco più, visto che il telefono non era funzionante ed era arrivato dai laboratori cinesi del costruttore solo due giorni prima.
Molto simili le caratteristiche hardware dei telefoni. L’X3 si candida a divenire uno degli smartphone con Android 2.3 più leggeri e sottili disponibili sul mercato. Dotato di un display da 3,2 pollici capacitivo con risoluzione HVGA, dunque leggermente più grande del predecessore, lo smartphone sarà anche dotato di serie di un vasto numero di applicazioni dedicate alla sincronizzazione di contenuti e contatti con i social network più utilizzati e sarà disponibile, in Giappone ed in Europa, probabilmente dalla prossima primavera, per una cifra pare molto simile a quella del predecessore.
La guerra dei brevetti non si combatte solo per lucrare sulle altissime somme dei risarcimento danni. Le società, spesso, utilizzano questo strumento per frenare o bloccare definitivamente le mosse strategiche dei concorrenti. Più che concorrenza, però, quella di Huawei è una sorta di ripicca nei confronti di Motorola.
Motorola, infatti, aveva fatto causa ad Huawei accusandola che alcuni suoi dipendenti avevano portato con sei dei segreti della società. Questa volta, però, è la società cinese a fare causa a quella americana per lo stesso motivo. Secondo Huawei l’accordo tra Nokia-Siemens e Motorola deve saltare.
Dopo una ristrutturazione aziendale, infatti, Motorola decise di cedere la sua infrastruttura per 1,2 miliardi di $ al consorzio concorrente. Infrastruttura che utilizzerebbe tecnologie coperte da segreto industriale di proprietà dell’azienda cinese. I giudici decideranno che il ricorso di Huawei sia legittimo.
[via afterdawn]

Motorola ha modificato una denuncia già presentata in passato contro cinque ex-dipendenti, per includervi anche Huawei. La denuncia originale si riferiva a presunti segreti industriali rivelati da 5 dipendenti alla Lemko, una compagnia che ha accordi di vendita con Huawei.
Nella modifica della denuncia effettuata da Motorola, la Huawei viene tirata in ballo in modo diretto facendo riferimento al fondatore, Ren Zhengfei, accusato di aver ricevuto informazioni confidenziali rigardo un ricetrasmettitore Motorola, e altre tecnologie, direttamente da un ingegnere Motorola. Secondo quest’ultima, i responsabili di Huawei sapevano di aver ricevuto informazioni confidenziali rubate su segreti commerciali.
Huawei ha risposto dicendo che si tratta di accuse senza fondamento, in quanto con la Lemko ha solo accordi di vendita e nessuna altra connessione. È difficile provare quali siano le reali responsabilità delle parti in causa anche secondo gli esperti e, inoltre, poichè la denuncia è stata effettuata negli Stati Uniti, qualsiasi sia il verdetto non è per forza applicabile in Cina.
[Via UnwiredView]