
Si credeva che il futuro dei computer fosse destinati ai browser. Che le web application potessero diventare i sostituti delle applicazioni installate nei computer. Una tendenza che forse in futuro tornerà, ma di certo non ora.
Secondo l’analisi svolta negli USA dalla società di ricerche Flurry, infatti, l’uso delle applicazioni negli smartphone ha superato la navigazione web. Gli utenti a giugno hanno speso 81 minuti per le applicazioni e 74 minuti al giorno per la navigazione ad internet.
La tendenza, quindi, non dà vincenti le web application al momento. Gli utenti preferiscono installare applicazioni per consumare meno traffico internet, salvare i documenti per una lettura off line ed essere sicuri, principalmente, di non perdere sessioni di lavoro contando su una maggiore stabilità.
[via flurry]
La connettività mobile ha finalmente superato l’ADSL di casa, almeno sulla carta. Vodafone, infatti, ha annunciato l’inizio delle vendite della sua nuova chiavetta in grado di arrivare alla velocità di 42,2 Mbps. Una velocità così elevata da permettere di navigare senza interruzioni nel caricamento dei video in streaming o nell’aggiornamento dei software nei computer.
Ma questo significa che comprandola potrete navigare a quella velocità? Ovviamente no. I 42,2 Mbps sono soltato teorici. Molto dipende dalla qualità del segnale e dalla rete presente nella zona in cui navigate. La società ha assicurato che alcune zone delle città di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna sono già abilitate.
La chiavetta può essere acquistata con alcune offerte dell’operatore inglese, come la Vodafone Internet Sempre Speed che a fronte di 39 € al mese per 24 mesi offre la chiavetta e 7 GB di navigazione al mese.
[via sole24ore]
L’uso dei browser per smartphone è cresciuto molto negli ultimi anni grazie alla semplicità di utilizzo con gli schermi touchscreen. Ma qual è il browser più veloce? Microsoft non ha dubbi: il suo. Durante la presentazione di Internet Explorer 9 per Windows Phone, infatti, la società ha mostrato un video in cui si effettua un test su iOS, Android e Windows Phone.
Nella visualizzazione di una pagina in HTML5 il suo browser ha visto il caricamento a 20 frame al secondo, contro gli 11 frame dell’Android e appena 2 frame per iOS. Questo certifica la velocità del nuovo browser? Alcuni esperti sono un poco scettici perchè il test è poco trasparente.
Innanzitutto il sito dove è stata caricata la pagina è su un server di Microsoft e non è un sito indipendente. Qualcuno ha ipotizzato che la pagina sia stata costruita per sfruttare alcune tecnologie e penalizzarne altre. Al momento, quindi, la verità non è molto chiara.
[via WinRumors]

Cisco Systems ha pubblicato le proprie previsioni sulla crescita del traffico dati complessivo per i prossimi 4 anni, prendendo in considerazione nel proprio studio anche il crescente settore mobile. L‘Internet mobile risulta sempre più imponente nelle abitudini di navigazione mondiali.
Secondo Cisco, tra il 2009 e il 2010 il quantitativo di traffico dati su reti mobile è aumentato del 260%, con una crescita esponenziale che per tre anni di seguito ha segnato cifre record. Lo studio ovviamente prende in considerazione le differenze “tecniche” di anno in anno: lo smartphone medio del 2009 aveva una velocità di download massima di 613 kbps, mentre uno smartphone del 2010 arriva a 1.036 kbps. Le previsioni però vogliono una velocità quadruplicata, ovvero 4.404 kbps, entro il 2015 grazie alle connessioni HSPA+, WiMAX ed LTE.
Aumenterà esponenzialmente la velocità di navigazione ed aumenteranno gli utenti di smartphone: secondo Cisco l’utente medio consuma 65 MB di traffico al mese attualmente, ma la cifra crescerà oltre 1GB al mese in appena 4 anni. Il traffico mobile globale del 2010 è stato tre volte maggiore l’intera dimensione del traffico Internet globale tramite pc dell’anno 2000.
Non possiamo sorprenderci pensando alla diffusione degli smartphone su tutti i mercati, circa il 20% di tutti i terminali consegnati nel terzo trimestre del 2010, all’ondata di tablet sul mercato e alla progressiva integrazione di servizi connessi con i sistemi operativi.
[Via Los Angeles Times]
I motori di ricerca hanno porato ad un passaggio storico importantissimo. Mentre nel passato, per giungere alle informazioni, dovevamo frequentare i luoghi di cultura: scuole, biblioteche e così via, oggi possiamo accedere al sapere in ogni momento. Basta una connessione ad internet.
Molte volte durante il giorno, infatti, possiamo accedere alla rete per conoscere le notizie di cronaca, leggere una ricetta, arrivare a un’informazione o, semplicemente, leggere una regola grammaticale. E’ un’attività entrata nel quotidiano di molti. Con il passaggio dal PC ai dispositivi mobili, le ricerche diventano anche più frequenti.
Secondo i dati raccolti da Google, infatti, le ricerche da cellulari sono aumentate del 130% rispetto allo scorso anno e sono destinate a salire sempre di più. Nel periodo natalizio, per esempio, circa 6 utenti su 10 utilizzeranno il cellulare per effettuare ricerche sui regali di Natale. Voi utilizzate i motori di ricerca dal cellulare?
[via googlemobileads]
A differenza della credenza popolare, le reti WiFi sono abbastanza diffuse nel nostro Paese, solo che la maggior parte di queste sono bloccate da codici di accesso. Tutta colpa del decreto Pisanu che, all’alba degli attentati terroristici di Londra, decise che internet era il mezzo più usato dai terroristi per organizzare attentati. Così attivò la schedatura dei naviganti per permettere di trovare il colpevole di conversazioni contro la sicurezza nazionale.
Vedersi chiedere carta di identità, codice fiscale e firmare documenti, però, non permette di certo di passare qualche minuto in rete sfruttando il WiFi altrui senza sentirsi violati nella privacy. E se vi dicessi che presto si potranno sfruttare i WiFi aperti senza l’ostacolo della burocrazia? Anche se al momento è presto per cantare vittoria, il ministro Maroni ha fatto sapere che il pacchetto sicurezza che prevede anche la liberalizzazione del WiFi è passato.
Dal primo gennaio 2011, anche se non si conoscono ancora i dettagli, sarà possibile aprire le proprie reti WiFi e renderle disponibili a tutti senza aver paura di essere incriminati per la navigazione di qualcun’altro verso siti poco raccomandabili. In fondo non ci è mai stato chiesto un documento per spedire una lettera. E le lettere sono strumenti di comunicazione da centinaia di anni.
[via repubblica]
Tutti lamentano dello scarso sviluppo del WiFi in Italia. Tutta colpa di una legge: la 155/2005 detta anche Legge Pisanu. Nata alla luce degli attentati delle Torri Gemelle americane, il testo normativo prevede regole molto rigide per l’uso del WiFi.
L’articolo 7, nello specifico, vieta il WiFi aperto per evitare di dare ai “presunti terroristi” la possibilità di avere uno strumento per comunicare. I coffee shop, ad esempio, hanno bisogno di un particolare permesso dalla Questura e devono schedare, conservando tutte le informazioni in merito, tutti coloro richiedono l’accesso alla rete.
Una legge ingiusta, attiva solo in Italia. Un recente accordo bipartisan, quindi voluta sia dalla destra che dalla sinistra, tenta di abrogare la Legge Pisanu. La proposta è stata redatta dai parlamentari Gentiloni, Lanzillotta e Barbareschi. Franco Bernabè, amministratore di Telecom Italia, si è dichiarato contro l’abolizione ma a favore di strumenti di identificazione degli utenti più rapidi.
Ci auguriamo che una modifica sia effettuata quanto prima in modo da poter utilizzare i nostri dispositivi mobili con le reti WiFi aperte.
[via webmasterpoint]

Negli ultimi mesi sono stati pubblicati tantissimi rapporti dove si dimostra che dall’iPhone si naviga di più rispetto che gli altri smartphone. Verizon, un importante operatore americano, ha commissionato una ricerca per saperne di più.
Le indagini non hanno sconfessato quelle ricerche ma hanno evidenziato un dato importante: dall’iPhone si naviga meno in 3G rispetto agli altri smartphone. Sommando il consumo di dati registrati dai sistemi operativi Windows Mobile, WebOS e Android, escludendo BlackBerry perchè usa un sistema di compressione dei dati, è stata calcolata una media di 421 MB mensili.
Chi ha un iPhone, invece, ne consuma in media 338 MB. Come mai questa differenza? L’ipotesi più probabile sta nella condizione delle reti. Verizon possiede una rete più diffusa e veloce rispetto quella di At&T, l’operatore che ha l’esclusiva negli USA con Apple. Mentre le reti di At&T sono congestionate, quindi spingono a ricorrere al WiFi, quelle di Verizon funzionano ancora bene.
[via Validas]
Il cellulare è uno strumento di comunicazione e per tale motivo, oltre a far comunicare con persone buone, permette di ricevere informazioni anche da persone cattive. Uno strumento molto diffuso tra i giovani. Ma come fare per evitare che i giovani entrino in contatto con persone cattive?
Il professore Fabio Martinelli, responsabile del gruppo sicurezza dell’Iit-Cnr (Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche), ha presentato l’applicazione iCareMobile durante lo Science Day presso il Fiuggi Family Festival.
Compatibile al momento solo con sistemi operativi Symbian, permette di applicare un filtro al telefono in modo da attivare delle limitazioni. Si può evitare l’accesso ad alcuni siti internet, bloccare la ricezione o l’invio di immagini sconvenienti, bloccare l’accesso ai videogame in alcuni orari, attivare la geolocalizzazione del telefono per l’individuazione su una mappa, mandare un SMS in caso di pericolo e molto altro.
Il programma è in fase beta, ma presto sarà possibile installarlo nei telefoni dei minori.
[via IlSole24Ore]

Di solito lamentiamo sempre una poca diffusione delle reti WiFi nel nostro Paese. Purtroppo il problema è una legge che ne vieta la condivisione pubblica, infatti la maggior parte sono protette da una password. La rete in realtà si espande sempre di più e presto sarà presente anche in molte auto.
La casa automobilistica ad aprire le danze è Audi che nel 2011 lancerà la nuova A8 con hotspot integrato. Basterà inserire una SIM con abbonamento internet per diffondere la rete nell’auto a una velocità massima di 7,2 Mbps. Volendo si può collegare via bluetooth uno smartphone 3G per avere lo stesso effetto. In questo modo nell’auto si potrà navigare con il proprio cellulare o laptop.
[via autoblog]