Dopo i rumors dei giorni scorsi ora l’accordo è stato portato a termine. Quella che era una joint venture tra Sony ed Ericsson ora appartiene ad un unico proprietario. Sony, infatti, ha comunicato di aver acquistato le azioni del ramo telefonico di Ericsson ed è diventata, di fatto, unica proprietaria di Sony Ericsson.
L’operazione ha visto una contropartita in denaro per 1,05 miliardi di euro. Sony Ericsson detiene l’11% del mercato e lo scorso anno ha fatturato 1,5 miliardi di euro. La proprietà unica è stata necessaria per aumentare l’agilità nella presa delle decisioni per le strategie future.
Ora Sony potrà pianificare meglio lo sviluppo dei nuovi dispositivi e concorrere in un mercato sempre più affollato di società.
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Due colossi dell‘industria mobile Giapponese, Fujitsu e Toshiba, uniranno le proprie forze sul mercato mobile creando cellulari insieme. Secondo Nikkei, un quotidiano autorevole, le negoziazioni hanno già raggiunto la fase finale.
Se la joint venture andrà a buon fine, creerà il secondo produttore di cellulari più grossi del Giappone (con uno share di mercato del 18.7%), seguendo strettamente Sharp (26.1%). Fujitsu (al momento al terzo posto nella “classifica” dei produttori di cellulari giapponese con oltre 5 milioni di telefoni venduti nel 2009) diventerà probabilmente l’azionista di maggioranza nella fusione.
I motivi dietro questa operazione sembrano essere di tipo economico: il successo degli smartphone “stranieri” in terra nipponica prende continuamente piede e le compagnie locali cercano di accaparrarsi più mercato possibile prima che sia troppo tardi.
L’unione tra Fujitsu e Toshiba dovrebbe ridurre i costi e “tamponare” il pericolo competitività. Piani di espansione anche all’estero non sono da escludersi, a questo punto.
Trema il trono della regina della telefonia mobile. Nell’ultimo trimestre fiscale, infatti, Nokia ha perso ben 559 milioni di euro contro i 1,09 miliardi guadagnati nello stesso trimestre dell’anno precedente. A generare i conti in rosso è il calo delle vendite degli smartphone (- 20%), complice il grande ritardo nella vendita dei telefoni touchscreen, e la svalutazione dell’infrastruttura costruita in joint venture con Siemens per un valore di 908 milioni di euro.
Secondo gli analisti la società dovrebbe ridurre le perdite nel prossimo trimestre grazie all’inizio delle vendite dei nuovi modelli e alla campagna natalizia. Intanto il titolo ha perso ben l’8% in Borsa.
La nascita della joint venture tra Sony ed Ericsson ci fu per creare un enorme società in grado di competere nel mercato mondiale della telefonia mobile, competitività che al momento sembra mancare. I conti di Sony Ericsson non sono molto allegri: vendite giù del 40%, calo del 4,7% della quota di mercato mondiale e perdite di oltre 500 milioni di €. Un risultato del genere si traduce con la perdita della poltrona di Hideki Komiyama, ormai ex presidente, a favore di Bert Nordberg.
Bert Nordberg attualmente è vice presidente esecutivo del gruppo Ericsson. Il suo compito nei prossimi mesi sarà di investire sapientemente i 965 milioni di € di liquidità della società per riportare in auge il marchio Sony Ericsson.
[via unwiredview]
Era passato poco più di un mese dall’attacco alle Torri Gemelle di New York quando le due società, Sony e Ericsson, decisero di unire le loro forze nel campo della telefonia mobile per far fronte alla concorrenza sempre più agguerrita. Nacque, così, una joint venture che portò alla nascita del marchio Sony Ericsson. Dopo 8 anni di successi e ottimi risultati, un altro cambiamento potrebbe colpire le due società, un cambiamento che porterebbe la fine della joint venture.
Secondo voci di corridoio, infatti, Sony potrebbe rilevare la società Ericsson e porre fine alla collaborazione. Al momento le due società condividono il bilancio, quindi le perdite ma anche gli utili. Grazie alla crisi finanziaria Sony potrebbe rastrellare il numero sufficiente di azioni per prendere possesso della società. Se l’operazione dovesse verificarsi, difficilmente si porrebbe fine al marchio Sony Ericsson, considerando il grande valore raggiunto sul mercato.
[via Phonescoop]